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La pizza è patrimonio dell’Unesco

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La pizza napoletana è diventata patrimonio dell'Unesco grazie a una raccolta firme in tutto il mondo.

Nei giorni scorsi, in Corea del Sud, sull’isola di Jeju, si è riunito il  Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. E' proprio qui che la pizza napoletana è diventata un patrimonio culturale da salvaguardare. Si aggiunge quindi agli altri sette riconoscimenti nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO grazie a una raccolta firme aperta a tutti.



 



2 milioni di persone nel mondo ha scelto la pizza napoletana. 



IPA


Non solo per la pizza



Sul sito dell'Unesco si leggono le motivazioni della scelta, che comprendono non solo la pizza vera e propria, ma anche altri aspetti della tradizione napoletana: "gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale".



 



Per saperne di più:



#annodelciboitaliano



#PizzaUnesco





Gli altri 7 in lista:



L’Opera dei Pupi in Sicilia (Il teatro delle marionette)



Il Canto a Tenore (antico canto corale in Sardegna)



Dieta Mediterranea



Saper fare liutaio di Cremona (saper costruire gli strumenti ad arco)



Le Macchine dei Santi (cioè le processioni dei Santi a Viterbo, Sassari, Nola, Palmi)



Pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria



La Falconeria: un patrimonio umano vivente