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Intervista a Mika: viaggio nel mondo di un eterno sognatore!

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I nostri giornalisti, accompagnati da alcuni Junior Reporter, hanno intervistato Mika, la popstar internazionale che ama gli spaghetti al pomodoro, adora Jeff Buckley.. E non ha un grande rapporto con gli elefanti...Ecco cosa ci ha raccontato!

Lui si chiama Michael Holbrook Penniman Jr. ma tutti lo conosciamo come Mika, il bravissimo - e simpaticissimo - cantante pop che è stato anche giudice di XFactor Italia. Insieme ad alcuni Junior Reporter siamo andati ad intervistarlo e ci ha concesso una chiaccherata davvero stimolante.

Prima però conosciamolo meglio...

IDENTIKIT

Nato a Beirut, in Libano, il 18 agosto 1983, questo artista poliedrico ha vissuto in varie parti del mondo e la sua vita ha attraversato alcuni momenti complicato. Nel 1984, all’età di un anno, Mika ha dovuto lasciare il suo Paese a causa della guerra civile (1975-1990) e assieme alla famiglia si è trasferito prima a Parigi e poi, quando aveva nove anni a Londra. Qui, però, Mika ha iniziato ad avere qualche “problemino”, soprattutto a causa della dislessia che gli impediva di andare bene a scuola...

Nel tempo però Mika ha trasformato questo differente modo di vedere le cose in una qualità ed è diventata la star internazionale che tutti conosciamo. Ecco cosa ci ha raccontato...

L'INTERVISTA

Ciao Mika, cominciamo dalle basi: che genere di musica ascolti?
Ascolto diversi tipi di musica. Quella classica è molto importante per me perché mi offre prospettiva diversa. Se tu ascolti solo un tipo di musica è come se vedessi un quadro che possiede una certa profondità: se ascolti il Jazz è più profondo, se senti musica classica - tipo Verdi - ancora più profondo…Bach, Chopin, The Giornalisti…C’è un legame tra tutti questi tipi di musica. In questo momento sono nella fase di Charlie Parker, un musicista jazz. Ascoltatelo perché è molto, molto bello.

Com’è stata la tua esperienza lirica alla Royal Philharmonic Orchestra?
Due cose di quel periodo mi hanno veramente cambiato la vita.
La prima volta è stata la possibilità di entrare in un teatro: la scuola non andava bene, mi trovavo male ero considerato uno stupido, tutto era difficile... Invece a teatro avevo una responsabilità e mi pagavano per fare questo. La seconda è stata il rendersi conto che esistono diversi modi per vivere la tua vita, non tutti devono essere ingegneri, dottori, avvocati, che si può anche fare un altro tipo di lavoro. Mio padre lavorava e lavora in un ufficio, nella finanza, io non capivo nulla di numeri e ho potuto vedere che c’era un altra strada da percorrere.

Chi è il cantante preferito di Mika?
In questo momento il mio cantante preferito è Jeff Buckley - se non lo conoscete ascoltatelo perché è molto bravo - lui ha fatto solo un album, Grace, che è molto bello.

Come ti sei avvicinato al tuo strumento?
Io prendevo delle lezioni di piano e dovevo leggere la musica, ma era molto difficile e spesso pregavo che la professoressa di piano non venisse! Mi terrorizzava, era una sfida impossibile guardare le note e capire cosa farne. Così, fuori dalle lezioni, ho iniziato a suonare istintivamente (si porta la mano all’orecchio, N.D.R), senza pensare, senza leggere la musica e lì ho scoperto il piacere della melodia e di inventare cose nuove da da solo. Quando ho iniziato a scrivere canzoni si è creato un rapporto molto forte tra me e il pianoforte, un rapporto del tutto istintivo - non sono un grande pianista, non posso leggere la musica - ma non importa perché ho trovato la mia maniera di fare la musica.

Dove trovi l’ispirazione per le tue canzoni?
Soprattutto nella vita delle persone intorno a me. La vita dei miei fratelli, dei miei genitori, dei miei amici, nei viaggi. Penso che che cantare una storia vera sia importante perché in quel momento canti qualcosa che vive, il che è più interessante di un testo inventato. Anche se inventare è più facile...

Com’è stata la tua esperienza a XFactor?
XFactor è stato molto divertente. Sono riuscito a godermelo perché ne ho fatti solo tre: XFactor è uno show dove la tua reazione di fronte ai giovani cantanti deve rimanere fresca e se lo fai troppo a lungo diventa come un ruolo. È importane in questi show mantenere sempre una spontaneità perché l’ingrediente principale è la verità. 

