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Chi sono i rabdomanti?

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Chi sono i rabdomanti?
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Stregoni o ciarlatani? Scopriamo i rabdomanti, i cercatori d'acqua che percepiscono le vibrazioni del sottosuolo

Qualcuno li chiama “stregoni dell’acqua” perché le loro pratiche non hanno nessun riscontro scientifico, eppure nella storia dei popoli compaiono da millenni. Oggi conosciamo i rabdomanti.

Cos'è la rabdomanzia?

Il termine rabdomanzia deriva dal greco ραβδόμαντεία (rabdomanzeia), parola composta da rhábdos che indica verga, bastone e mantéia, ossia divinazione. La rabdomanzia è quindi quella pratica che consiste nella ricerca di acqua o filoni (giacimenti) di metalli nel sottosuolo, tramite l’uso di un bastone di legno. Questo bastone è solitamente a forma di "Y" e rappresenta un amplificatore dei movimenti del corpo alle radiazioni emesse da ciò che stiamo cercando. Fermi tutti! Ma che significa? Partiamo con calma e vediamo come si comporta un rabdomante.

La tecnica dei rabdomanti

Innanzitutto i rabdomanti sono chiamati in causa per cercare vene d’acqua in zone e periodi di siccità ma spesso anche per trovare giacimenti di petrolio, minerali e metalli preziosi - come oro ed argento -, persone scomparse, resti archeologici, ordigni esplosivi (mine rimaste nei terreni dopo le guerre), oggetti perduti. Vi è venuto forse in mente di cercare quel pezzo di puzzle che sembra scomparso nel nulla? Sappiate che ci vuole tanta, tanta pratica per essere dei “veri” rabdomanti.

Le persone che praticano la rabdomanzia si servono di uno strumento ligneo (spesso legno di nocciolo o di sambuco), di solito una bacchetta biforcuta a forma di Y (ma talvolta fatta a L) che tengono in mano dalle due estremità più corte, puntando la parte centrale in avanti. Alcuni si servono anche di un pendolo (piccolo oggetto di metallo appeso ad un filo) da utilizzare sopra una mappa del luogo destinato alla ricerca. Il rabdomante interpreta le vibrazioni o i movimenti oscillatori generati dagli elementi del sottosuolo che si riflettono sul legno della bacchetta o sul pendolino. Alcuni di questi “stregoni” che hanno rilasciato interviste dichiarano di entrare in sintonia con quella particolare energia che sta intorno agli oggetti, come se riuscissero ad ascoltare una voce che normalmente non si riesce a sentire.

La storia dei rabdomanti

Già dal III millennio a.C. si legge di rabdomanti in Cina ed in Egitto, vi sono raffigurazioni di uomini alla ricerca di acqua con la bacchetta ad Y in mano, nel loro ruolo mistico e molto vicino alle divinità. “Sacerdoti dell’acqua” erano presenti nelle culture mesopotamiche, in Grecia e tra gli antichi Romani come testimoniano testi letterari e reperti archeologici. Gli Etruschi - basando i loro insediamenti in zone ricche di acqua, minerali e metalli - consideravano il rabdomante una figura sacra, un essere sensibile che riusciva a captare sorgenti, falde termali, cavità sotterranee.

Tracce storiche si trovano nella Germania del XVI secolo, dove la rabdomanzia era utilizzata per individuare giacimenti di carbone o di metalli. Così anche per alcune miniere inglesi in Cornovaglia di cui esiste un documento risalente al 1586.

Sebbene piuttosto in uso in molte parti del mondo, nei secoli passati la rabdomanzia era vista come una vera e propria stregoneria. Tutt’oggi i rabdomanti sono visti come dei ciarlatani (imbroglioni) e truffatori che provocano essi stessi le vibrazioni delle bacchette o, ancora, che sia la loro immaginazione a stimolare i movimenti muscolari. In ogni caso noi sappiamo che la creatività ha un potere fortissimo in ogni epoca!

Per il nostro futuro e per quello di un pianeta sempre più vittima dell’inquinamento e della devastazione, dovremmo considerare di non sprecare l’acqua disponibile, o sfruttare le materie prime, o non riciclare quelle già in commercio, o non trovare alternative ecosostenibili ... piuttosto che sentirci giustificati a cercarne altre sulla Terra quanto nello spazio. Per poi continuare con lo stesso comportamento?

L'esperimento

Nel 1987 a Monaco di Baviera, in Germania, si compì un curioso esperimento: 500 praticanti di rabdomanzia furono reclutati per provare le loro capacità. Il test prevedeva che i rabdomanti stessero al piano di sopra di un fienile e che sotto di loro venisse pompata acqua attraverso un tubo. - Troppo facile però tenerlo fisso! - direte voi, ed infatti veniva spostato ogni volta in una posizione diversa.

Solo sei dei 500 partecipanti ebbero successo riuscendo a trovare l’esatta posizione del tubo, mentre tutti gli altri non erano stati abbastanza “qualificati”. Senza dubbio al mondo ci sono persone che improvvisano una professione o dichiarano di avere particolari poteri. Fortuna o avevano davvero delle potenzialità diverse rispetto agli altri?

Una sfida tutta italiana

Nel 2018 nel Comune di Valdieri, in provincia di Cuneo, si è svolta una vera e propria “sfida” tra geologi e rabdomanti.

In una piana del Comune piemontese da anni si era alla ricerca di una falda d’acqua calda (e con tutti i requisiti minerali!) per dei progetti del territorio nella costruzione di strutture termali. La società di trivellazioni che vinse il bando di concorso scavò – senza successo – un pozzo in una zona diversa da quella che in precedenza era stata segnalata dal gruppo di ricerche composto da rabdomanti. Questi ultimi fecero appello alle autorità comunali con tanto di documentazione tecnica e richiesero di poter effettuare gli scavi nel sito che loro stessi avevano indicato. A 380 metri, contro gli 800 in cui aveva perforato la ditta su suggerimento dei geologi, i rabdomanti valorizzarono l’esattezza dei dati che avevano fornito: la scoperta di acqua con qualità minerali termali, la profondità esatta delle falde termali, la temperatura esatta dell’acqua!

FONTI

  • Rabdomanzia. La ricerca dell’acqua e di altri tesori nascosti: la storia, le teorie, i fatti, di Luigi Garlaschelli e Andrea Albini
  • Albert Einstein «rabdomante» di Maurizio Armanetti