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Il coronavirus spiegato ai ragazzi

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Il coronavirus spiegato ai ragazzi dal virologo Fabrizio Pregliasco: perché si chiama così? A che punto siamo del contagio? Come possiamo fare per difenderci?

L'origine dell'infezione da coronavirus: i pipistrelli

Il coronavirus ha avuto origine dai pipistrelli che per un contatto tra animali vivi e persone è passato all'uomo. Oggi si trasmette attraverso le goccioline respiratorie, quelle che noi emettiamo normalmente. Se siamo malati, queste goccioline contengono il virus in grande quantità.

Come ha fatto il coronavirus a passare dai pipistrelli agli uomini

Nel sud est asiatico c'è l’abitudine di stare a contatto con animali di specie diverse: in tante città per esempio vengono venduti animali vivi, nei mercati. Il contagio è stato casuale e dovuto al fatto di essere stati vicini ai pipistrelli infetti ed essere venuti accidentalmente a contatto con i loro fluidi e i loro escrementi.

Perché si chiama coronavirus

Il coronavirus appartiene a una famiglia di vari coronavirus che infettano diversi animali e sono tutti caratterizzati da una particolare struttura che si vede al microscopio elettronico: una corona alla superficie determinata da degli uncini che sono i ricettori, cioé gli agganci di questo virus alle cellule che poi vanno a infettare.

 

I bambini sono i meno colpiti

I bambini sono meno colpiti rispetto agli adulti, lo sono pochissimi bambini sotto i 15 anni. Quelli individuati hanno avuto solo tosse e un po' di naso chiuso, perché chi è più giovane ha un sistema immunitario più efficace.

Si può guarire
La stragrande maggioranza delle persone infette sta guarendo o comunque ha un decorso positivo. I casi più gravi sono i più anziani, in cui la polmonite è la causa principale del peggioramento delle loro condizioni, perché è un virus cattivo, entra nei polmoni, negli alveoli, non si ferma solo alla gola e alle altre alte vie aeree.

Pandemia o no?

Il coronavirus è un nuovo virus e tutta la popolazione mondiale non ha anticorpi, non ha una protezione come succede per l'influenza.

Temiamo che l'infezione si trasformi in pandemia, anche se la malattia di per se non è gravissima. Però si trasmette molto facilmente e quindi se non si attuano misure di contenimento si parlerà di pandemia, cioè la situazione in cui tutto il mondo viene colpito da un virus più o meno contemporaneamente.

Oggi però abbiamo laboratori di ricerca, strutture e conoscenze che ci faranno vincere questa battaglia.

Abitudini di igiene semplici e sempre valide

Bisogna lavarsi spesso e bene le mani con acqua e sapone per eliminare lo sporco ma anche i batteri e i virus che si incollano alla pelle.

Fare attenzione a chi è malato e a toccare oggetti che toccano tutti senza poi lavarsi le mani. Capita per esempio che stringiamo una maniglia e subito dopo appoggiamo le mani, senza accorgercene, sugli occhi o la bocca, che sono i punti più a rischio per il contagio.

Quindi, appena rientrati a casa dopo essere andati sui mezzi pubblici, o dopo l'intervallo, prima di tornare in classe, lavatevi sempre le mani.

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