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I mostri marini sono davvero esistiti?

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I mostri marini sono davvero esistiti?
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Per secoli i mostri marini sono stati gli incubi di marinai e viaggiatori: ma quali sono? E sono stati sempre solo pure invenzioni?

I mostri marini, hanno tempestato le pagine dei libri, i racconti popolari, le leggende e soprattutto i sogni...ehm, gli incubi di adulti e bambini. Ma sono così appassionanti, c’è da dirlo, da vedere al cinema o in qualche cartone, non è vero? Gli uomini, che sono animali terrestri, hanno sempre avuto paura degli abissi, del mare scuro e profondo. Così come hanno spesso paura, purtroppo, di ciò che non conoscono...Ma quanto c’è di verità nelle storie di questi mostri marini? Esistono davvero degli esseri così mostruosi in mare?

ANTICAMENTE I MARINAI ERANO TERRORIZZATI 

Nell’Antichità i marinai che attraversavano in lungo e in largo i mari del mondo fino ad allora conosciuto, erano terrorizzati dalla presenza di questi mostri, che dalle descrizioni di chi giurava di averli visti erano molto simili ai draghi e ai serpenti. I racconti su questi esseri orribili erano così diffusi che i disegni di tanti di essi apparivano anche nelle carte e nelle mappe geografiche. I libri antichi erano pieni di disegni e di racconti su questi mostri, che secondo i marinai erano stati avvistati in tutti i mari e a tutte le latitudini, a volte anche attaccando le imbarcazioni o divorando i membri di un equipaggio. Volete conoscere alcuni di questi mostri e di queste leggende?

I MOSTRI MARINI PIÙ FAMOSI

  • Tiamat, il Leviatano, Scilla e Cariddi
    A Babilonia, molto tempo prima che nascesse Gesù Cristo, un serpente gigantesco, con due corna sul capo, nuotava nelle acque marine. Secondo la mitologia di quel popolo il suo nome era Tiamat, che rappresentava l’eterna lotta tra il bene e il male, visto che una parte del suo corpo era creatrice e l’altra distruttrice. Questa divinità delle acque marine, che era allo stesso tempo un mostro terrificante, si unì al dio delle acque dolci, di nome Abzu, per dare vita ad altre divinità adatte a costruire un mondo di pace. Tuttavia i figli, quando crebbero, uccisero il loro padre Abzu e scatenarono l’ira della madre Tiamat, che a sua volta fu uccisa da Marduk, il dio della tempesta. Un attimo prima di morire, Tiamat liberò per il mondo dragoni e serpenti con del veleno al posto del sangue.È da Tiamat che deriva il Leviatano degli Ebrei, mostro marino che potete trovare anche nella Bibbia. Il profeta Isaia, infatti, lo descrive come un grande serpente che dovrà essere ucciso al momento della fine del mondo. Per Giobbe, è la bestia più superba che esista, abitante degli abissi.
    Tra gli Egizi esistevano i serpenti marini Mehen e Apophis, che nuotavano accanto alla barca di Ra, il Dio Sole. Quest’ultimo, all’attraversare l’Aldilà, vide Mehen che si attorcigliava attorno alla sua cabina per proteggerlo dal malefico Apophis, che voleva mangiare il Sole per far finire il mondo. Non è un caso che, in Egitto, il serpente sia tuttora, allo stesso tempo, sia un simbolo positivo che un simbolo negativo.Nell’Antica Grecia, Scilla e Cariddi erano mostri marini che mangiavano gli uomini, e si trovavano nei mari dell’Italia del sud (che si chiamava Magna Grecia). Prima di essere un serpente così mostruoso, Scilla era una bellissima ninfa dagli occhi azzurri, del cui bell’aspetto divenne gelosa la maga Circe, che le fece crescere sei orribili teste dai fianchi in su, con interminabili colli e altrettanto lunghe code al posto delle gambe. A causa del dolore per questa trasformazione, Scilla passava il tempo a divorare gli uomini in mare. Anche Cariddi era una ninfa bellissima, trasformata anch’ella in un orribile serpente di mare pronto a risucchiare le navi. Sempre nella Grecia antica esisteva un altro spaventoso serpente: l’idra. Malefica, aveva un corpo di serpente con nove teste. Al perdere una testa, gliene cresceva subito un’altra, con la testa centrale che era immortale.

Kraken, piovre e calamari giganti, Jörmungandr, balene-isola
Il Kraken è una creatura mostruosa che fa parte della mitologia scandinava. Era una specie di calamaro gigante con molti tentacoli che distruggeva le imbarcazioni e divorava gli uomini. Il suo nome deriva dal norvegese krake, ossia "animale malsano" ma anche "piovra". La sua leggenda risale alla fine del XIII secolo, ma non si è mai interrotta, anzi: nel corso del ‘700 e anche dopo ha visto la sua massima diffusione. È un mostro feroce e rapidissimo, che quando fuoriesce dagli abissi solleva interminabili colonne d’acqua. Il Kraken, per come è sempre stato descritto, sembra davvero assomigliare al calamaro gigante, animale esistente e veramente impressionante per la grandezza e la mostruosità. L’unica differenza è che il calamaro gigante non mangia proprio nessuno e non è assolutamente feroce.

