Ebbene sì, quel piccolo taschino presente sui blue jeans ha uno scopo ben preciso. Devi sapere che quando furono creati, nel XIX secolo, molte persone usavano l’orologio da tasca per leggere l’ora. Questi orologi venivano spesso appesi con una catenina alla giacca, o inseriti nelle tasche dell’abito. Così quando i blue jeans divennero parte del guardaroba quotidiano, si è dovuto trovare un modo comodo per riporre l’orologio. Nacque allora l’idea di un taschino posto sopra la tasca più grande dei jeans: lo scopo era semplicemente quello di riporre l’orologio da tasca. Con il passare degli anni l’orologio da tasca venne utilizzato sempre meno, rendendo poco conosciuta la funzione di quel taschino.

Quel taschino come si chiama?

In realtà porta semplicemente il nome dell’oggetto che vi veniva conservato. Negli anni e, a seconda del periodo storico, è stato chiamato “coin pocket” (tasca per le monete), “match pocket” (tasca per i fiammiferi) o anche “ticket pocket” (tasca per i biglietti).

Chi ha inventato i primi blue jeans?

I primi blue jeans, anche se avevano già il taschino sul davanti, erano di una forma molto diversa da quella di oggi e furono realizzati da Levi Strauss, un signore tedesco che si stabilì a San Francisco alla fine del XIX secolo. Questo strano pantalone veniva realizzato con le vecchie tele ed era un indumento destinato ai minatori e agli operai.

Perché si chiamano blue jeans?

Nel XX secolo il tessuto venne tinto con il caratteristico colore blu e la sua origine è molto controversa tra l’Italia e la Francia. In Italia, un tessuto noto come “jean” venne utilizzato per la prima volta dalla Marina genovese nel XVI secolo per realizzare le vele delle sue navi e per l’abbigliamento dei marinai. La città di Genova era rinomata per questo tessuto, realizzato in tela di cotone e lino tinti un pigmento color indaco.

Fu proprio questo particolare colore, il “blu genovese”, a ispirare il nome inglese “blue jeans”.

Nel XVII secolo, nella città di Nîmes in Francia, i tessitori tentarono di replicare il tessuto italiano. Così, svilupparono un altro tipo di tessuto, una tela twill realizzata con lana e seta, che divenne nota come “denim” da “de Nîmes” poiché proveniente da Nîmes. 

Fonte: Levi Strauss & Co.

This post was last modified on 28 febbraio 2024 15:01

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