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Intervista a Federica Abbate, la cantautrice…del fuori luogo!

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Ha scritto canzoni per Baby K, Fedez e la Francesca Michielin. Ora però Federica Abbate ha deciso di metterci la faccia e di cantare per sé stessa! Ecco l'intervista alla nuova promessa del Pop che si sente...come i fiori sui balconi!

Per anni ha "messo in bocca" le parole agli altri, ma adesso è pronta per cantare in prima persona la sua particolare visione del mondo!


 



Federica Abbate, classe 1991, è infatti nata come autrice di testi, firmando anche grandi successi come "Roma-Bangkok" cantata dal duo Baby K-Giusy Ferreri, "Amore Eternit" (Fedez) e "Nessun grado di separazione"  (Francesca Michielin). 



 



La musica però ha sempre fatto parte del suo essere fin da bambina, quando scoprì di avere un "orecchio assoluto" che le permetteva di riprodurre qualsiasi nota al primo ascolto, e ora Federica si sente preparata ad affrontare una nuova avventura "dall'altra perte" del microfono.



 



Il suo primo singolo "Fiori sui balconi" ha già riscosso un certo successo e noi di Focus Junior abbiamo voluto incontrare questa ragazza dagli occhi sognanti per farci raccontare le prime sensazioni di un mondo (apparentemente) tutto nuovo



La parola all'artista!


 



Come hai scoperto di avere “l'orecchio assoluto”?



I miei genitori mi avevano regalato come giochino un pianetto giallo, che tra l'altro ho ancora, con cui mi divertivo a riprodurre tutti i jingle pubblicitari che sentivo. Da lì i miei genitori hanno cominciato ad assecondare questa inclinazione. Papà all'inizio non era molto convinto di questa dote musicale, mentre mamma mi ha appoggiato fin da subito.



 



Come hai coltivato questo talento?



C'era una professoressa di piano, che avendo individuato in me questo dono, mi mise subito sotto a studiare, ma io non ero molto particolarmente adatta perché, proprio in virtù di questa capacità tendevo ad ascoltare i pezzi e a rifarli, più che a studiarli. Ciò mi lasciava un po' perplessa: “Caspita – mi dicevo - ho un dono ma sono un cane a studiare. Com'è possibile?”. Probabilmente per me il pianoforte non era il fine, ma il mezzo per creare qualcosa di mio.



 



Poi hai continuato ad applicarti?



Sì, diciamo che sono andata avanti a studiare il pianoforte con poca costanza, sempre frustrata dal fatto di non essere una brava esecutrice. Però ho continuato a scrivere. All'inizio erano canzoncine semplici poi al liceo ho cominciato a scrivere veri e propri testi, prima in inglese e solo successivamente in italiano.



Capitolo scuola


Quindi immaginiamo che a scuola nei temi fossi un drago...



Sì ero brava. Andavo forte nei temi e ovviamente in musica.



 



Materia preferita?



Allora ero un cane in matematica, anche se mi dicevano che la musica è tutto matematica. Però le note mi servivano per creare, quindi il principio con me non si applicava. Adoravo invece le materie umanistiche. Ho amato la filosofia e la storia.



 



Tu sei anche laureata giusto?



Sì, in sociolgia, 110 e lode yeeeeee!



Cambio di prospettive


Artisticamente sei nata come autrice, cioè una persona che scrive per altri. Come funziona questo mondo?



Funziona che tu inizi scrivendo canzoni. Poi, una volta completata l'opera, si cerca di capire se quel testo può essere adatto per un cantante piuttosto che per un altro. Certo, a volte devi scrivere su commissione per un cantante preciso e quindi lì devi studiare qualcosa di adatto per quel tipo di voce.



 



Come hai iniziato?



Dopo la laurea triennale ho vinto il concorso per autori della Universal “Genova per voi” e da lì è nato tutto. Avevo partecipato a qualche altro evento e in alcuni, come all'autorevole Premio Lunezia, non mi avevano nemmeno preso alle selezioni! Mi sono presa una bella rivincita dai...



 



Come autrice hai realizzato notevoli successi (il più famoso è il testo di “Roma-Bangkok”), ma ora hai deciso di cantare in prima persona. Com'è passare dall'altra parte?



