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La storia di Kiki

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Il disegno del cagnolino Kiki fatto da Irene ha commosso molti di voi. Mara e Irene hanno deciso di scrivere la sua storia

Ciao!
Dopo avere visto il disegno fatto da Irene per il mio cane Kiki , in tanti avete chiesto notizie di Kiki .
Eccole!
Un giorno sono andata nello studio d’architettura di un mio amico e ho visto un nuovo cane . Un cucciolo di labrador di nome Sara. I miei amici l’avevano trovata abbandonata in autostrada andando al mare. Ho esclamato: "peccato che non l’ho trovata io. Vorrei tanto avere un cane!”.
Mi hanno detto che un loro cliente aveva la figlia, già adulta, che non poteva più tenere il suo cucciolo. Mi hanno fatto una sorpresa e mi hanno chiesto di passare in studio. Mi hanno fatto trovare il setter inglese stupendo. La proprietaria mi ha detto che si chiamava Chicco . Mi sono innamorata subito di quel cucciolo così allegro e colorato. Bianco con le macchie e le orecchie tutte arancio.
Clicca qui per vedere il disegno di Irene.

 

Da cucciolo sembrava una pecora

Prima di prendermi l’impegno di tenerlo ho portato a casa mia il cucciolo . Mia mamma appena l’ha visto ha detto che sembrava una pecora tanto era bianco. Poi è arrivato mio papà e Chicco gli ha fatto così tante feste che è stato subito accettato in famiglia.
Sono andata all’anagrafe canina è ho dato il mio cognome al cucciolo e gli ho dato un nome che a me piaceva di più, KIKI , diventandone l’ unica proprietaria.
Solo anni dopo ho scoperto che Kiki in giapponese vuol dire gioia .
Mai nome è stato più azzeccato per il mio cane adorato.
Ho subito portato Kiki dal veterinario per vedere se stava bene e per farmi spiegare come dovevo comportarmi con lui, come nutrirlo e tante altre piccole curiosità.

 

Ogni giorno un giro ai giardini

Ho scoperto che Kiki aveva all’incirca 8 mesi e che in così poco tempo aveva cambiato già diversi “proprietari”. 
La ragazza che mi ha dato Kiki mi ha detto che era stato preso da 3 studentesse quando era piccolino ma ad agosto poi il cane non era di nessuno di loro, così per non rovinarsi le vacanze lo avevano riportato indietro. 
Ho deciso allora che Kiki avrebbe avuto solo più noi come nuova famiglia e che avrebbe fatto la vita di un cane felice. L’ho sempre portato in vacanza con me.
Noi abitiamo in un grande appartamento ma mi ero  ripromessa di far vedere a Kiki tutti i giorni i fili d’erba. 
Kiki usciva 4 o più volte al giorno e almeno una di queste era per andare ai giardini non lontani da casa.

 

In casa con noi abitava la nonna Agnese di 90 anni . Era stanca e non voleva più stare tanto in piedi. All’arrivo di Kiki è quasi tornata una ragazza . Andava sempre a vedere se Kiki aveva i suoi giochi, l’acqua, insomma sono diventati inseparabili . Veri compagni di merende.
Poi è nata la mia nipotina Irene e subito Kiki ha iniziato a seguirla, a proteggerla e a farla giocare. Kiki infatti aveva i suoi pupazzetti di pezza, l’orsetto, le palline colorate, il frisbee. 
Ogni tanto lanciava l’orsetto a Irene, o la pallina al nonno addormentato sul divano, semplicemente perché aveva piacere di giocare con noi.

 

Non ha mai rotto nulla, non si è mai rotolato sul divano ma il suo territorio era il grande tappeto della sala. Il suo vero luna park da dove controllava ogni nostro passaggio. Dal balcone poi faceva la vedetta sull’intero corso .
Poi aveva un cuscinone nell’ingresso dell’appartamento per il
giorno e per la notte si spostava in un cuscinone vicino al mio
letto. Mi voleva sempre stare vicino.  La prima volta che ho fatto il bagno a Kiki ho usato anche il mio
balsamo per renderlo morbidissimo. Non ne aveva bisogno e il
veterinario mi ha detto di prendere lo shampoo per il cane e di non
usare il balsamo. Sembra elementare ma io non lo sapevo! Nella doccia
rimaneva immobile e si faceva insaponare con affetto. Usciva dal box
doccia e si scuoteva tutto facendo partire schizzi d’acqua
dappertutto, come nei fumetti. Poi si sentiva proprio bello e
orgoglioso e girava per casa con la coda alta. Ringhiava al phon
perché gli dava fastidio il rumore ma in pochi minuti era a posto.
Per sapere il seguito della storia di Kiki clicca qui.