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Dostoevskij: curiosità e citazioni del grande scrittore russo

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Dostoevskij: curiosità e citazioni del grande scrittore russo
Getty Images

Annoverato tra i più grandi romanzieri della storia, Fëdor Dostoevskij ebbe una vita decisamente piena tra passioni, pericoli e vizi poco raccomandabili. Conosciamolo meglio!

Gran parte degli studenti delle superiori lo conosce (e lo teme) per la "mole" dei suoi scritti - che in effetti contano moltissime pagine, come accade spesso con gli scrittori russi - ma Fëdor Dostoevskij (1821-1881) fu sicuramente uno dei più grandi romanzieri di sempre, autore di capolavori senza tempo come Delitto e Castigo, I Demoni, I fratelli Karamazov o Il Giocatore che sono considerati dei veri capisaldi della letteratura russa.

Benché non sempre d'immediata comprensione, gli scritti di Dostoevskij sono ancora oggi molto avvincenti da leggere e studiare, non solo per le vicende raccontate, ma per la profondità psicologica dei suoi personaggi, tormentati, complessi e sempre in bilico tra il bene e il male. Dopotutto l'autore stesso ebbe una vita tutt'altro che monotona, molto diversa da quella che potremmo immaginarci per uno scrittore ottocentesco. Vi abbiamo incuriosito? Ecco dunque alcune interessantissime curiosità sulla vita di Fëdor Dostoevskij

TANTE CURIOSITÀ SULLA VITA DI DOSTOEVSKIJ

Una famiglia sfortunata
Dostoevskij nacque in una famiglia benestante, che vantava origini nobiliari. Il padre, Michail, era un medico militare molto severo con diverse proprietà terriere, mentre la madre, di carattere ben più accomodante, era figlia di ricchi commercianti. Nonostante l'agio economico però, il futuro scrittore non ebbe una vita familiare particolarmente piacevole: la madre morì giovane di tisi, mentre il padre, diventato alcolista, venne ucciso in circostanze poco chiare, forse per mano dei contadini a cui aveva dato in gestione i suoi possedimenti (e che, a quanto pare, trattava malissimo).

Inizi stentati
Costretto dal padre a studiare ingegneria militare, Dostoevskij seguì controvoglia il percorso accademico, pur riuscendosi ad ottenere il diploma. Quando seppe della morte del padre, venne colpito da una crisi di epilessia, condizione che ciclicamente lo avrebbe accompagnato per il resto della vita. Tuttavia, nonostante la salute cagionevole e le pessime condizioni economiche, causate dalla tragedia familiare, il giovane Fëdor decise di dedicarsi alla sua vera passione, la scrittura, e nel 1843 cominciò a lavorare alla sua prima opera, Povera gente, che venne apprezzato dalla critica.

Salvo per un pelo
Ingranata la carriera di scrittore, Dostoevskij non si limitò mai a chiudersi in uno stanzino per vergare i suoi capolavori lontano dal mondo esterno. Anzi, fu un bello scavezzacollo! Nel 1849 venne addirittura arrestato perché ritenuto colpevole di aver partecipato ad alcune riunioni di sovversivi per tramare contro il regime dello zar. L'accusa era molto grave e venne condannato a morte. Per sua fortuna la pena venne revocata, lo scrittore si era però preso un bello spavento: la notizia dell'annullamento dell'esecuzione gli fu data quando si trovava già sul patibolo, pronto per essere fucilato!

Matrimoni e gelosia
Come molti personaggi della Storia, il Dostoevskij "privato" non fu tanto grande quanto il Dostoevskij "scrittore". Uomo dai molti vizi, fu ad esempio un marito tutt'altro che perfetto per le sue due mogli, Mar′ja Dmitrievna Isaeva (la prima) e Anna Snitkina (la seconda). Con Anna in particolare Dostoevskij si dimostrò particolarmente geloso e autoritario, ai limiti della paranoia, tanto da costringerla a vestirsi male, a non truccarsi e non sorridere ad altri uomini.

Il gioco
Uno dei grandi problemi della vita di Dostoevskij - affrontato più volte anche nei suoi romanzi - fu la febbre del gioco d'azzardo. Più di una volta infatti lo scrittore si ridusse sul lastrico a causa di debiti contratti alla roulette. Una volta fu perfino costretto a vendere le fedi nuziali, tanto era irresistibile per lui l'adrenalina dall'azzardo.

LE MIGLIORI FRASI DI DOSTOEVSKIJ

Tra i tanti libri che Dostoevskij ci ha lasciato (e che consigliamo di leggere, magari quando si è un po' più grandicelli), ci sono alcune citazioni che meritano di essere ricordate. Ecco alcune tra le più significative e celebri (anche se non particolarmente allegre):

  • La povertà non è un vizio; ma la miseria, l'indigenza è vizio. Nella povertà voi conservate ancora la nobiltà dei vostri sentimenti innati; nella miseria, invece, nessuno mai la conserva.
  • È nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama.
  • Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! Guardate piuttosto come ride.
  • Incontriamo a volte persone che non conosciamo affatto, ma che destano in noi subito, fin dal primo sguardo e, per così dire, di colpo, un grande interessamento, sebbene non si sia scambiata ancora una sola parola.
  • Per agire intelligentemente non basta l'intelligenza.
  • Perché per punire un uomo di avere ucciso, lo uccidono?
  • L'uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante.
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