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I tre moschettieri

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I tre moschettieri
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“Tutti per uno, uno per tutti”. Loro sono D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, i moschettieri del re.

Le loro avventure sono narrate per la prima volta nel romanzo di Alexandre Dumas I tre moschettieri. Le loro gesta, compiute a fil di spada, sopravvivendo a loschi intrighi, tradimenti e amori impossibili, fanno parte di una trilogia che l’autore francese ha scritto tra il 1844 e il 1850.

I tre moschettieri… o quattro

Ma perché si chiamano i tre moschettieri, quando alla fine sono in quattro? La confusione sul numero dei leggendari spadaccini deriva dal titolo del primo romanzo, appunto I tre moschettieri. Nel racconto, a sfoggiare il titolo di Moschettiere del Re sono soltanto Athos, Porthos e Aramis, mentre il protagonista, D’Artagnan è solo un apprendista con il sogno di avere anche lui il prestigioso titolo.

La trilogia

Quella dei Moschettieri è una vera e propria trilogia: dopo il primo romanzo, pubblicato nel 1844, Alexandre Dumas pubblicò il seguito, dal titolo Vent’anni dopo nel 1845 e l’ultimo, Il visconte di Bragelonne nel 1850. Al centro dell’azione c’è sempre il più giovane del gruppo, il sempre spavaldo D’Artagnan. Suo è il desiderio di diventare moschettiere, nonché il più grande spadaccino di Francia, in grado di oscurare la leggenda degli illustri Athos, Porthos e Aramis. Paradossalmente, mentre D’Artagnan è sempre in cerca di nuove avventure, i suoi compagni e modelli, invece, cercano di trovare una fuga dalla vita del moschettiere e per questo, al termine di ogni romanzo, i 3 cercano di accasarsi, diventando conti o duchi, e con delle terre da gestire, appendendo, finalmente la spada al chiodo.

I moschettieri storici

Quando si pensa ai moschettieri si immagina subito questi eleganti spadaccini con baffi e pizzetto, dai lunghi mantelli e il cappello piumato, pronti a dare battaglia a qualsiasi rivale, in nome del re o del loro amore. Un’immagine che è stata alimentata a più riprese dai numerosi film e cartoni animati dedicati ai protagonisti di Alexandre Dumas. In realtà, seppure i moschettieri vantassero delle doti di grandi spadaccini, l’istituzione della loro figura nell’esercito risale al 1550. I moschettieri erano definiti così perché armati di moschetto, tra le prime armi da fuoco del XVI secolo. L’utilizzo di questa nuova arma, fece sì che i moschettieri diventassero un reparto di fanteria all’interno dell’esercito stesso.

I film dei moschettieri

Dopo i romanzi, le gesta di Athos, Porthos, Aramis e D’Artagnan hanno trovato nuova vita proprio nel cinema. Le coreografie dei duelli, la tensione e l’epicità delle loro imprese sono entrate nel cuore di qualsiasi regista e spettatore, tanto che tutti conoscono il loro motto: “Tutti per uno, uno per tutti”.

Ad oggi, il numero di film dedicati alle imprese dei Tre Moschettieri sono circa una ventina, contando anche film per la tv e film vecchissimi, come quello del cineasta Mario Cesarini, primo regista ad aver portato i moschettieri al cinema nel 1909, circa 111 anni fa.

Le rivisitazioni delle avventure dei moschettieri su pellicola non hanno mai tradito le storie raccontate da Dumas, anche se, nei film, il finale cambia sempre e le gesta dei leggendari spadaccini cambia costantemente.

Che si tratti di film con attori in carne e ossa o di cartoni animati, nessuno resiste al fascino dei moschettieri e le loro interpretazioni sono davvero diverse tra loro: si passa da Topolino, Paperino e Pippo, che indossano il mantello blu per proteggere la regina Minni, in Topolino, Paperino e Pippo – I tre Moschettieri, del 2004, a Barbie, che insieme ad altre 3 ragazze, insegue il sogno di diventare un moschettiere, sul modello di D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, in Barbie e le tre moschettiere, del 2009.

A chiudere il cerchio delle 20 pellicole dei moschettieri, però, ci pensa il regista Giovanni Veronesi, con il film Moschettieri del re – La penultima missione, del 2018. Si chiude un cerchio perché così come un secolo prima era stato un regista italiano, Mario Cesarini, ha raccontare al cinema i moschettieri di Dumas, 111 anni dopo i leggendari spadaccini vengono proposti proprio dal cinema italiano.