È stato un processo lungo (4 anni N.d.R) che ha richiesto tanto tempo per poter mettere bene a fuoco quello che volevo fare e accumulare un bel po' di esperienza, soprattutto collaborando con grandi autori come Cheope ad esempio. Io non canto tanto per cantare ma perché voglio dire qualcosa, quindi mi è servito tempo per affinare la scrittura e sviluppare un modo tutto mio per esprimere le mie idee. La svolta è arrivata quando stavo preparando un pezzo con una scrittura molto particolare dal punto di vista melodico. Il mio produttore si accorse che “in Radio”, questo il titolo del testo si prestava bene ad un duetto tra un rapper, Marracash, e una cantante. Così, dopo aver riarrangiato alcune strofe, ci si è resi conti che la mia voce presentava un particolare legame con queste melodie. Ecco dunque che, con mia grande sorpresa, mi sono ritrovata a passare dalla mia camera dove componevo al pianoforte, a cantare sui palchi insieme a Marracash!





Cosa hai pensato al primo live?



La prima volta che ho cantato ero a “Quelli che il Calcio”: un trauma! Non avevo mai cantato nemmeno davanti ai miei genitori e lì ero in diretta nazionale! Poi mi sono sciolta...



 



Quindi dopo tanta esperienze, ecco la decisione di provarci da sola...



Ho preparato bene questo grande passaggio, anche perché i due mondi hanno matrici molto diverse: quando scrivi per qualcun altro devi comunque mettere dei filtri a ciò che dici, mentre quando ci metti la faccia hai una maggiore libertà, una maggiore verità. Ma anche più responsabilità, senza dubbio.



Un nuovo inizio!


“Fiori sui balconi” è il tuo singolo d'esordio da solista. Come è nata?



Nasce da un'idea che mi appartiene tantissimo, quella del “fuori luogo” e che quindi ho voluto fosse il mio biglietto da visita. In tutta la mia vita sono sempre stata fuori luogo: a scuola, ad esempio, non ero la ragazzina più composta e seriosa, ma al contrario vivevo un'emotività molto burrascosa e per questo spesso venivo giudicata un po' strana. Ci stavo male, soprattutto da bambina, anche perché molti insegnanti, quando vedono qualcuno così particolare, non tendono a parlarci. Fortunatamente non mi sono chiusa, né ho azzerato la mia personalità. Ho capito che nessuno di noi nasce perfetto e mi sono accettata così come sono: che c'é di male se mi metto a piangere perché un bimbo viene picchiato o se voglio salvare tutti gli animali?



 



E come ti trovi sui Social, dove ciò che mostri è in sostanza ciò per cui vieni giudicata?



Sui social si vuole spesso mostrare il lato più figo di noi, ma non penso che tutta questa perfezione sia vera. Io invece non sono mai stata né la più figa, né la più brava, quindi anche nell'approccio al social cerco mi mettere in comune quello che sono davvero.



 



Quale social preferisci?



Instagram. È il più immediato di tutti e ti permette di collegare il visivo al parlato, cosa che aumenta di molto la portata del messaggio. Twitter invece mi piace per rispondere e chattare con chi mi segue





Come ti collochi all'interno del panorama musicale?



Sono assolutamente pop, con delle sporcature hip hop, che è un po' quello che in America accade già da dieci anni



 



Che musica ascolti?



Adoro Sia, smatto per lei. La mia scrittura è molto influenzata da lei, anche perché lei è un esempio di autrice che è diventata cantautrice.



 



Cosa fai nel tempo libero?



Mi piace leggere, soprattutto poesie, e fare shopping!



 



Ora su cosa stai lavorando?



Eh non si può sapere. Se dico qualcosa poi dovrei ucciderti! Diciamo che sta arrivando un album che comporrà un piccolo puzzle del mio mondo interiore.



 



Viaggi?



Ultimamente no, però mi piacerebbe un sacco andare in Perù. O in Messico. O alle Galapagos. Dove c'è nessuno insomma!



 



ASCOLTA "FIORI SUI BALCONI"!



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