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Intervista a Riki, la rivelazione di Amici16!

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Non ha vinto, ma il futuro sembra essere tutto suo. Conosciamo meglio Riccardo Marcusso, in arte "Riki", la voce che ha rubato la scena della sedicesima edizione del talent-show Amici.

Quando lo incontriamo, Riccardo sembra un ragazzo come tanti.

Eppure in poco tempo la sua vita ha davvero cambiato rotta:  la partecipazione al talent-show di Amici, una vittoria finale sfumata solo all'ultimo (la vittoria è andata all'amico Andreas, ballerino) e il primo disco d'oro ottenuto con il suo EP d'esordio, Perdo le Parole, dopo solo una settimana di vendite.

Come se non bastasse, sotto lo studio dove si sta svolgendo l'intervista, sono già assiepate decine di fan che hanno sfidato il caldo solo per tentare di incontrare il loro nuovo beniamino.

 

Tutto questo però non sembra aver montato la testa a Riccardo Marcuzzo, classe 1992, il quale ci incontra con la spontaneità di chi è riuscito a rimanere sé stesso.

«Focus Junior? - esordisce - Grandissimi, io penso di aver preso il primissimo numero della vostra rivista!». Ottimo inizio, non c'é che dire...

 

Allora Riki, che inizio! Come ti senti a dover affrontare un successo così rapido? Te lo aspettavi?

«Non mi aspettavo tutto questo riscontro positivo da parte del pubblico. È molto bello ma non me ne sto ancora rendendo conto. Sembra di essere ancora in un sogno, un po' come quando sono entrato nei banchi (di Amici, N.d.R) e ogni tanto mi toccavo la maglia nera con scritto Riccardo e mi dicevo: "bah, sarà vero?"Avrei bisogno di un paio di giorni, che non ho, per potermi riprendere da questo vortice!»

«Sembra di essere ancora in un sogno!»

Come ti ha cambiato questa esperienza?

«Il Riccardo che è entrato ad Amici non è lo stesso che è uscito. Mi sento tanto maturato, non sono come artista, ma anche a livello umano, di carattere. Ho notato che sotto pressione, ad esempio, sono molto impulsivo.

 

C'è un momento più bello? E quello più brutto?

«Partiamo da quello brutto: direi che è stata la terza puntata del serale, quando, non so perché, non ero molto concentrato. Forse ero un po' stanco per una serie di cose successe in settimana e c'è stato un po' di sconforto, da cui però mi sono ripreso quasi subito.

Tra i tantissimi momenti belli poi ho l'imbarazzo della scelta: l'ingresso al serale, le selezioni per la finale, le amicizie con Andrea Spoi, un ragazzo eccezionale...E poi ero sempre primo, sia nelle classifiche che su I-Tunes. Addirittura un po' mi vergognavo, perché non ero abituato a tutto questo.

Ti sei conquistato un bel seguito...

«Sì e non ci sono ancora abituato. Alla fine durante i Live avevi a che fare solo con quelle centinaia di persone che venivano in studio, mentre fuori è tutta un'altra cosa. Stando all'esterno da Amici però ti rendi conto che tutto sommato qualcosa di buono lo ha fatto per davvero! Sono contento perché penso di essere stato vero, di essere stato me stesso, anche nei miei difetti».

 

Parlaci del tuo primo album, "Perdo le Parole"

«Il mio album è un "Best of", un album d'esordio con le canzoni che mi porto dietro dalla mia esperienza. Sono delle fotografie della mia vita e arrivano in modo diretto. Certo, ho dovuto fare delle scelte in base al momento. Ho vluto far divertire e ballare le persone. Si sa, sta arrivando l'estate...».

«È un disco che ti fa saltare e ti fa divertire»

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

«Tiziano Ferro, che seguo fin da bambino. Poi Cremonini, Jovanotti, De Gregori, un po' tutti i grandi cantautori dei miei tempi. Per quanto riguarda le produzioni straniere invece mi rifaccio un po' di più al mondo dell'elettronica: Max Martin, ma anche l'ultimo Justin Bieber».

 

Tu sei anche un designer. Hai fatto lo IED, L'istituto Europeo di Design...

«Sì, prima di buttarmi seriamente nel tentativo di cantare ho voluto finire l'università e accrescere le mie esperienze. Prima o poi tornerò sicuramente a fare qualche collaborazione nel settore. La copertina del mio disco, ad esempio, l'ho fatta tutta io. Ho studiato per quello!»

 

Progetti futuri?

«Godermi l'affetto delle persone e naturalmente un secondo disco che affronterà tematiche diverse rispetto al primo».