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La storia dell’orologio: quando e perché è stato inventato?

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La storia dell’orologio: quando e perché è stato inventato?
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La storia dell'orologio non è semplicemente legata al bisogno di misurare il tempo, ma anche all'idea di controllo da parte dei governanti e di stabilità. E nasconde tante curiosità

Gli strumenti per la misurazione del tempo, come l'orologio, sono da sempre parte della storia dell’uomo, dalle meridiane dell’antica Roma agli orologi idraulici del mondo islamico, dalle clessidre medioevali alle meraviglie della meccanica moderna. Ma come mai non possiamo vivere senza?

Se ci pensiamo, dalle meridiane dell’antica Roma agli orologi idraulici del mondo islamico, dalle clessidre medioevali, ai prodigi della meccanica moderna, quella degli orologi è la storia dell’umanità.

Gli orologi però non sono solo oggetti scientifici, ma anche strumenti creati dagli uomini
per esercitare il controllo sugli altri uomini e da sempre la gente ha vissuto gli orologi
pubblici (quelli nelle strade, sulle chiese e più tardi sulle torri) come un simbolo di controllo oltre che di stabilità: lo avevano già capito i romani più di 2000 anni fa…

Come si faceva prima dell'orologio

Ben prima dell'arrivo dell'orologio, il tempo era scandito dai pasti: si mangiava quando c'era il cibo e quando si aveva fame, e poi si andava a dormire quando il Sole tramontava.

Il primo sistema per misurare il tempo è stata una meridiana, un orologio solare: in pratica un bastone che con la sua ombra proietta sul piano la posizione del sole  indicando le varie ore del giorno.

Quando a Roma comparve, la grande novità costituita dalla meridiana, portata dalla Sicilia da Manio Valerio Massimo, nel 263 a.C. come bottino di guerra, il popolo non fu  per niente contento di questo marchingegno che controllava la vita delle persone.

Qualche anno dopo, infatti, uno scrittore romano esasperato fece dire a un personaggio: «quando ero ragazzo, l’unica meridiana era il mio stomaco, senza dubbio la migliore e la più autentica in confronto a tutte queste altre».

I primi orologi al mondo erano ad acqua

Molto tempo dopo le meridiane, nel mondo islamico, comparvero orologi ad acqua molto avanzati creati non solo per misurare il tempo ma soprattutto per stupire chi li
ammirava, oltre che per cantare la gloria di Allah.

Nel 1206, al-Jazari, un ingegnere e studioso al servizio del re Nasir al-Din, nell’attuale Turchia, realizzò un meraviglioso orologio meccanico, detto «orologio a castello», azionato ad acqua, che aveva la forma di una casa, «alta all’incirca il doppio di un uomo» ed era decorato con immagini in movimento.

L’orologio era studiato per offrire uno spettacolo di suoni, musica, colori e luce
contemporaneamente perché i personaggi e le immagini che lo decoravano oltre a
muoversi si accendevano e producevano anche dei suoni.

Pare fosse particolarmente geniale il meccanismo che simulava il suono della tromba.
Per far funzionare questa meraviglia a una certa ora di notte i servi dovevano ricaricare il serbatoio dell’apparecchio e rimettere a posto tutte le parti mobili per il giorno successivo.

La clessidra: l'orologio a sabbia

Passando dagli orologi ad acqua a quelli a sabbia, la più antica rappresentazione di una clessidra è nell’affresco che Ambrogio Lorenzetti realizzò per il Palazzo Pubblico di
Siena nel 1338. Nell’Allegoria del Buon Governo, la Temperanza, una dote molto
importante nel Medioevo e cioè la capacità di moderare i propri desideri e il proprio comportamento, è rappresentata come una dama con un mantello celeste che tiene in
mano una clessidra, per invitare i cittadini a impiegare il tempo con saggezza ed
equilibrio.

Qual è l'orologio meccanico più antico del mondo

Anche il più antico orologio meccanico rimasto oggi al mondo è in Italia, a Chioggia, una città nella laguna veneta (di fronte a Venezia) con un passato glorioso.

Quando fu messo in funzione, all’inizio del 1386, gli orologi meccanici, che consistevano in ingranaggi di ruote dentate mosse dalla caduta di pesi, esistevano da circa un secolo soltanto e non fu costruito come orologio “religioso” (oggi è nella torre campanaria della Chiesa di San Andrea Apostolo), ma era un orologio pubblico montato sulla torre del municipio.

