Donna Moderna
FocusJunior.it > News > News e curiosità > Parlare lingue straniere senza conoscerle: cos’é la xenoglossia?

Parlare lingue straniere senza conoscerle: cos’é la xenoglossia?

Stampa
Parlare lingue straniere senza conoscerle: cos’é la xenoglossia?
Shutterstock

Si possono parlare improvvisamente lingue sconosciute? A quanto pare sì, anche se la scienza non sa ancora spiegarsi come sia possibile...

Secondo voi, è possibile che da un momento all’altro si possa parlare o scrivere correttamente lingue a noi totalmente sconosciute? A volte sì, grazie ad uno stranissimo fenomeno che gli stessi scienziati faticano a spiegare: la xenoglossia.

CHE COS'È LA XENOGLOSSIA?

Questo fenomeno il cui nome deriva dal greco antico (xènos significa “straniero” e glossa si traduce in “lingua”) compare nella Storia fin dall’antichità, ma è sempre stato tenuto nascosto, soprattutto dal Medioevo a seguire, perché ritenuto diabolico e, come ben sappiamo, ogni cosa sconosciuta creava paura e pregiudizio. La xenoglossia è una facoltà molto spesso accompagnata da episodi di misticismo e paranormale, ossia legati a qualcosa che da millenni nessuno riesce a spiegare!

Oggi la scienza e la psicologia (scienza che studia i processi della mente e gli stati emotivi) hanno provato a darci delle spiegazioni sebbene, per quanto sia straordinario, non ci sia nulla di certo. Molti sono i casi accertati di xenoglossia anche se è difficile per gli studiosi constatare se si tratti di finzione o di reali manifestazioni.

Molte teorie a proposito, da quelle di una conoscenza collettiva come proferiva il psicanalista Jung, un contenitore comune che appartiene all’intera umanità e da cui possiamo attingere, alla possessione demoniaca da parte della Chiesa, alla criptomnesia - la capacità di rievocare testi e lingue sentiti da piccoli e di cui non si ricorda niente a livello cosciente ma che in determinati stati emotivi (trance) o di ipnosi, possono riaffiorare -, alla teoria della reincarnazione, secondo cui si hanno ricordi di vite passate, tra cui il linguaggio di un altro Paese e di un’altra epoca.

Ma al di là delle possibili spiegazioni ecco qualcuno dei casi avvenuti...

LA BALLERINA DELL'ANTICO EGITTO

Probabilmente uno dei casi più famosi di xenoglossia si è verificato nel 1931 in Inghilterra. Una ragazzina di tredici anni di Blackpool, registrata negli archivi della Society for Psychical Research come Rosemary, cominciò a parlare in un antico dialetto egizio affermando di essere una ballerina di un antico tempio egizio, dal nome di Telika-Ventiu, vissuta approssimativamente nel 1.400 a.C.. Le frasi pronunciate divennero materia di studio e si decise di testare se la ragazza conoscesse veramente l’idioma o se fosse una farsa, magari memorizzando un dizionario di egiziano. Di fronte all’egittologo Howard Hume ed altri studiosi, Rosemary scrisse 66 frasi nella lingua dei geroglifici e rispose alle domande poste senza alcuno sforzo apparente.

IL BAMBINO AMERICANO CHE RECITA UNA PREGHIERA IN CINESE 

Il dottor Morris Netherton riporta il caso di un bambino americano di 11 anni, biondo e con gli occhi azzurri che sotto ipnosi si mise a parlare per 11 minuti in un antico dialetto cinese. Tutto il discorso venne registrato su un nastro e riascoltato da un professore del Dipartimento di Studi Orientali dell’Università della California. Si scoprì che il ragazzino recitò un antico testo appartenente ad una religione proibita dell’Antica Cina.

QUANDO SI DICE... POLIGLOTTA

Il protagonista di questa storia è un medium, una persona che sarebbe capace di avere una comunicazione tra la dimensione terrena e quella spirituale, che avrebbe la facoltà di parlare e portare messaggi con le anime di chi non è più tra noi. In presenza di scienziati e gruppi di migliaia di persone, il medium brasiliano Carlos Mirabelli parlò e scrisse documenti di carattere tecnico in più di 30 lingue e dialetti diversi, inclusi il siriano e il giapponese!

Questo personaggio di inizio Novecento fu a lungo studiato da scienziati di parapsicologia e comunità scientifiche per le sue manifestazioni di scrittura e pittura automatica, xenoglossia, levitazioni, guarigioni paranormali e sparizione e materializzazione. Non tutti sono d’accordo nell’affermare le capacità di Mirabelli, anzi talvolta è stato tacciato di frode, ma i suoi fenomeni sono sempre avvenuti alla luce del giorno, in presenza di molte persone e mai a scopo di lucro. Che fosse un vanitoso esibizionista o qualcosa di più?

I BAMBINI SI RICORDANO TUTTO?

Il più famoso ricercatore del fenomeno della xenoglossia è stato il dottor Ian Stevenson, psichiatra statunitense che ha condotto approfonditi studi sulla parapsicologia e sulla reincarnazione. Secondo i suoi saggi, bambini molto piccoli dell’età dai 3 ai 5 anni, che ha conosciuto e con cui ha lavorato, avevano capacità di ricordare particolari (poi comprovati nella realtà) delle loro vite precedenti, di saper suonare uno strumento mai usato prima e di parlare lingue a loro sconosciute.

Uno studio che ha condotto Stevenson per più di otto anni su una donna americana di 37 anni, ha dimostrato che, sotto ipnosi, questa persona cambiava completamente voce e personalità, assumendo l’identità di un uomo, un contadino svedese di due secoli prima. Affiancavano lo psichiatra altri scienziati, linguisti ed esperti che indagarono su ogni possibilità di spiegazione ed escludendo la frode della donna, che nella vita cosciente non capiva la lingua né mai aveva avuto contatti con persone o testi in svedese. Una possibilità che fu eliminata era la criptomnesia, la capacità di parlare una lingua che non si conosce solo perché da piccolissimi se ne è sentito l’uso.

Quello che adesso sapete a proposito della xenoglossia è molto curioso, vi sarete fatti la vostra idea a proposito ma... che adesso non vi venga in mente di usarla per spaventare i professori durante l’interrogazione di lingue straniere!