La favola di Pinocchio? Ora si può leggere con le emoji!

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L'immortale racconto di Carlo Collodi è stato tradotto (e pubblicato) utilizzando il linguaggio delle "faccine" da smartphone. L'esperimento, unico nel suo genere, punta a creare un vero codice linguistico, con tanto di dizionario e grammatica. Leggi la storia!

Ad una prima occhiata potrebbe sembrare uno screenshot rubato dallo smartphone di qualche ragazzo "chattone" e invece si tratta di uno dei libri italiani più conosciuti al mondo.

Pinocchio è stato riscritto con le emoji!

No, non si tratta di uno di quei giochini da social, ma di un testo vero e proprio, curato da linguisti autorevoli ed e con una struttura grammaticale e lessicale ben definita. Insomma si passa proprio dall'Italiano... all'Emojitaliano!

 

"Pinocchio in Emojitaliano"  è infatti il titolo del libro pubblicato dalla fiorentina Apice Libri e per la sua realizzazione si sono spesi autentici esperti del settore come la professoressa Francesca Chiusaroli, docente di Linguistica generale dell’Università di Macerata, la professoressa di Traduttologia e Traduzione specialistica all’Università di Napoli “L’Orientale Johanna Monti ed il ricercatore indipendente Federico Sangati.

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la copertina el libro "Pinocchio in Emojitaliano", Apice Libri Editrice | Facebook/Apice libri

I curatori però sono stati aiutati da un team di 12-13 collaboratori che mesi hanno proposto su Twitter e sul blog ScrittureBrevi delle interpretazioni in chiave "emoji" di frasi e parole presenti nell'originale Pinocchio di Collodi.

Le migliori idee sono poi state raccolte dai ricercatori e utilizzate per costruire un lessico e una grammatica strutturata con regole precise da proporre al lettore per permettergli di gustarsi la celebre favola in un formato tutto nuovo!

 

«È il primo esperimento al mondo che è riuscito nell’obiettivo di costruire un codice condiviso — afferma Francesca Chiusaroli sul Corriere Fiorentino In questo libro c’è una grammatica introduttiva, creata sul modello delle lingue artificiali che viene messa a disposizione insieme al glossario, rendendo così leggibile la favola di Collodi. Chiunque si voglia cimentare con la lettura può farlo, guidato anche dal testo originale a fronte».

Ma come fanno i pochi emoji a disposizione a tradurre una lingua completa'? Con un po' di fantasia!!

I collaboratori all'opera hanno spesso attinto da riferimenti letterari o dall'immaginario collettivo per combinare più emoji in modo da evocare un concetto simile a quello riportato da Collodi.

 

Qualche esempio? L'emoji della scarpa da solo significa semplicemente "scarpa". ma preceduta da un apostrofo diventa l'azione del "camminare", mentre per tradurre "Geppetto", gli autori hanno ripescato l'immagine del "buon padre" , traducendolo quindi la combo "uomo + cuore".

 

FONTI: Apice Libri; Corriere Fiorentino, Repubblica.it

23 Novembre 2017
COMMENTI
Ci sono 2 commenti
26 Novembre 2017 12:47
Non sarei mai capace di leggerlo
gabrielegabriele
24 Novembre 2017 12:15
OK , questa nuova generazione è sorprendente!!
Aleari007
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