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Intervista a Franco Grisan presidente del consorzio per il recupero del vetro

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Focus Junior ha intervistato Franco Grisan, presidente del Co.Re.Ve, il consorzio di imprese che recuperano il vetro: un'attività importantissima per l'ambiente e per il risparmio energetico. Ecco cosa ci ha raccontato.

Franco Grisan, lei è il presidente del Co.Re.Ve, il consorzio per il recupero del vetro. Quali sono i vostri obiettivi per il recupero vetro nel 2014? 
Nel 2013 il tasso di riciclo dei rifiuti d’imballaggio in vetro (bottiglie e vasetti) raccolti in modo differenziato dai Comuni, è stato pari al 72,9% dei consumi degli italiani . Con un aumento del 2% circa rispetto all’anno precedente. 
I risultati sono stati quindi soddisfacenti, considerato che i consumi nazionali di contenitori in vetro sono calati, dell’1% circa. Questo significa che è aumentata la quantità raccolta . Ma possiamo fare ancor meglio, focalizzandoci su due obiettivi principali. Il primo obiettivo è migliorare la “qualità” della raccolta in tutta Italia. Questo si può ottenere solo se riusciamo ad eliminare i materiali ”estranei” che purtroppo “inquinano” la raccolta del vetro, riducendone i risultati di riciclo. I più insidiosi, perché molto simili o assimilabili al comune vetro di bottiglie e vasetti, sono certamente i cosiddetti “falsi amici” : gli oggetti di cristallo (che contengono piombo, elemento non ammesso) e quelli di ceramica, o di altri materiali resistenti al fuoco come le pirofile da forno (tipo Pyrex ), che hanno un punto di fusione più alto rispetto al vetro e sono quindi con esso incompatibili. A valle della raccolta differenziata, i rifiuti d’imballaggio in vetro entrano in appositi impianti di trattamento, dove vengono eliminate tutte le impurità presenti , prima di essere riciclati in vetreria come materie prime idonee alla produzione di nuovi contenitori, del tutto identici a quelli di partenza (in un processo ciclico infinito, che non richiede di dover aggiungere nemmeno un granello di sabbia). Tali impianti, per quanto siano dotati di tecnologie molto raffinate, insieme ai materiali impropri scartano anche del vetro “buono” che viene perso nella selezione . Quindi: più sono gli inquinanti presenti nella fase di raccolta, maggiori le perdite nella fase di “trattamento”.

 

Il secondo obiettivo è far crescere la “differenziata” dove esistono ancora margini per farlo, come nelle regioni Meridionali del Paese. Nel 2013, il Sud ha registrato un confortante aumento (+ 8,3%) delle quantità raccolte e confidiamo di veder aumentare ulteriormente questo dato anche nel 2014. 
Per il 2014, l’obiettivo di Co.Re.Ve. è di poter raggiungere un tasso di riciclo del 73,6%. A questo scopo, il Consorzio è impegnato da anni nel sensibilizzare ed informare i Cittadini sulle regole da osservare per una corretta raccolta differenziata, finalizzata al riciclo del vetro. Ma, al ruolo fondamentale dei cittadini si deve affiancare anche quello, altrettanto decisivo, delle amministrazioni pubbliche da cui dipendono le scelte sui sistemi e sulle modalità di raccolta adottati localmente. Per questo, Co.Re.Ve sta cercando di lavorare a sempre più stretto contatto con tutti i Comuni, per rendere sempre più efficienti l’organizzazione e i servizi dedicati al vetro.

 

In quale posizione si trova, il nostro paese, nella classifica europea del recupero del vetro? 
Se guardiamo all’Europa stiamo riciclando più di Francia, Spagna e Inghilterra sebbene siamo un po’ indietro rispetto a Germania ed Austria. Gli ultimi dati rilasciati, che fanno riferimento al 2012, ci vedono al terzo posto in Europa per quantità riciclate.

 

Quali attività prevedete di svolgere per migliorare la coscienza ambientale e la cultura del riciclo del vetro? 
Co.Re.Ve è impegnato su più fronti, con diverse campagne di comunicazione e informazione dedicate a questi temi, allo scopo di sensibilizzare tutti: famiglie, studenti, amministratori pubblici e addetti ai lavori (aziende). Nel 2013 abbiamo realizzato, tra l’altro, una campagna nazionale andata in onda sulle radio e in TV della RAI ( con un testimonial d’eccezione, Mario Tozzi ) per informare gli italiani su quali siano i rifiuti da conferire correttamente nel contenitore del vetro, per ottenere una raccolta differenziata veramente finalizzata al riciclo ( Bottiglia e vasetto, binomio perfetto. Per tutto il resto, cambia cassonetto! ). E pensiamo di continuare su questa strada anche nel 2014, potenziando ulteriormente gli investimenti nell’informazione e nella formazione. 

 

Cosa può fare la scuola, in questo campo, per diffondere la cultura del riciclo?
La scuola ha un ruolo educativo fondamentale, nei confronti dei cittadini e degli amministratori del domani. È per questo che, da molti anni, collaboriamo con il MIUR  (il ministero dell'istruzione) e con le scuole attraverso concorsi dedicati alle scuole primarie e secondarie, come quello appena conclusosi con successo e denominato Vetro&Food  (che abbiamo realizzato assieme ad Assovetro); oppure con strumenti dedicati agli studenti di scuole superiori e università. È importante creare una coscienza ambientale adeguata , inserendo in modo continuativo queste tematiche nei programmi scolastici di ogni livello.

 

Come rispondono i ragazzi ai temi dell’ambiente e del riciclo dei materiali?
Riscontriamo sempre – attraverso i Concorsi e gli interventi che da molti anni promuoviamo nelle scuole - tanto interesse, partecipazione e sensibilità . I ragazzi, una volta informati, finiscono spesso con coinvolgere ed “educare” a loro volta i genitori su questi temi. La qualità dei lavori che ci vengono presentati dalle scuole che aderiscono alle nostre iniziative è molto migliorata nel tempo. E questo dipende anche dall’impegno qualificato degli insegnanti, a cui va quindi un ringraziamento speciale . I dati ci dicono che, nel Mezzogiorno, i risultati della raccolta differenziata dei contenitori in vetro sono inferiori al resto d'Italia, ma la sensibilità che ci hanno dimostrato gli insegnanti, gli studenti meridionali e, presumiamo, le loro famiglie, ci rende ottimisti e ci induce pensare che grandi risultati si potranno avere se le strutture per la raccolta saranno all'altezza dell’impegno che manifestano i ragazzi.