Qual è la cosa più bella e la cosa più brutta del tuo lavoro?
La cosa più bella è lavorare per sé stessi. Anche quando sono stanco, so che tutto quello che sto facendo lo sto facendo per il mio lavoro, per la cosa che ho creato io, e questa è un'idea molto potente perché la creatività è l’unica cosa che da un senso di valore nella tua vita.
La cosa brutta è che su queste cose che tu hai creato ci saranno tantissime opinioni, e l’opinione è la cosa più difficile da gestire, perché tutti ne hanno una diversa.

Qual è stato il posto più bello che hai visitato?
Recentemente ho fatto un viaggio in Thailandia, dove c’è un posto speciale che si chiama il Triangolo d’Oro. Lì ho dormito in una tenda su una collina che segna la frontiera Thailandia e Myanmar, quindi mi addormentavo in Thailandia e avevo di fronte il Myanmar e sulla destra le colline di Laos. Ogni notte faticavo a prendere sonno perché ogni 2 ore si avvertiva il rumore di tutti gli elefanti che venivano a buttarsi nell’acqua proprio di fronte alla tenda. Facevano un baccano terrificante e puzzano tantissimo di cacca e di pipì. Ho anche provato a salire in groppa ad uno di loro - hanno scoperto una pelle grezza e dura peggio di quella di mia nonna! - ma mi ha buttato in acqua ed è andato via. Insomma in posto era molto bello ma gli elefanti erano antipatici.

Qual è il genere di pubblico che ti piace di più quando fai i concerti?
È il pubblico che vuole ascoltare veramente. Però in verità quello che mi dà ancora più soddisfazione è il pubblico che non ti conosce bene, perché devi convincerlo, portarlo dentro il tuo mondo e sorprenderlo. 

È stato determinante per la tua carriera lasciare la scuola per un periodo di tempo?
Sì e no. Ho cominciato a fare musica grazie al fatto di dover trovare altro oltre alla scuola però oggi sono un professionista oggi perché ho dovuto frequentato 15 ai 18/19 anni una scuola d'arte dove avevano un livello di insegnamento molto molto alto. Dobbiamo difendere l’insegnamento dell’arte e della musica perché sta scomparendo dalle scuole, anche in America.

A che età ti è venuta la passione per la musica?
Ero molto giovane, c’era un violinista che suonava in un ristorante e io che avevo 2 anni andavo con la mano per cercare di toccare la musica che usciva dal violino. il violinista (zingaro) ha riso e ha detto: questo qua sarà un musicista.

Qual è il luogo dove ti piace di più cantare?
La doccia (ride, N.D.R)

Hai mai pensato di smettere con il tuo lavoro per le troppe critiche?
No, mai, l’unica cosa che farei è cambiare lavoro per diventare un cavaliere a livello olimpico, salto degli ostacoli. Ma non sarà mai possibile…

Quando hai iniziato a voler essere famoso?
Mai perché essere famoso è terribile.

Hai continuato la tua passione per il teatro?
Sì, se venite a vedere i miei show entrate in un altro mondo: la parte teatrale è rimasta, fa parte del mio linguaggio artistico.

Un ricordo di quando eri piccolo, della scuola elementare?
Una volta avevo deciso che nella mia classe c’era bisogno di un albero di Natale perché era triste. Allora la mattina ho preso dei soldi dalla borsa di mia madre e ho comprato un albero che poi ho trascinato fino classe. Ovviamente è arrivato tutto rovinato e spoglio perché avevo perso i pezzi per strada,. Io pensavo che tutti sarebbero stati contenti e avrebbero applaudito, invece mi hanno messo in castigo per tre giorni e ho anche dovuto pulire i corridoi che avevo sporcato trascinando l’albero.

Qualche insegnante ha lasciato un ricordo?
Ci sono stati molti insegnanti che mi hanno aiutato, che mi hanno fatto capire come per imparare non esista solo un metodo, ma tanti. Ogni persona ha una sua maniera di apprendere la medesima cosa. Un professore, ad esempio, per farci imparare la letteratura francese ci faceva mettere in scena delle opere.

Leggi molto? Che libri consiglieresti?
Leggo tantissimo e consiglio Charles Dickens, che è un po' ostico ma per un giovane è molto importante leggerlo e il Tao di Pooh:  Winnie the Pooh è un personaggio basato su dei principi filosofici molto antichi e importanti!

Cibo preferito?
Spaghetti al pomodoro e parmigiano.

Coloro preferito?
Non ne ho uno.

Cosa mangi a colazione?
Latte e caffè

Città preferita?
Montreal, che racchiude tutto ciò che mi piace dell’America e dell’Europa.

Grazie Mika