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Incendi in Australia: la situazione spiegata ai ragazzi

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Una catastrofica ondata d'incendi sta devastando le foreste australiane. Ma come mai si è verificato un tale disastro? Cos'ha favorito la diffusione delle fiamme? E perché la situazione rischia di peggiorare?

Dopo il rogo della foresta Amazzonica un'altra colossale serie di incendi sta interessando il continente australiano, con circa 8 milioni di ettari di foresta già ridotti in cenere, più o meno come Lombardia e Piemonte messi insieme (fonte: il Post), e ben 18 morti causati dalla letale combinazione di fumo e fiamme (da settembre il conto totale è di 28 decessi).

Ma cosa ha scatenato la terribile ondata di incendi in Australia? Ecco un piccolo riassunto.

CALDO E POCHE PIOGGE

Prima di tutto bisogna considerare che l'Australia si trova nell'emisfero opposto al nostro - detto proprio emisfero "australe" - e quindi, mentre noi stiamo vivendo la stagione invernale, nella terra dei canguri è appena cominciata l'estate.

Il periodo dunque, con temperature elevate e scarse precipitazioni, ben si presta al divampare d'incendi, ma quest'anno la situazione appare ancora più critica, poiché da qualche tempo è entrato in gioco un altro elemento da considerare: il cambiamento climatico!

Il surriscaldamento globale ha infatti "regalato" all'Australia un'estate particolarmente torrida, con la colonnina di mercurio che spesso si ferma oltre i 40°C. A ciò poi va aggiunto che sia la direzione dei venti antartici, sia la tardiva stagione dei monsoni a nord dell'Oceania hanno diminuito ulteriormente la quantità di precipitazioni nei mesi precedenti, lasciando dunque un territorio secco e arido.

ROGHI IN TUTTO IL CONTINENTE

La situazione dunque era fin troppo favorevole allo scoppio di molteplici incendi e infatti già da settembre il territorio australiano ha iniziato ad essere teatro di centinaia e centinaia di roghi che proprio in queste settimane hanno raggiunto il picco d'intensità.

Al momento circa 200 incendi sono ancora lungi dall'essere domati e in regioni come il Nuovo Galles del Sud e Victoria, tra le più colpite, centinaia di migliaia di chilometri quadrati sono andati in fumo.

IL PROBLEMA DELLA CO2 E LO SCATTO "ASTRONOMICO" DI PARMITANO

L'immane catastrofe ambientale non solo ha ridotto notevolmente la flora e la fauna australiana (si parla di quasi un miliardo di animali morti o feriti da fuoco e fumi tossici, ma come ha spiegato il New York Times le stime sono ancora tutte da verificare), ma anche portato alla distruzione di oltre 1.200 abitazioni, all'evacuazione di interi insediamenti e causato la morte di ben 28 persone (18 solo nei primi giorni del 2020).

A ciò si aggiunge poi l'ingente quantità di anidride carbonica rilasciata nell'aria. Le nubi provocate dalle fiamme hanno infatti raggiunto perfino la Nuova Zelanda, sporcando di marrone cielo e montagne innevate, e immesso nell'atmosfera oltre 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Queste cifre - diffuse dal Global Monitoring for Enviroment and Security dell'Agenzia Spaziale Europea - spaventano gli esperti poiché un tale quantitativo di CO2 di norma viene prodotto dalle 116 nazioni "meno inquinanti" nel corso un intero anno!

Come spesso accade però, ancor più di numeri e dati sono le immagini a restituirci la reale portata di ciò che sta accadendo in Australia. L'astronauta Luca Parmitano, attuale responsabile della Stazione Spaziale Internazionale, ha infatti pubblicato una serie di foto scattate proprio dal comandante a bordo del'ISS che mostrano con chiarezza le dense coltri di fumo che avvolgono ampie regioni del continente. La didascalia è emblematica: «Gli incendi in Australia: vite, speranze, sogni in cenere».

FINITA QUI? NON PROPRIO...

Al momento la situazione sta migliorando grazie anche alla diminuzione dei venti che propagavano le fiamme, ma la stagione secca è appena iniziata e le previsioni pronosticano il ritorno di temperature elevate che potrebbero ridare vigore ai roghi sparsi per il Paese.

POLEMICHE E INTERVENTI

In queste ore il governo australiano ha affiancato alle ordinarie forze vigili del fuoco e volontari oltre 3.000 riservisti, ossia persone addestrate all'azione che sono state richiamate in servizio proprio per fronteggiare questa emergenza. Eppure in tanti non sono soddisfatti del lavoro delle istituzioni.

L'Australia, purtroppo, negli ultimi anni non si è mostrata particolarmente attenta alla questione climatica e ambientale, continuando ad affidarsi massicciamente a risorse energetiche altamente inquinanti come il carbone. Inoltre il Primo Ministro Scott Morrison è accusato di aver atteso troppo prima di dichiarare lo stato d'emergenza e organizzare un deciso intervento al problema.

Il governo si è difeso affermando che in realtà gli incendi in Australia sono comuni durante l'estate.

LA FOTO DELLA NASA  E UNA PICCOLA PRECISAZIONE

Nel frattempo il mondo intero ha finalmente cominciato ad interessarsi ad una crisi, che sebbene si sia aggravata all'inizio dell'anno corrente, si protrae dalla fine di settembre.

In particolare ha avuto un forte impatto mediatico l'immagine diffusa dalla NASA in cui vengono mostrate le zone colpite dagli incendi "fotografate" dal satellite.

In realtà però la foto non è propriamente autentica: si tratta di un rendering, ossia una immagine digitale modificata in modo da rendere chiara ed immediata la comprensione di un concetto e di una situazione, in questo caso l'estensione dei roghi australiani. Dunque la foto è fake, ma non bugiarda perché rappresenta fedelmente una specie di collage di tutti gli incendi scoppiati - anche se non contemporaneamente - nell'ultimo periodo.

FONTE: NASA, CNN

Articolo aggiornato al 15 gennaio