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Moda: l’evoluzione dei vestiti da Ötzi a Lady Gaga

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Ecco la moda in 5.000 anni di storia del costume: dai bisogni dell’uomo comune alle creazioni artistiche degli stilisti moderni. Com’è cambiato il nostro modo di vestire!

Non sappiamo se Ötzi, l’uomo trovato tra i ghiacci del Similaun e vissuto circa nel 3300 a. C., fosse un riferimento di eleganza, ma il suo è sicuramente il guardaroba meglio conservato della preistoria! I vestiti erano confezionati con pelli cucite tra loro, mentre il mantello per proteggersi dal freddo pungente era di fibre vegetali intrecciate.

ANTICHITÀ

Niente biancheria per gli antichi Egizi (circa 1500 a.C.), solo un drappo di lino bianco per coprire fianchi e gambe. Ai piedi sandali in fibre vegetali e, ma solo per il Faraone, il copricapo (tiara) simbolo dell’unificazione tra Alto e Basso Egitto.

Nella Roma imperiale (100 d. C.) si indossavano semplici tuniche, ampie e a maniche corte, strette in vita con una cintura. Sopra la tunica si drappeggiava il tipico mantello romano, la toga, che era tessuto in lana e molto ampio.

MEDIOEVO E '500

Nel Medioevo (1000 d. C. circa) il corpo veniva coperto e nascosto da lunghe braghe e camicioni indossati sotto una tunica. Per completare il look si indossava uno spesso mantello allacciato alla spalla con una spilla (fibula) e si calzavano alti zoccoli di legno per evitare il fango delle
strade.

Seguendo lo slancio verticale e la ricercatezza dello stile gotico, i vestiti del tardo Medioevo (1400 circa) diventano elaborati. Per gli abiti ampi e scollati si usano ricchi tessuti, con sopravvesti frangiate (“houppelande”) foderate di seta. Molto alla moda anche i copricapi “a sella” con velo ricadente.

I grandi colletti inamidati, le gorgiere, circondano come aureole i volti di uomini e donne del tardo Rinascimento (1550). Le calze sono ancora allacciate alla vita e sopra si portano buffi pantaloni a palloncino. La giacca è imbottita e accollata e si completa con una pesante casacca dalle ampie maniche.

VERSO LA MODERNITÀ

La sarta più famosa del Settecento era Marie-Jeanne Rose Bertin, modista della regina di Francia Maria Antonietta e considerata una delle prime creatrici di moda (1780 ca). Gli abiti in seta preziosa erano molto voluminosi: per indossarli si doveva stringere il torace con un corpetto e per sostenere la larghissima gonna si portava un’impalcatura (detta “panier”) di stecche di balena. Anche le acconciature, realizzate con voluminose parrucche, non passavano inosservate!

Lord George Bryan Brummell (1805) è considerato il primo dandy, cioè il primo uomo attento allo stile e all’abbigliamento, della storia. Il suo modo di vestire sobrio ed elegante influenzò la società inglese e l’aristocrazia europea. Nella sua attenzione per i particolari indossava bustini e camicie a sbuffo, completate con la redingote, una giacca con falde posteriori allungate.

L'ALTA MODA

Charles Frederick Worth (1880) è considerato il primo stilista di alta moda e il suo stile, da Parigi, si impose in Europa per mezzo secolo. Per i suoi vestiti utilizzava grandi quantità di sete di Lione cucite e drappeggiate in voluminose gonne. Sotto il vestito si doveva indossare un’impalcatura di filo di ferro (la “tournure”) che metteva in risalto il “lato B”.

Negli Anni ’20 del 1900 Parigi è la capitale dell’alta moda e Coco Chanel è la stilista più famosa. I suoi abiti sono semplici e funzionali, dopo le stravaganze dei secoli precedenti, con stoffe dai disegni geometrici spesso utilizzate come fodere dei soprabiti. Essenzialità è la parola d’ordine anche nelle pettinature alla “maschietto”, con i capelli appena sotto l’orecchio.

Gli Anni 30 furono dominati dalle creazioni di Elsa Schiaparelli, stilista che mette insieme innovazione, ironia e stile. La moda comincia a essere influenzata dagli artisti, e le sue creazioni in particolare sono ispirate alle opere dei pittori dadaisti e surrealisti. Il suo abito da sera più famoso è sontuoso e molto scollato sulla schiena, con maniche e nastro di velluto rosa shocking, il colore preferito dalla stilista. Il bizzarro cappello-scarpa raffigurato nel disegno è invece una creazione del celebre pittore spagnolo Salvador Dalí.

Dopo le austerità della Seconda guerra mondiale, nel 1947 Christian Dior ideò una collezione che rivoluzionò lo
stile femminile, il “New Look”, con abiti strettissimi in vita (per ottenerla si usano bustini rigidi, le guêpière), spalle arrotondate e gonne ampie.

Cristobal Balenciaga fu invece il maestro dell’alta moda degli Anni ’50. Il suo stile richiamava forme classiche della moda di fine 1800: per esempio l’abito in taffetà di seta rosa e pizzo era sostenuto da una sottoveste con cerchi metallici, come le tournure di Worth.

NUOVE FRONTIERE

L’invenzione di nuovi materiali come la plastica o il metallo influenza la moda della fine degli anni 60. Per le sue
creazioni lo stilista Paco Rabanne utilizza per esempio piastrine di alluminio e fili d’ottone. In questi anni si impone anche la figura dell’indossatrice, antenata delle top model: celebre Donyale Luna prima modella afroamericana.

Negli Anni 80 Giorgio Armani e il “made in Italy” impongono nel mondo uno stile che farà diventare Milano
una delle capitali mondiali della moda. Ormai gli stilisti si esprimono in ambiti molto diversi: dall’abbigliamento al design, dai profumi all’arredamento. E le icone del cinema e della musica, come Lady Gaga, dominano la moda con i look griffati da loro.