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Parole intraducibili: le più strane (e curiose) da tutto il mondo

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Parole intraducibili: le più strane (e curiose) da tutto il mondo
pixabay

In molte lingue straniere esistono parole che indicano sensazioni, usanze, stati d'animo che non hanno corrispondenza in italiano. Non ci credi? Leggi qui

Ti è mai capitato di conoscere un pochemuchka? O di giocare a hoppípolla? Se non hai risposto, è perché stiamo usando delle parole che non sono traducibili in italiano, se non utilizzando una serie di altri termini. Sono parole strane, a volte molto divertenti, che si usano solo in determinate parti del mondo e sono molto legate alle usanze e alle tradizioni di uno specifico paese. Noi ne abbiamo selezionate alcune delle più curiose. Eccole:

Gokotta (Svezia)

È il termine svedese che descrive l’azione di svegliarsi presto al mattino per godersi il canto degli uccellini all’alba.

Kaapshljmurslis (Lettonia)

È un termine lettone che identifica come ci si sente quando si è compressi in un mezzo di trasporto pubblico stracolmo di gente.

Zhaghzhagh (Iran)

In lingua persiana (parlata in Iran, Tagikistan, Afghanistan e Uzbekistan), è il ticchettìo che fanno i denti quando si ha freddo o quando si è molto arrabbiati.

Gurfa (Marocco)

È una parola araba che indica la quantità d’acqua che sta nel palmo delle mani quando si fa il gesto della “conchetta”.

Acersecomic (Regno Unito)

Una parola che deriva dal greco e indica una persona che non si è mai tagliata i capelli. In inglese moderno non si usa più.

KyŌiku mama (Giappone)

Letteralmente significa “mamma istruzione” ed è il termine che indica una madre severissima, che obbliga il proprio figlio a studiare tantissimo per ottenere, a scuola, i risultati più brillanti.

Ohrwurm (Germania)

È un “verme dell’orecchio”. Noi diremmo “tormentone”, per es. una canzone che si sente in continuazione.

Pochemuchka (Russia)

È un termine che indica una persona che fa un po’ troppe domande: potrebbe corrispondere al nostro “ficcanaso”!

Mencolek (Indonesia)

È lo scherzo che si fa quando si tocca una persona sulla spalla opposta a quella in cui ci troviamo noi per fare in modo che, girandosi da quella parte, non veda nessuno.

Hoppípolla (Islanda)

Un gioco tipico dei paesi nordici che consiste nel saltare nelle pozzanghere.

Yakamoz (Turchia)

Questa parola indica il riflesso di luna sull’acqua.

Iktsuarpok (Canada)

In lingua inuit, parlata in alcune regioni del Canada, è la sensazione di attesa in cui si pregusta l’arrivo di qualcuno di caro e ci si affaccia alla porta (o alla finestra) per controllare se è già lì.

Petrichor (Regno Unito)

Indica l’odore della terra inaridita quando piove.

Miukumauku (Finlandia)

Significa “coda di gatto arrotolata” e indica il simbolo @, quello che si utilizza negli indirizzi di posta elettronica (in pratica è la nostra chiocciola)

Pelinti (Ghana)

In lingua Buli (parlata in Ghana) indica il movimento che si fa quando si inizia a far “girare” il cibo in bocca per raffreddarlo quando è bollente.

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