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La magia delle “cascate di sangue”

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Un fenomeno osservato per la prima volta dal geologo Griffith Taylor, 106 anni fa, presso il lago ghiacciato Bonney, in Antartide.

 

Era il 1911 quando, per la prima volta, lo scienziato inglese Griffith Taylor si imbatté nelle cosiddette "cascate di sangue". Si trovava in Antartide e, nel bel mezzo delle enormi distese di ghiaccio bianco che lo circondavano, notò qualcosa che attirò la sua attenzione:  cascate di un liquido rosso, che sembrava appunto sangue e che si riversava nel lago Bonney. Escludendo che si potesse realmente trattare di sangue, l'incredibile fenomeno venne studiato a lungo, ma solo di recente ne è stato scoperto il mistero. Per molto tempo si è attribuita la causa della "strana" colorazione alla presenza di alcune particolari alghe, ma solo gli scienziati del Colorado College e dell'Alaska Fairbanks University hanno finalmente scoperto la spiegazione scientifica che avvolge le "cascate di sangue".

Mistero svelato

 

A causare la particolare colorazione rossa è la presenza di un enorme lago salato sotterraneo, che risale a 1,5 milioni di anni fa. Gli esperti hanno analizzato chimicamente l'acqua salmastra che, nel pieno di un paesaggio glaciale, appare a intermittenza in superficie, emergendo dal terreno coperto da una coltre di ghiaccio. Secondo i ricercatori la sua colorazione è dovuta alla ricca presenza di ferro, un minerale che a contatto con l'aria ossida, creando il tipico colore rosso. Questo deposito di acqua salmastra sarebbe rimasto "intrappolato" all'interno del ghiacciaio, chiamato Taylor proprio dal nome dello scienziato che per primo lo scoprì, per circa un migliaio di anni.

Peter_Rejcek Wikipedia Public Domain
Fenomeno intermittente

 

Per individuarlo il professor Erin Pettit e la studentessa universitaria Jessica Badgeley hanno utilizzato una ecolocazione (una tecnica basata sul rimbalzo nell'ambiente circostante di una serie di suoni ad alta frequenza)   chiamata RES (Radio Eco Sounding), con due antenne radar in grado di ricevere e trasmettere segnali per individuare formazioni sotto lo strato superficiale del ghiacciaio. Hanno così spiegato che l'acqua del "lago salmastro" sotterraneo, grazie ad un differente punto di congelamento, riesce a rimanere allo stato liquido: nonostante la colonnina di mercurio segni mediamente -15°C, infatti, la presenza del sale aiuta a impedire ghiacci. L'acqua pura, inoltre, congelando rilascia una piccola quantità di calore che impedisce il congelamento di quella salmastra.

Come spiegato dal Journal of Glaciology, le concentrazioni di ferro che si trovano nel lago sotterraneo non sono stabili e dunque il fenomeno avviene solo a intermittenza.

 

Un ghiacciao che riserva sorprese

 

Il ghiacciaio dove si trovano le "cascate di sangue" ha un'estensione di circa 100 chilometri e si trova tra i monti transantartici. Si tratta di un ambiente unico, tanto che ora i ricercatori stanno studiando la conservazione dei microbi al suo interno, che potrebbe permettere di fare nuove scoperte sull'inizio della vita sulla Terra.  

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