La città veneta allora era un centro d’eccellenza per quanto riguardava l’orologeria
perché qui avevano vissuto due dei più famosi orologiai medievali, Jacopo Dondi e suo figlio Giovanni, che con la loro fama avevano reso Chioggia la capitale indiscussa di
quest’arte.

Quando fu inventato l'orologio portatile

L’invenzione dell'orologio portatile, da portare al collo, nel taschino o appuntato
all’abito, risale al sedicesimo secolo. Poter tenere con sé un piccolo modello
dell'universo rappresentava una novità straordinaria.

Già nel secolo precedente però si erano diffusi orologi anche negli ambienti privati e non più solo nelle sedi pubbliche; nei posti di lavoro e nelle case comparvero orologi piccoli, azionati da pesi in movimento o da molle avvolte strettamente. Naturalmente però ci volle molto tempo perché questi strumenti di alta tecnologia diventassero comuni.

L'orologio da tasca dei puritani

A partire dalla seconda metà del ‘500 i puritani (un movimento religioso nato in Inghilterra i cui fedeli volevano costruire una Chiesa dove la Sacra Scrittura fosse l’unica e assoluta norma da seguire) introdussero l’idea che il tempo non poteva essere perso perché essendo di Dio sprecarlo significava derubare Dio.

I puritani crearono un nuovo modello di orologio da tasca, il “puritano” appunto, che era semplice e molto rigoroso, in contrasto con quelli vivaci e ricchi di decorazioni che
portavano allora gli aristocratici.

Sprecare il tempo divenne poi non solo un peccato contro Dio ma anche una mancanza contro il datore di lavoro e contro l’economia dopo la famosa frase «il tempo è
denaro» pronunciata, nel 1748, dal politico e scienziato americano Benjamin Franklin
(quello che inventò il parafulmine, per intenderci).

La guerra e gli orologi da polso

Gli orologi da polso che siamo abituati a usare oggi invece devono la loro origine alle
necessità della guerra.

Durante la Seconda guerra anglo-boera (1899-1902) e durante la Prima guerra mondiale (1914-1918), infatti, i soldati cominciarono a legarsi gli orologi da tasca ai polsi per cronometrare le ondate degli attacchi mantenendo le mani libere per poter impugnare le armi.

Gli orologi da polso esistevano anche prima, usati però come gioielli femminili, la guerra
invece li fece diventare comuni per tutti.

Gli orologi del sistema GPS

Oggi siamo circondati da orologi, nascosti od evidenti, che condizionano la vita di tutti.

Per quanto riguarda quelli di cui non ci rendiamo conta basta pensare all’insieme di
satelliti che gravitano intorno alla terra e che costituisce un sistema di navigazione noto
come Sistema di posizionamento globale (Global Positioning System, GPS).

Ognuno di questi satelliti è dotato di tre o quattro orologi atomici in miniatura, ha le
dimensioni di un’automobile familiare e pesa poco meno di una tonnellata. Sono alimentati da una combinazione di celle solari e propellente per razzi idrazina. La flotta è stata lanciata, un satellite alla volta, a cadenze di qualche mese, a partire dal 1978.

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha inizialmente mandato i satelliti in orbita per
scopi militari, ma negli anni '80 sono stati resi disponibili per l'uso civile. Oggi il sistema GPS comprende circa 32 satelliti che sono sempre attivi, e quelli più recenti sono dotati di orologi molto più affidabili e accurati dei primi.

Questi orologi spaziali sono diventati fondamentali per la nostra vita quotidiana,
perché non solo ci consentono localizzazioni precise ma sincronizzano anche
moltissime attività, dalle telecomunicazioni alle reti energetiche.

Un satellite del sistema GPS
L'immagine di un satellite del sistema GPS
Credits: Wikimedia Commons

 

Come saranno gli orologi del futuro

Gli orologi del futuro saranno sempre più accurati con lo sviluppo della moderna
tecnologia e gli scienziati stanno già lavorando alla creazione di orologi in grado di durare per 10.000 anni tanto che un prototipo di questa meraviglia del futuro è esposto al Museo della scienza di Londra.

Fonte per questo articolo: David Rooney storico e fisico, già responsabile della misurazione del tempo presso l’Osservatorio Reale di Greenwich oltre che membro dell’Antiquarian Horological Society e del comitato del Clockmakers’ Museum di Londra, il più antico museo al mondo dedicato agli orologi. L'intervento dello studioso si è tenuto nell’ambito della XX edizione del Festival Internazionale della Storia, èStoria, che si è svolto a Gorizia dal 20 al 26 maggio 2024. 

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