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I consigli che danno ai cantanti di Sanremo vanno bene anche per dare il meglio a scuola

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"Rubiamo" i consigli che danno gli esperti ai cantanti che si esibiscono a Sanremo per parlare meglio davanti al prof.

Il prof che chiama il vostro nome, il silenzio in classe, gli occhi dei compagni puntati su di voi e la tensione che precede l'interrogazione. Vi sentite in ansia vero? E' più o meno quello che provano anche i cantanti di Sanremo prima di esibirsi sul palco (memo: la prima serata di Sanremo 2018 sarà domani, martedì 6 febbraio, alle 20.45 su Rai 1). Anche loro, a causa dell'ansia,  rischiano "stecche", brutti voti e giudizi che non fanno certo bene alla carriera (e all'autostima).

 

Come mai, anche se siamo preparatissimi, viviamo le prove, sul palco o in classe, come se il fallimento fosse dietro l'angolo?

 

 

Lo spiega Marina Osnaghi, prima master certified coach in Italia (cioè una persona esperta nell'affrontare le difficoltà della vita): “Il fallimento è pesante, il successo è bellissimo e desiderato. Eppure entrambi hanno una cosa importante in comune: il peso della performance. Essere all’altezza del risultato e delle aspettative non è facile, viviamo in un mondo che cerca di cancellare le sconfitte e privilegiare le vittorie, con modelli sociali che esaltano la capacità dell’individuo di vincere ed ottenere consenso generale, fama e denaro. Se hai successo devi continuare ad averlo, se fallisci hai fatto male e devi assolutamente smettere. Le aspettative, personali e degli altri, sono in agguato e le vedi negli occhi di chi osserva e giudica.  Si vorrebbe sempre essere dei vincenti, mentre siamo esseri umani che hanno diritto di sbagliare o vincere”.

E allora "rubiamo" i consigli di  Marina Osnaghi per i cantanti di Sanremo; per lasciare l'ansia a casa e salire sul palco dell'interrogazione con serenità e scioltezza, accettando cioè anche un possibile fallimento.

 

10 consigli per vincere l'ansia prima di una prova

Prima di ogni performarnce, che può essere anche il saggio di ballo, per esempio, ripetere:

1. Sono ciò che sono, non ciò che faccio: soprattutto non sono ciò che il mondo esterno mi dice che devo essere.

2. L’impegno a fare del mio meglio è un must: eppure più del mio meglio non posso fare.

3. Le situazioni sono sempre sia bianche che nere con molte sfumature in mezzo: ricercare gli assoluti difficilmente corrisponde alla vita vera (riassumendo: la perfezione non esiste, ndr).

4. Nella più grande gioia può esserci tristezza e viceversa.

5. Le critiche e le lodi a volte sono affrettate e soggettive.

6. Cosa posso perdonarmi oggi? Non posso essere perfetto e gli errori sono l’unico modo per apprendere: devo fare esperienza e rischiare l’errore.

7. Avere paura o provare emozione è normale, le emozioni mi spronano a fare, senza non sono in grado di agire: do il benvenuto a me, così come sono, alle persone che ho di fronte, alla sfida che ho davanti.

8. Il successo pesa quanto la sconfitta: il dovere di far bene è una voce che non si spegne mai.

9. Cosa mi sta mettendo in crisi? Nei momenti di critica cerca di fare qualcosa, anche piccolo, che ti aiuti ad uscire dai guai: qual è il primo passo da fare?

10. Dopo ogni esperienza chiedetevi: cosa ho imparato che mi può essere utile per il futuro? Cosa voglio rifare di quello che ho fatto? Cosa voglio smettere di fare perché non serve?