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Irama ci parla della sua musica e dell’esperienza ad Amici

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Irama ci parla della sua musica e dell’esperienza ad Amici

Irama, vincitore di Amici 17, ci racconta i momenti indimenticabili vissuti nella scuola e come è cresciuto grazie a questa esperienza

Prima di partecipare ad Amici il 22enne di Monza Irama era già un cantante professionista, ma ha deciso di rimettersi in gioco con umiltà per far arrivare le sue canzoni a un pubblico più vasto. E ha avuto ragione: ha vinto il programma ed è volato al primo posto in classifica con il suo disco. Il successo, però, non gli ha dato alla testa.

Hai vinto Amici e il tuo disco Plume ha debuttato in cima alle classifiche: come vivi questo successo?
Con i piedi ben piantati per terra, è una cosa per cui ho lavorato tanto, è tutta la mia vita e continuerò a dare tutto me stesso, sono molto contento di questo inizio.

Il momento più bello e quello più difficile ad Amici?
Di belli ce ne sono tanti: la vittoria perché è stato coronare un percorso incredibile, ma anche quando mi hanno consegnato il disco e Maria De Filippi mi ha scritto una bellissima lettera, un’emozione che spero di provare ogni volta che farò un album. Il più difficile invece quando un professore mi ha fatto un commento molto brutto: ci sono rimasto male però mi sono rimesso in carreggiata per impegnarmi di più.

Qual è invece la critica che ti è stata più d’aiuto?
Sentirmi dire di aprirmi a livello emotivo. Sono abituato a essere trasparente nelle mie canzoni, invece a livello personale a volte mi chiudo come un riccio forse perché ho paura di espormi troppo, ma ad Amici ho imparato a farlo.

La prima cosa che hai fatto a telecamere spente dopo aver vinto?
In verità quello che ho fatto a telecamere accese, ho abbracciato Einar e tutti gli altri, eravamo felici del nostro percorso. Non è stato un festeggiare me, ma festeggiare tutti insieme.

Non hai paura di affrontare la realtà dopo essere uscito dalle mura protettive di Amici?
No, anzi sono felice di poter incontrare le persone, sentire i loro giudizi dal vivo guardandole negli occhi. Sono curioso di vederle, conoscerle e condividere con loro la mia musica.

Ti ricordi la prima canzone che hai scritto?
Avevo 7 anni e l’ho stracciata, mi faceva schifo, ero rompiscatole già a quell’età (ride, ndr)

Perché nei tuoi post c’è sempre una rosa rossa?
Io sono fissato con i simboli, la rosa è elegante ma anche difficile da raccogliere per le sue spine, come se fossero uno scudo. Dentro ciascuno di noi vedo molto una rosa perché abbiamo qualcosa di bello ma spesso all’esterno ci creiamo degli scudi.

Amici ti ha dato una seconda possibilità, tu nella vita l’hai mai concessa a qualcuno?
Sì, a livello umano spesso ci dimentichiamo di ascoltare gli altri, ci soffermiamo a pensare che le nostre ragioni sono giuste ma non che potrebbero esserlo anche le loro. È importante dare più possibilità alle persone.

Che cosa significa Irama?
Oltre a essere l'anagramma di Maria, il mio secondo nome, è anche una parola malese che significa ritmo.