Nelle leggende nordiche si trovano anche gli Springhual e i Physeter. I primi erano mostri marini ferocissimi che divoravano gli uomini, mentre i secondi riuscivano con la loro forza a capovolgere le navi.

Dalla mitologia nordica ha origine anche un serpente gigante talmente grande da poter avvolgere il mondo intero! Il suo nome era Jörmungandr, termine che significa demone potentissimo. Questo mostro marino era figlio del dio Loki, dio del male. Thor fu in grado di ucciderlo, ma morì per colpa del suo veleno.
C’erano poi le balene-isola, sulle quali i marinai sbarcavano, accendevano i fuochi e dormivano scambiandole per isolotti. Poi, ecco le piovre giganti e i serpenti di mare. Questi ultimi, a quanto narrano i cronisti nordici del Medioevo, poteva raggiungere i 60 metri di lunghezza, divoravano maiali e vitelli arrivando fino a terra, capovolgevano le navi e divoravano le persone. Vederli provocava sfortuna.

  • Pesci clericali
    Nel ‘500 si parlò di pesci assai particolari. Il più curioso è il pesce monaco, di cui si affermò persino che fosse stato catturato un esemplare in Norvegia. Si trattava di un pesce dal viso di uomo, con la testa rasata e con, sulle spalle, un cappuccio come quello dei...monaci! Aveva due pinne e una lunga coda. Insieme al pesce monaco, si parlava anche dell’esistenza del pesce vescovo, di cui – a quanto si diceva – era stato catturato un esemplare in Polonia. Era un pesce con l’aspetto di un vescovo, che fu riaccompagnato in mare proprio da alcuni vescovi, che salutò facendo il segno...della croce!… Si trattava sicuramente di foche o elefanti marini, ai quali la fantasia umana aveva aggiunto le caratteristiche di monaci e vescovi.

MOSTRI INVENTATI O ANIMALI ESISTENTI?

Centinaia e migliaia di mostri acquatici nella storia, nei laghi, nei fiumi, in mare. Fino ad oggi, a partire da Nessy, il mostro che si dice viva nel lago scozzese di Loch Ness. Ma si tratta sempre di invenzioni belle e buone oppure è possibile che dall’antichità a oggi siano davvero stati avvistati esseri così giganteschi e feroci? Sul secondo punto, ossia la ferocia, vi posso già dire con quasi totale certezza che nessun pesce o mammifero acquatico è in grado di ribaltare una nave o di mangiarsi un intero equipaggio. Tuttavia è bene chiarire che di esseri giganteschi, specie in mare, ce ne sono eccome.

La balenottera azzurra arriva a misurare 35 metri di lunghezza, con un peso spropositato. Ed è possibile che, urtandola, una nave possa colare a picco o subire danni gravi tali da farla affondare. Questo è possibile. Ma la balenottera azzurra non mangia gli uomini. Ci sono poi i capodogli, i più grandi animali viventi dotati di denti. Possono arrivare alla lunghezza di circa 20 metri e pesare fino a quasi 50 tonnellate! È proprio il capodoglio, dotato di una testa enorme, ad aver dato origine alla leggenda del Leviatano. Ma si ciba soprattutto di calamari giganti e vive pressoché in tutti i mari del mondo. L’unico animale ad attaccarlo è l’orca, che può raggiungere i 10 metri di lunghezza ed è velocissima.

L’orca può, in alcuni casi – soprattutto se in cattività – attaccare e uccidere l’uomo, ma si tratta di eventi rari. Il calamaro gigante, di cui prima parlavamo, è veramente mostruoso nell’aspetto e può raggiungere i 20 metri di lunghezza. Trovarselo davanti è impressionante, e si sono registrati casi di attacco alle imbarcazioni. Il calamaro gigante è il mostro marino realmente esistente che ha dato origine ai racconti e alle leggende antiche e moderne, in cui le sue dimensioni e la sua aggressività sono state ovviamente esagerate dalla fantasia.

Un altro mostro che ha stimolato la fantasia degli uomini fin da secoli fa è la piovra gigante. Essa può raggiungere, in alcuni casi, il diametro di quasi 10 metri e superare i due quintali di peso. Ha tentacoli lunghissimi (fino a 5 metri) che hanno una forza tale da stritolare le prede, squali compresi. Sia dalla piovra gigante che dal calamaro gigante ha preso vita la leggenda del Kraken, di cui abbiamo parlato prima.

Esisteva poi il plesiosauro, rettile marino che poteva superare i 15 metri di lunghezza col collo lunghissimo (proprio come Nessy). Nonostante non sembri comparire da milioni di anni, sappiamo che la scienza si è spesso sbagliata su animali considerati estinti, e poi in realtà tuttora esistenti, come ad esempio il celacanto e altri.

Non è quindi possibile che il plesiosauro possa ancora celarsi negli abissi e di tanto di tanto comparire in superficie? Chissà...

FONTI

  • A. Angelini, Dal Leviatano al drago. Mostri marini e zoologia antica tra Grecia e Levante
  • J.L.Borges, Manuale di zoologia fantastica
  • M. Centini, Mostri marini. Creature misteriose tra mito, storia e scienza