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Chi è Banksy?

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Chi è Banksy?
Getty Images

Ecco tutto ciò che conosciamo del misterioso artista della street art che stupisce il mondo

Banksy è uno degli artisti più famosi al mondo. Tuttavia, nonostante abbia un seguito enorme ad ogni latitudine, ad oggi la sua identità resta - almeno ufficialmente – sconosciuta. Per la stampa è un artista “sfuggente” e “riservato”. Il “guerrilla street artist”, come è stato definito, ha tra i suoi fan e tra i suoi collezionisti tante grandi celebrità, tra i quali l’attore americano Brad Pitt. Per alcuni Banksy è un eroe, per altri è un vandalo. Le sue opere sono state vendute per cifre da capogiro. I padroni degli edifici su cui le esegue cercano in tutti i modi di trarre il maggior profitto possibile dalle loro proprietà, il cui prezzo - con un’opera di Banksy sui muri – aumenta a dismisura. Una specie di burlone e di certo un artista “anti-establishment” che è sempre riuscito a preservare il suo anonimato. Ma che cosa sappiamo di lui?

I primi anni della sua carriera a Bristol

L'artista, nei suoi primi anni di carriera, dipingeva a spray i suoi stencil, che divennero famosi nella città di Bristol all’inizio degli anni ‘90. A quanto pare secondo alcuni, la sua principale ispirazione è stata la musica di alcune importanti band di Bristol come i Massive Attack e i Portishead. C’è chi dice che Banksy sia nato a Yate, proprio vicino a Bristol, nel South Gloucestershire, all’inizio degli anni ‘70. Risale al 1999 il suo primo grande murale stencil – dal titolo “The Mild Mild West” – realizzato nel quartiere di Stokes Croft a Bristol: esso raffigura un orsacchiotto che lancia una molotov verso tre poliziotti. All’inizio degli anni 2000 Banksy opera molto a Londra, continuando ad attirare sulle sue opere di street art - per certi versi satiriche e ironiche - gli occhi del mondo.

Opere vendute a prezzi altissimi

Verso la metà degli anni 2000 Banksy era già una celebrità, ma senza volto. Le sue opere divennero in quel periodo molto più ambiziose e apparvero in tutto il mondo, non solo in Inghilterra. È sempre stato un vero e proprio evento mediatico l’apparizione di una sua nuova opera, tanto che iniziò a diventare mitica la figura dell’artista mascherato che riesce a burlarsi delle autorità: un vero e proprio marchio di riconoscimento internazionale. Furono tenute mostre delle sue opere in città come Los Angeles e Londra, anch’esse grandi eventi che hanno riscosso il tutto esaurito. Le sue opere - spesso politicamente impegnate e di denuncia - iniziarono ad essere vendute a prezzi altissimi a celebrità come il già citato Brad Pitt, lo stilista Paul Smith o la cantante Christina Aguilera. Nel 2009, la sua mostra al Bristol Museum ebbe un numero incredibile di visitatori.

Nel 2015, la sua mostra dal titolo “Dismaland” fu esposta in un lido abbandonato sul lungomare di Weston-super-Mare, nel Somerset, in Inghilterra. Nel 2010 uscì il film documentario dal titolo “Exit through the gift shop”: in esso si mostra Banksy al lavoro. Il documentario ha ricevuto le nominations per un Academy Award e un Bafta. Nel 2018 Banksy ha inscenato la distruzione dal vivo del suo famoso stencil dal titolo “Girl with balloon” presso la casa d'aste “Sotheby's”. Appena un momento prima era stata venduta per un milione di sterline!

Banksy è stato smascherato?

