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La mafia: che cos’è?

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Cos'è il crimine organizzato? Come nacque questo male che attanaglia ancora molte zone del nostro Paese (e non solo)? Scoprilo con noi.

La mafia è un’organizzazione criminale con radici in Sicilia, Calabria e Campania sviluppata anche nel Nord Italia, in Europa e nel mondo. Ciò che interessa ai mafiosi è il potere economico: soldi che riescono a ottenere grazie al traffico di armi, di uomini, di droga; facendo affari con i politici per ottenere favori in cambio di voti oppure attraverso il “pizzo” una sorta di “tassa” che i mafiosi chiedono ai commercianti in cambio di protezione. Chi non paga rischia di vedersi incendiato il proprio negozio

Come e quando è nata la mafia?

Ma vediamo quando si inizia a parlare di questo fenomeno. Nessuno lo potrà immaginare ma la prima volta che compare il termine “mafiusu” è in un dramma teatrale messo in scena a Palermo nel 1863. Fin da allora la mafia viene chiamata in maniera diversa a seconda delle regioni. In Sicilia è “Cosa Nostra” e nasce agli inizi del 1800. Originariamente il fenomeno nacque come un'organizzazione di proprietari terrieri locali che estese il proprio controllo a qualsiasi ambito della società. Erano questi padroni che, servendosi di uomini violenti e pronti a tutti, a decidere chi doveva essere eletto, chi doveva lavorare e chi, avendo mancato di rispetto doveva essere punito.

Alla fine del XIX secolo molti italiani emigrarono, a causa della povertà, verso l’America - proprio come oggi molte persone dall’Africa e dal Medio Oriente arrivano in Italia - e alcuni migranti "esportarono" mentalità e metodi criminali nel Nuovo Mondo. Negli Stati Uniti si svilupparono così potenti organizzazioni criminali con dei capimafia che sono rimasti famosi come Al Capone.

Era italiano (campano, per l’esattezza) anche Joe Petrosino, un eroico poliziotto di New York che con una squadra speciale di agenti riuscì a combattere la mafia italoamericana e a rispedire in Italia circa 500 criminali.
In Sicilia, intanto, questi criminali si organizzarono e nel dopoguerra i gruppi mafiosi furono usati per fermare le rivolte dei contadini che chiedevano la proprietà delle terre che coltivavano.

Il 1 maggio 1947, a Portella della Ginestra, vicino ad un paese che si chiama Piana degli Albanesi, avvenne la prima strage di mafia: furono uccisi giovani contadini, donne e persino bambini.

Come agisce la mafia?

Le organizzazioni di stampo mafioso non si limitano a commettere reati, ma creano un sistema, un vero mondo parallelo e alternativo alla società legale, in cui interi territori finiscono sotto il loro controllo, condizionando direttamente o indirettamente la vita della comunità. Nelle zone controllate dalla mafia, infatti, sono i clan della malavita a decidere chi lavora, chi può costruire un palazzo, chi può avviare un'impresa, chi viene protetto o chi, viceversa, va punito.

La mafia, insomma, si sostituisce allo Stato, e quindi finisce per essere appoggiata non solo dai suoi membri o dai soci in affari, ma anche da gente comune che, trovandosi in difficoltà, vede nella malavita un modo per guadagnarsi da vivere.

Il problema però è che i clan non sono affatto un'ente benefico e guadagnano milioni di dollari sfruttando i disperati, commettendo atti violenti nei confronti di chi si oppone al "sistema" e lucrando sulla salute delle persone. I principali ricavi infatti provengono dallo spaccio droga, dal traffico d'armi, dalla gestione degli appalti e, in certe zone, dallo smaltimento illecito di rifiuti tossici, un giro d'affari milionario con cui molte famiglie mafiose si sono arricchite risparmiando sui costi e rilasciando nell'ambiente tonnellate di rifiuti nocivi e altamente inquinanti.

Quali sono le mafie in Italia?

  • Cosa Nostra è molto organizzata: ha dei “soldati” o “uomini d’onore” che si occupano di compiere omicidi o di chiedere il “pizzo” e dei capi che fanno parte della “cupola”, una specie di commissione che regola tutti gli affari (leggi anche: chi era Totò Riina?). Negli anni '90 lo Stato, grazie al lavoro di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, inferse durissimi colpi alle cosche di Cosa Nostra, ridimensionandone la forza criminale.
  • La Camorra è nata in Campania e resta molto radicata, sviluppata in quella regione dove ha creato dei veri e propri “sistemi” criminali che sfruttano soprattutto la povertà delle persone nelle periferie della città più importanti come Napoli. In particolare si occupa dello spaccio della droga, del traffico d’armi e di rapine ma anche di traffico di rifiuti illeciti.
  • La ‘Ndrangheta è calabrese anche se oggi è ormai diffusa anche in Emilia Romagna , Lombardia e all’estero. Si è organizzata in ‘ndrine che sono presenti in ogni comune e sono formate da famiglie che prevedono un vero e proprio rito per entrarne a far parte. Oggi è la più ricca delle mafie soprattutto grazie al traffico di droga ma anche alla conquista del potere in alcuni comuni.
  • In Puglia, nel Salento, dove andiamo tutti in vacanza, è nata la Sacra Corona Unita. Per entrare a farne parte serve un “giuramento”