Donna Moderna
FocusJunior.it > News > La storia di Kiki parte seconda

La storia di Kiki parte seconda

Stampa

continua la storia del cagnolino Kiki, scritta dalla sua padrona Mara

La prima parte dell'avventura di Kiki la trovate qui
E qui trovate il disegno fatto da Irene che ha dato il via alla storia
Kiki ha visto il mare, la montagna, i boschi e la neve. Sempre felice di giocare. Nella neve poi diventava matto, si rotolava, scivolava, con le zampe tirava palle di neve che poi sgranocchiava. In montagna ha visto i cavalli e le mucche. Anche a loro abbaiava per giocare ma devo dire che manteneva una sana distanza da questi esseri così tanto più grandi di lui che lo guardavano stupiti. Si è buttato nel fiume Po  è l’ho visto nuotare con al fianco un’altra cagnolina . Bravissimi e sorridenti per la marachella fatta. In mare cercava di far scappare i pesci.

 

A Torino un anno ha nevicato tanto e nei giardini quasi non lo vedevo tanto era bianco immerso nel bianco con la neve cadente. Per fortuna la sua bella coda che agitava felice sembrava una freccia e così lo ritrovavo. 
Ai giardini aveva tutti i suoi amichetti , Charlie un cagnolino anziano piccolino che era rispettato da tutti. Poi Lucy una setterina come lui, Felicia, Falco, un bellissimo pastore tedesco e tanti altri amici.

 

La sua cagnolina preferita era Asia , una dolce beagle che adesso ha 14 anni.
Il proprietario di Asia diceva che Kiki era un cane gentiluomo. Infatti accompagnava sempre Asia a casa, non lontano da noi, ma non si muoveva fin quando Il padroncino di Asia non le chiudeva la porta. Kiki aveva capito gli orari di uscita di Asia e se usciva  l’aspettava sempre immobile davanti al suo portone . Così faceva la passeggiata con la sua bella. Anch’io ai giardini ho conosciuto tante persone piacevoli che ancora oggi vedo.
Kiki era un cane da caccia che non è stato mai portato a cacciare
gli altri animali, perché non mi sembrava giusto, ma aveva un
olfatto perfetto. Non sbagliava mai. Capiva quale mela era migliore
di un’altra solo annusandola. Cambiavi shampoo e lui era li col suo
tartufo ad immagazzinare il nuovo odore.
Un giorno stavo attraversando un corso e a fianco avevo una
signora con la borsa della spesa. Dopo aver attraversato mi sono
accorta che Kiki aveva sfilato dalla borsa della signora un gambo di
sedano profumatissimo. Ecco il Kiki cacciatore
. Non di animali ma di
nuovi profumi!!!! Anche la signora si è messa a ridere!.
Una volta un turista francese mi ha fermato per chiedermi
un’informazione e guardando Kiki ha detto: Ma come sei bello!
Sembra che tu abbia il Kajal negli occhi!”.
Ogni giorno che uscivo con Kiki tante persone lo salutavano
dicendogli che era bello. Kiki era proprio bello, dolce, allegro,
sensibile e giocherellone. Amava la compagnia e si faceva veramente
voler bene da tutti. Sono sicura che pensasse che il suo vero cognome
fosse Bello, visto che tanti lo definivano così.
Era goloso di acciughe ai ferri , di seppia, di mela e di pollo.
Odiava le carote. Non aveva paura neppure del veterinario che anzi salutava con
gioiosa festa tutte le volte che andavamo per i vaccini e le varie
cure.

 

Non aveva paura neppure del veterinario che anzi salutava con gioiosa festa tutte le volte che andavamo per i vaccini e le varie cure.
Un giorno Kiki si è ammalato a una zampina ed è rimasto con noi per poco tempo ancora ma era sempre comunque allegro. Ha vissuto 10 bellissimi anni che sono stati anche i miei più felici, i più allegri. Kiki è sempre presente nel mio cuore e in quello di Irene non come un’assenza ma come una presenza costante.
Ha rallegrato tante altre persone e adesso farà la stessa cosa, solo in un altro posto.
Posso dire che Kiki ci ha dato gioia, bellezza, simpatia e tanto amore sicuramente da noi ricambiato. Era una cagnolino veramente divertente.
La cosa che mi ha sempre commosso è capire che Kiki aveva piacere di vedermi sempre felice. A volte a causa di vicende tristi mi vedeva piangere e subito accorreva ad asciugarmi le lacrime. Mi dava così tanti baci che mi mettevo a ridere. Capiva sempre le mie emozioni quasi prima che le esprimessi.
Penso che i nostri amici cani e Kiki in particolare abbiano una marcia in più per capire noi uomini. E tante volte sono veramente migliori di noi.
Mara e Irene