Sono diversi i nomi accostati a Banksy in tutti questi anni. Tra questi Robert Del Naja (cantante dei Massive Attack), l’artista di Bristol Robin Gunningham, il conduttore televisivo della versione britannica di “Art Attack” Neil Buchanan. C’è anche chi crede che Banksy sia in realtà un collettivo artistico della città di Bristol. Fu il “Mail on Sunday”, in un’esclusiva mondiale, ad associare Banksy a Robin Gunningham, definito come “un ex studente cresciuto nei sobborghi della classe media”. A gettare basi a questa teoria giunse un’intervista della BBC a Banksy, il quale parve confermare che il suo nome di battesimo è “Robbie”, ossia Robin.

Nella registrazione del 2003, il giornalista della BBC Nigel Wrench gli chiede se si chiami “Robert Banks”, e l'artista risponde: “È Robbie”. L'intervista completa può essere ascoltata su BBC Sounds come “The Banksy Story” di Radio 4. Gunningham non ha mai espresso alcun commento al riguardo. In un libro fotografico pubblicato dall'ex agente di Banksy, Steve Lazarides, si afferma di mostrare Banksy al lavoro, sebbene nessuna delle immagini facesse vedere il suo volto. Molti i fotografi, sia dilettanti che professionisti, che hanno cercato di immortalarlo.

Anche Robert Del Naja, cantante dei famosi Massive Attack, è stato spesso accostato a Banksy. Del Naja, anche conosciuto come “3D”, ha smentito di essere Banksy ma al contempo ha affermato di essere un suo amico. Forse si tratta proprio di Neil Buchanan, conduttore del programma “Art Attack”? Buchanan negò di essere Banksy non appena sui social si diffuse la notizia. Come abbiamo accennato, è possibile che Banksy non sia una sola persona ma un collettivo artistico. Nessuno, neanche i rappresentanti delle pubbliche relazioni di Banksy, ha mai detto nulla sull’identità dell’artista.

Opere di denuncia e di satira sulla nostra società

Mentre l'artista si aggira probabilmente sui 50 anni di età, la sua produzione copiosa non conosce pause, con opere sempre più esplicitamente politiche. La guerra in Ucraina - dove nel novembre del 2022 è apparsa una sua opera - e l’immigrazione sono due dei temi più cari alla recente produzione dell’artista. Con la grande fama mondiale e il mito del suo anonimato, ecco che sono arrivati anche gli immancabili imitatori e, purtroppo, sono entrati in azione anche i ladri.

Nello scorso dicembre, due uomini sono stati arrestati per furto e danneggiamento dopo che un’opera di Banksy situata nel sud di Londra – che rappresenta un segnale rosso di stop con tre droni militari - era stata rimossa. Ancor più recentemente, Banksy ha confermato di essere l’autore di un murale nel nord di Londra, eseguito con vernice spray verde che rappresenta le foglie di un albero malamente potato in primo piano (un probabile monito dell’artista sulla crisi ambientale).

Se è vero che molte sue opere sono politicamente impegnate, è altrettanto certo che ce ne sono non poche contenenti messaggi comici, satirici o ironici sulla nostra società. Nel 2021 dieci opere di street art sono apparse nel Suffolk e nel Norfolk. Nell’opera “Great British Spraycation” ci sono dei gabbiani che si tuffano in cerca di patatine, bambini che giocano con la sabbia e sulla barca, un topo appoggiato allo schienale di una sdraio mentre beve un cocktail.

Che succederebbe se Banksy fosse smascherato?

Il direttore delle Brandler Art Galleries, John Brandler, ha affermato che a Banksy conviene restare anonimo per poter camminare per strada senza essere riconosciuto; ma dice anche che il marchio Banksy sopravviverebbe anche se la sua identità fosse rivelata. “Per il mondo dell'arte – dice Brandler - non ha più importanza. Il marchio adesso è eccezionalmente grande, tanto che se fosse smascherato non cambierebbe nulla. Le sue dichiarazioni sono potenti. È un marchio brillante e le persone acquistano in base al marchio. Quando ha iniziato, l’essere anonimo lo ha aiutato a distinguersi, ma ora non ha più importanza. È molto intelligente. Non ha inondato il mercato. È anche un brillante uomo d'affari”.

Traduzione da un articolo della BBC

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