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La storia dei codici segreti dall’antichità a oggi

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La storia dei codici segreti dall’antichità a oggi
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I codici segreti sono utilizzatissimi dagli uomini da sempre, dall'antica Persia al Novecento; ma quali sono i più difficili da decifrare e quali invece sono stati svelati più facilmente?

Quante volte ti sarà capitato di usare l’alfabeto muto, oppure di inventarti una lingua per non farti capire da tutti? Quella di elaborare codici segreti è un’abitudine antica che poco ha a che fare col gioco, anzi! Dal codice Enigma al più recente scoperto dagli studiosi francesi e usato da Carlo V, scopri con noi come si comunicava nel passato quando si doveva mantenere un segreto.

Codici segreti: tra spionaggio e leggenda

La storia dei codici segreti affonda le radici in un passato molto antico: già ai tempi della Persia, sotto il dominio di Dario I, i potenti scovavano modi ingegnosi per poter comunicare tra loro o dare ordini senza essere intercettati. Nessun cellulare con app che cancellano i messaggi dopo la visualizzazione, nessun algoritmo a elaborare linguaggi personalizzati: l’uomo e il suo cervello trovavano sempre modi nuovi per eludere nemici e curiosi, in guerra come in qualsiasi altra questione.

Re, sovrani e imperatori, poi, erano particolarmente “paranoici”: per loro i codici segreti erano fondamentali, sia per mantenere il potere senza che nessuno anticipasse le loro mosse, sia perché sempre terrorizzati da possibili rappresaglie e attentati.

Messaggi segreti nell’Antica Grecia

Già nell’Antica Grecia si era capito il potenziale dei codici segreti, tanto che Enea Tattico, un autore del IV secolo a.C., aveva scritto addirittura un capitolo intero di una sua opera riguardo questo modo ingegnoso di comunicare. Mentre si narra che i persiani si tatuassero sul cuoio capelluto i messaggi in codice, ai tempi dei greci tra i metodi più diffusi per comunicare segretamente si trovavano:

  • Scrivere i messaggi su foglie che poi venivano usate per “bendare” le ferite
  • Scrivere i messaggi su strisce di piombo molto sottili che poi venivano adattate a orecchini e indossate dalle donne
  • Scrivere i messaggi su delle vesciche, poi sgonfiate e rigonfiate per poter decifrare il messaggio (un po’ splatter!)
  • Inserire messaggi nella suola delle scarpe dei messaggeri, a loro insaputa, prima che consegnassero altri messaggi
  • Scrivere i messaggi con un inchiostro “simpatico”, che si rivelava solo in determinate circostanze

Codici segreti e crittografia nell’Antica Roma

Anche a Roma non mancava la fantasia: si narra infatti che Cicerone usasse nomi falsi per riferirsi ai diversi personaggi coinvolti nella politica, mentre spesso si usava la crittografia. La crittografia si riferisce a quel sistema che permette di rendere un messaggio incomprensibile a chi non sa interpretarlo e quindi non deve leggerlo. Sarà sicuramente capitato anche a te di sostituire, per esempio, le lettere con un simbolo per mandare dei messaggi in codice a qualcuno, oppure di svegliare una rivista di enigmistica e di trovare proprio le parole crociate crittografate. In quest’ultimo caso, le lettere sono sostituite dai numeri.

Il metodo più antico di crittografia è sicuramente quello elaborato nel VII secolo a.C. e detto “scitala Iacone”, che consisteva nello srotolare la pergamena col messaggio su una scitala (una specie di bastone), su cui il testo appare poi illeggibile. Chi lo riceveva doveva avere una scitala identica per poter srotolare il messaggio e renderlo leggibile.

Giulio Cesare aveva invece un sistema molto complicato per inviare messaggi in codice: il suo codice segreto prevedeva uno strano scambio di lettere (sempre lo stesso) per cui nessuno avrebbe potuto comprendere ciò che voleva dire, tranne chi era da lui autorizzato.

Il cifrario di Atbash

Sapevi che nella Bibbia si trova un codice segreto? Si chiama cifrario di Atbash ed è uno dei sistemi crittografici più antichi di sempre. Come funziona? In realtà è molto semplice: basta sostituire la prima lettera dell’alfabeto con l’ultima, la seconda con la penultima, la terza con la terzultima, e si possono codificare alcune parole, come per esempio Babele o Caldei.

Dal codice segreto di Carlo V al codice Enigma

In tempi più recenti e soprattutto prima dell’arrivo della tecnologia come la conosciamo oggi, i codici segreti erano ancora utilizzatissimi soprattutto in tempo di guerra. Un team di ricercatori francesi ha scoperto di recente che anche Carlo V, re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero, usava un codice segreto impossibile da decifrare (almeno dai più, ai tempi). Era il 1547 quando il sovrano scrisse una lettera al suo ambasciatore in Francia, in cui condivideva la paura di essere ucciso. Questo codice serviva quindi a comunicare solo con chi si fidava di più, terrorizzato com’era che chiunque tramasse contro di lui: Carlo V aveva per questo elaborato un suo tipo di linguaggio composto da simboli ispirati alla scrittura araba.

Nel corso del ventesimo secolo, invece, è durante la Seconda Guerra Mondiale che si è cercato di comunicare unendo tecnologia e metodi più antichi. Per esempio ci hanno provato i giapponesi, che già nel corso degli anni Trenta hanno ideato il codice Purple che doveva servire a scambiarsi messaggi crittografati con le varie ambasciate disseminate per il mondo. Peccato che gli Stati Uniti sono riusciti subito a decifrare il codice!

codice segreto
Il codice Enigma
Credits: Shutterstock

Anche i tedeschi hanno tentato di passarsi messaggi in codice, addirittura usando una macchina chiamata Enigma: ma ben presto gli alleati, e per primi gli inglesi, sono riusciti a decrittarne il codice e quindi a decifrare tutti i messaggi!

E sapevi che anche tanti libri contengono dei codici segreti? Per esempio Viaggio al centro della terra, di Jules Verne, contiene un messaggio cifrato che deve essere decifrato dal professor Otto Lindernbrock. Anche a Sherlock Holmes tocca farlo, con gli “omini danzanti”. O ancora, Edgar Allan Poe ne ha ideato uno per il suo Lo scarabeo d’oro affinché il protagonista potesse decifrarlo e scovare un tesoro.

I codici segreti fanno parte della storia dell’uomo, che cera da sempre di comunicare senza farsi capire dai nemici: e tu, hai ideato un tuo codice?