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Hans Christian Andersen: il 2 aprile nasceva il papà de “La Sirenetta”

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Hans Christian Andersen: il 2 aprile nasceva il papà de “La Sirenetta”

L'uomo che scrisse anche "Il Brutto Anatroccolo" e "La Piccola Fiammiferaia" fu uno dei più importanti autori danesi. Leggi la sua storia con Focus Junior

Il 2 aprile del 1805 faceva la sua comparsa nel mondo una delle penne più creative del secolo, le cui opere hanno fatto sognare generazioni e generazioni di bambini.

Gli inizi difficili

Hans Christian Andersen nasce nei quartieri poveri di Odense, cittadina danese sull'isola di Fionia, da una famiglia molto povera e piuttosto particolare: la mamma di Hans era infatti più anziana di ben 15 anni rispetto al padre del futuro scrittore, un calzolaio dalle grande aspirazioni che però trascorreva più tempo a fantasticare nei boschi che a riparare tacchi e suole.

 

Benché la famiglia sia gravata da grandi difficoltà economiche, entrambi i genitori trasmettono ad Hans una certa vena creativa e sostengono il ragazzo nell'alimentare il suo animo artistico, ritenendolo un predestinato nonostante la sua scarsa istruzione (per i poveri non era facile mantenersi gli studi).

Schivo e solitario, Hans cresce dunque con le fiabe e le commedie teatrali che il padre gli legge ogni sera.

L'importanza di conoscere le persone giuste...

A soli 14 anni poi, dopo la morte del padre, decide di trasferirsi a Copenaghen per intraprendere la carriera di attore. Qui riesce a farsi ben volere dal tenore italiano Giuseppe Siboni, il quale lo inserisce negli ambienti dell'alta società e gli permette così di completare gli studi e intrecciare le amicizie giuste. Riesce perfino a conoscere il Re di Danimarca Federico VI, che lo prende in simpatia.

 

Il nuovo ambiente scolastico, rigido e bacchettone, non fa però per Hans, abituato com'è alla libertà spensierata della periferia, ma nonostante tutte le difficoltà (viene spesso preso in giro dai compagni per la sua magrezza) riesce a perfezionare la sua formazione e, nel 1829, fa il suo esordio nel mondo della cultura danese; non come attore, ma come scrittore!

Le sue prime opere (Viaggio a piedi dal canale di Holmen alla punta orientale di Amage, Poesie ecc...) sono testi ancora acerbi, ma che comunque gli valgono una borsa di studio per viaggiare in Francia e Italia (Paese di cui si innamora).

Tornato dalla bella esperienza, Andersen continua a scrivere romanzi di sempre maggior spessore (es: L'improvvisatore, 1834-1835) e comincia a dedicarsi alla stesura di fiabe

Il mondo di fiaba

Il genere fiabesco di Andersen sarà quello che lo porterà ad essere conosciuto in tutto il mondo insieme ai Fratelli Grimm o Charles Perrault.

Prendendo spunto dai suoi ricordi d'infanzia, lo scrittore danese rielabora i tradizionali racconti popolari e li fa propri aggiungendo elementi tratti direttamente dalla sua fervida immaginazione.

 

Nascono così storie immortali come Il Brutto Anatroccolo, La Principessa sul pisello, la Piccola Fiammiferaia e la Sirenetta, che più di un secolo dopo la Disney renderà ancor più famosa trasformandola in un celebre cartone animato.

Tema particolarmente presente nelle fiabe di Andersen è il concetto di "diverso" (es: l'anatroccolo spennacchiato mal voluto dai suoi fratelli che però diventerà uno splendido cigno o la stessa Sirenetta), probabilmente dovuto alle continue prese in giro che Andersen subì da ragazzo.

 

Con le sue storie, che non sempre finivano bene, Andersen riesce a dipingere un mondo tutto nuovo, dove i confini tra realtà e fantasia sono molto sottili, con personaggi inventati che però appaiono dotati di una certa "credibilità"

Gli ultimi anni

Raggiunta la fama (strinse rapporti anche il grande scrittore inglese Charles Dickens), Andersen continua a girare il mondo e a saziare la sua fame di scoperte, divenendo uno degli scrittori più apprezzati d'Europa.

 

Nel 1972 è vittima di una brutta caduta e questo episodio segna l'inizio della fine. Si spengne a Copenaghen il 4 agosto 1875, ma la sua opera continua a riecheggiare nel tempo. 

 

FONTE: Treccani