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Matrioska: cos’è, com’è nata e tante curiosità

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Matrioska: cos’è, com’è nata e tante curiosità
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Scopriamo storia e curiosità di questa bambola di legno russa... che nasconde altre bambole di legno!

Talvolta, quando un argomento o un concetto è così complesso da richiedere molti incisi e parentesi, si dice che è un "matrioska", in quanto nasconde uno dentro l'altro più temi da affrontare. Ma perché si ricorre a questa metafora? Per capirlo bisogna sapere cosa effettivamente sia questa strana bambola di legno...

COM'È FATTA LA MATRIOSKA?

Le Matrioske sono piccole bambole della tradizione russa fatte di 2 pezzi di legno ciascuna che si incastrano. Se schiudiamo le due metà, scopriamo una seconda bambola, la quale a sua volta ne contiene un’altra ancora, e così via fino all’ultima, il “seme”: un pezzo unico e indivisibile.

La prima “Matrioska” fu chiamata Matrena, che deriva dal latino mater (madre), la quale vestiva i panni tipici di una contadina russa: una camicia ricamata, il grembiule, un foulard colorato legato in testa e che teneva un gallo nero tra le mani. Racchiuse nel proprio ventre, la Matrioska accoglie le “figlie” più piccole, simili ma diverse tra loro, rappresentano la fecondità, la forza della maternità ed il legame completo della famiglia.

Nella tradizione russa si regalava una Matrioska ai giovani sposi come augurio di prosperità e fertilità. Poteva essere composta da 5 a decine di pezzi che se aperti potevano riempire una stanza intera!

CHI HA INVENTATO LA MATRIOSKA?

Nonostante si possa pensare che la Matrioska sia un oggetto molto antico, è solo dall’inizio del Novecento che compare nella cultura russa. In quel periodo a Mosca era attivo un laboratorio artistico chiamato “Educazione Infantile” durante il quale si riscoprivano le tradizioni e le usanze delle varie regioni della Russia e si voleva spiegare ai bambini come avveniva la gravidanza e il ciclo della vita, i ruoli familiari delle matrone e questo grazie alle bambole di legno.

Nel laboratorio artigianale di Savva Mamontov, un famoso industriale, mercante e mecenate di arti russo, sarebbe “nata” ufficialmente la bambola nel 1890. In questa bottega lavoravano il pittore Sergey Maljutin ed il falegname Vasilij Zvezdochkin, considerati i “genitori” della famosa Matrioska.

Nel movimento di scambio continuo e universale di idee, si pensa che la creazione della bambola russa possa essere stata ispirata ad un giocattolo giapponese o alle scatole cinesi. Ma sentite un po’ quest’altra versione secondo cui... un giorno la moglie di Mamontov entrò nel laboratorio del marito con una scultura rappresentante un saggio giapponese che conteneva al suo interno altre cinque statuette raffiguranti i suoi allievi. Facendo delle ricerche a riguardo si scoprì che questi antichissimi Buddha che contenevano in sé altri esemplari, furono costruiti da monaci russi in missione sulle isole del Giappone. Ecco come un’opera di ingegno russo, dopo aver fatto un giro nel mondo, se ne tornava in patria sotto forma di bambola senza immaginare che sarebbe diventata uno dei simboli chiave della Russia.

Matrioska
Una matrioska "smontata"
Credits: Shutterstock

LEGNO E COLORE

La qualità del legno è molto importante per realizzare una buona Matrioska. Di solito si usa il tiglio ma anche il legno di betulla, di pioppo o di larice sono adatti. Per far sì che l’incastro tra i due pezzi della bambola sia perfetto si usa per la parte inferiore un legno essiccato mentre per quella superiore serve legno fresco che si asciugherà più tardi, in modo da chiudersi esattamente con la parte di sotto.

Gli stili di pittura utilizzati sono diversi a seconda delle zone di produzione. Il centro più famoso si trova a Sergiev Posad, una storica città russa famosa per i giocattoli in legno. Le matrioske di questa zona raffigurano una donna con uno scialle e un sarafan (abito tradizionale russo) e sono dipinte con 3 o 4 colori, solitamente rosso, giallo e verde. In altri stili pittorici gli scialli delle bambole sono a pois o decorati con fiori.

LA FORTUNA DELLA BAMBOLA

I maestri artigiani russi conoscevano già la struttura a “scatole cinesi” perché nel 1885 il maestro Karl Gustavovič Faberže creò per la moglie dello Zar Alessandro III un uovo di Pasqua preziosissimo: ad ogni strato racchiudeva figure intarsiate d’oro, rubini, diamanti e altre pietre preziose. Questo fu l’inizio della famosa tradizione delle uova Fabergè, apprezzate dai nobili di tutto il mondo. La differenza con le Matrioske invece è importante perché non solo le famiglie aristocratiche potevano averle ma tutta la popolazione dei contadini e dei ceti più poveri poteva tenere in mano una bambola russa. Ed il successo arrivò molto presto per le bambole di legno perché nel 1900 all’Exposition universelle de Paris - un’esposizione internazionale di arte ed artigianato con sede a Parigi – la Matrioska vinse la medaglia di bronzo e fu conosciuta in tutto il mondo.

CURIOSITÀ SULLA MATRIOSKA

  • Al giorno d’oggi i famosi souvenir russi raffigurano anche animali come gufi, gatti, orsi... ma non solo perché sono diventate anche delle caricature ironiche di personaggi politici internazionali.
  • La prima matrioska era composta da 8 pezzi (più il seme!) ma la più grande è stata realizzata negli USA e raggiunge la quota di 51 pezzi!
  • Al confine con la Russia, nella città cinese di Manzhouli, esiste un centro commerciale con un parco divertimenti chiamato “Matryoshka”che costituisce la bambola russa più grande al mondo: è alta 30 metri ed è circondata da 8 bambole più piccole (si fa per dire data l’altezza) e da altre 200 figure meno grandi.
  • Dal 2020 l’immagine stilizzata della Matrioska è stata scelta come una delle emoji da aggiungere al catalogo delle opzioni per i messaggini.

Leggere e “sfogliare” la Matrioska più profondamente ci insegna che anche noi siamo fatti di tanti e diversi strati: a volte sono maschere, altre volte ferite, ricordi, condizionamenti ma tutti ci portano al cuore, al pezzo più piccolo. Sì, piccolo ma indistruttibile e integro. All’interno, sotto gli strati, tra le molteplici forme e colori di ogni carattere, di ogni famiglia, di ogni comunità, ci siamo noi. Noi e la nostra vera ed unica identità.