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Autunno in Oriente: feste, tradizioni e leggende

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Autunno in Oriente: feste, tradizioni e leggende
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In Asia l'autunno è una stagione di feste e curiose tradizioni secolari. Ecco come si celebra questo periodo dell'anno in Cina, Vietnam e Giappone

Come si celebra l’autunno in Oriente? In Asia non ci sono castagne da fare arrostite, eppure l’Autunno è una festa molto importante legata a miti e leggende… ed a dolci da leccarsi i baffi!

LA FESTA DI METÀ AUTUNNO

La Festa di metà Autunno si celebra in diversi Paesi dell’Est asiatico il 15° giorno dell’ottavo mese lunare. Non essendo il calendario lunare in sincrono con quello gregoriano, - quello che utilizziamo noi, per intenderci – questa data cade tra la metà di Settembre e l’inizio d’Ottobre. Il periodo corrisponde all’equinozio d’Autunno in cui la Terra ed i suoi movimenti di rotazione tolgono ore di luce nelle giornate preparandoci all’Inverno.

La festività in questione viene spesso chiamata anche Festa della Luna perché, secondo le credenze popolari, è il giorno dell’anno in cui la luna piena appare in cielo molto più grande e luminosa. La tradizione vuole che fosse un giorno dedicato a fare offerte agli dèi per ringraziarli del buon raccolto, proprio come in Europa e nel resto del mondo. Nelle culture orientali queste feste tradizionali sono un’occasione importante da passare in famiglia ad ammirare la luna piena e a mangiare le tortine dedicate al pallido astro.

IN CINA COME SI FESTEGGIA?

Dopo il Capodanno, la Festa della Luna è la seconda ricorrenza nazionale più importante della Cina, tanto che dal 2008 sono previsti da 1 a 3 giorni di vacanza. In questo modo, studenti e lavoratori approfittano di questo evento per viaggiare!

La sera della festa tutti si riuniscono in famiglia per cenare: nei villaggi rurali c’è ancora la tradizione di preparare deliziosi banchetti mentre nelle città si va più spesso al ristorante. Chi celebra la festa in casa, oltre a preparare le pietanze, appende lanterne – spesso colorate e decorate dai bambini - e gioca agli indovinelli, i cosiddetti “indovinelli della luna”.

C’è un protagonista zuccherino a cui si dedica il corpo celeste: le tortine della luna. Alcuni ancora le preparano a mano mentre altri preferiscono comprarle in pasticceria ed è consuetudine regalarle ad amici, parenti e colleghi come buon augurio. La torta tradizionale ha un impasto di acqua e farina mentre il ripieno è composto da una pasta di semi di loto o di fagioli dolci.

In Cina la luna piena è simbolo della riunione familiare ed i cinesi, dopo la cena nel giorno della festa, amano riunirsi sui tetti e sui balconi delle case, nei parchi, sulle montagne o sui laghi per contemplare il satellite, fotografarlo e stare insieme sotto il chiarore della luna. In passato si preparava, in giardino o in cortile, un piccolo altare con incensi e candele su cui posare, come offerta, le tortine della luna e la frutta di stagione dalla forma tondeggiante (come ad esempio cocomeri, pompelmi, cachi, melograni). In cinese la parola “rotondo” ha una pronuncia simile al termine “ritrovo”.

Tortine della luna (Autunno in Oriente)
Le tortine della luna

LE LEGGENDE CINESI SULL'AUTUNNO

La Festa di metà Autunno ha circa 3.000 anni di storia. In antichità gli studiosi si resero conto di come i movimenti della luna influenzassero le stagioni e l’agricoltura, così gli imperatori, e di conseguenza le classi agiate, costituirono riti e cerimonie per celebrare la luna ed in favore di un buon raccolto.

Le storie popolari si tramandano di generazione in generazione e cercano di spiegare l’origine della luna. Nel mito di Chang’e che vola sulla luna si racconta che tanto tempo fa in cielo splendevano non uno, non due, ma ben dieci soli! E poiché il loro calore bruciava la Terra e la vegetazione, l’umanità era stremata finché l’abile arciere Hou Yi scoccò le sue frecce e spense nove soli. Per ricompensa, la Regina Madre dell’Ovest regalò a Hou Yi l’elisir di lunga vita che l’uomo non bevve per restare con la sua amata moglie Chang’e. Un giorno, mentre Hou Yi era fuori, un suo allievo si intrufolò in casa per rubare l’elisir. Chang’e, spaventata e per salvare il liquido, decise di bere la fiala e volò sulla luna, destinata a restarci per l’eternità. In sua memoria il marito diede inizio al rito di omaggiare la luna. Oggi Chang’e è disegnata in tutti i cartelloni e biglietti d’auguri per la Festa di metà Autunno mentre la notte della festa i bambini fanno a gara a scovarla sulla luna in cielo.

