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Migranti è invasione? I numeri dicono il contrario

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Migranti è invasione? I numeri dicono il contrario
Ipa

Spesso si sente parlare di invasione di stranieri. Ma è davvero così? Abbiamo intervistato Matteo Villa dell'istituto di ricerca Ispi e i dati dimostrano che gli arrivi sono in calo e che i numeri rapportati alla popolazione italiana sono bassissimi.

In questi ultimi mesi vi sarà capitato di vedere immagini di migranti che arrivano dal mare e di sentire la parola invasione associata alle immagini dei barconi trasmesse dai telegiornali.

Ma davvero si tratta di invasione? Abbiamo sentito Matteo Villa dell'Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale e abbiamo visto con lui come i dati sugli sbarchi i Italia raccontano una realtà diversa.

"In Italia la fase dell'emergenza è passata" ci spiega. "Basti pensare che da luglio 2016 a luglio 2017 sono sbarcate in Italia 180 mila persone; da luglio 2017 a luglio 2018 sono scese a 40 mila. Decisamente un calo rilevante.

Bisogna anche aggiungere" continua l'esperto, "che anche durante la cosiddetta fase d'emergenza parlare di invasione è esagerato. I numeri degli arrivi detti così sembrano altissimi, ma se rapportati alla popolazione italiana si capisce meglio quanto siano bassi: si è passati dallo 0,3 % del 2016/2017 a meno dello 0,1% di oggi!".

Un altro mito da sfatare è che tutti i migranti scelgono l'Italia come approdo.
" Ci sono anche Grecia e Spagna e l'Italia non è nemmeno la prima meta. Nel 2015 la prima è stata la Grecia, nel 2016/17 l'Italia e nel 2018 la Spagna. E se vediamo gli ultimissimi dati, cioè dal primo gennaio di quest'anno a oggi abbiamo: 33 mila sbarchi in Spagna, 20 mila in Italia e 19 mila in Grecia".

Ma allora come mai questo fenomeno della migrazione è così sentito, tanto da far paura e da far pensare a una vera e propria invasione?

"Per noi italiani si tratta della prima generazione di stranieri che arriva e questo può spaventare, anche perché l'integrazione è più difficile. Ecco perché bisognerebbe smettere di guardare agli arrivi, ma concentrarsi di più sull'aiutare le persone a trovare un lavoro, una casa, a farsi una famiglia. Anche gli arrivi degli albanesi negli anni novanta facevano paura, oggi che sono totalmente integrati non se ne parla più.
Per i bambini e ragazzi di oggi, sarà invece sempre più normale avere amici e colleghi che arrivano da ogni parte del mondo".