Il protagonista di un’altra leggenda è il Coniglio di giada. Si narra che un tempo solo tre animali abitavano la foresta: una volpe, un coniglio e una scimmia. Un giorno tre divinità immortali si finsero poveri bisognosi e si spinsero nella foresta per mendicare del cibo. La volpe e la scimmia gliene trovarono subito grazie alle loro abilità mentre il coniglio, nonostante fosse molto generoso, non aveva modo di offrirne. Fu talmente dispiaciuto da dire ai mendicanti che avrebbe offerto se stesso e in un balzo saltò nel fuoco acceso. Davanti al sacrificio dell’animale, le tre divinità si commossero e permisero al coniglio di abitare in eterno nel Palazzo Lunare. Per questa antica leggenda è frequente vedere ancora oggi lanterne a forma di coniglietto.

Ma ci saranno davvero i leggendari protagonisti tra le stelle? Indovinate come si chiama la sonda spaziale cinese sulla Luna? Chang’e-5 (ma ci sono state anche la 4, la 3…). E il rover? Yutu-2 che letteralmente significa coniglietto di giada.

L'AUTUNNO IN VIETNAM, TRA STELLE E DANZE

A metà Autunno in Vietnam si festeggia la Tết Trung Thu. Secondo gli archeologi tale celebrazione risale a tempi antichi: sull’iscrizione della stele di Doi Pagoda del 1121 nel mese di Agosto, ossia dopo la nuova semina, è il momento in cui “tutto è a proprio agio” e si tengono feste per pregare il raccolto.

Il Vietnam è un Paese agricolo e per migliaia di anni le persone hanno creduto che ci fosse una connessione tra la vita e la luna. L’astro splendente simboleggia la riunione familiare e sociale: gli abitanti dei villaggi si riuniscono per bere verde, mangiare dolci, guardare la luna, donare frutta e caramelle ai bambini che eseguono la danza del leone. Di notte, infatti, i ragazzi sfilano per le strade – mascherati e con lanterne a forma di stella - nello spettacolo che si ritiene porti fortuna. Anche ammirare la luna e le sue sfumature è un’opportunità per prevedere il destino del futuro raccolto: se la luna è gialla quello sarà l’anno del baco da seta, se verde o blu ci saranno disastri naturali, se è arancione brillante la Nazione prospererà.

Autunno in Oriente
Lanterne tradizionali del Tết Trung Thu

Lo studioso Paul Giran, durante le sue ricerche sulle tradizioni vietnamite, ha sottolineato come nell’Asia orientale le persone vedano il Sole e la Luna come una coppia complementare che si riunisce una volta al mese. Quindi quando la luna riceve la luce del sole nella fase in cui è piena, rappresenta il massimo splendore. Per questo motivo l’Autunno è anche la stagione dei matrimoni.

AUTUNNO IN GIAPPONE: LA CACCIA ALLE FOGLIE D'ACERO

L’origine della festa cinese di metà Autunno ha invaso anche il Giappone circa 1.000 anni fa. Tsukimi, il nome della festività, significa letteralmente “guardare la luna”. Nel periodo dell’equinozio nipponico si celebra l’astro notturno con dolcetti di riso sferici dal nome Tsukimi Dango, che in passato si ponevano in offerta fuori dalle finestre o nei cortili. L’indomani mattina se i dolcetti erano scomparsi significava che la luna aveva accolto la celebrazione ed avrebbe donato un raccolto propizio. Gli artefici delle “sparizioni” erano solitamente i bambini che si riempivano la pancia fuori dalle case dei vicini: un duplice risultato positivo quindi!

In Giappone a fine settembre le foglie d’acero, considerata una pianta sacra, cominciano a tingersi di rosso. Proprio come il momento dei sakura di primavera, dove le persone ammirano la fioritura dei ciliegi, la stagione di passaggio tra l’estate e l’inverno viene celebrata con grande spiritualità, come rivelano gli Haiku (le tipiche poesie nipponiche) dedicati all’Autunno.

Da Nord a Sud il Giappone si colora di rosso e comincia il periodo di mijigari, la caccia alle foglie d’acero. Se durante il periodo Heian (794-1195) questa usanza era esclusiva per i ceti dell’alta borghesia, dal periodo Edo (1603-1868) divenne accessibile a tutti. Alla ricerca dei luoghi più suggestivi dove osservare i colori accesi degli alberi, gli abitanti del Sol Levante si recano a passeggiare tra le montagne e a fare scampagnate nei parchi, soprattutto nelle città di Nikkō e di Kyoto, come rivela National Geografic in un servizio sul Giappone.

Fonti:

  • Fiabe e leggende della Cina, Richard Wilhelm
  • Magie et Religion Annamites, Paul Giran
  • Giappone. Il paese dei ciliegi in fiore, National Geographic