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Huaorani una tribù dell’Amazzonia

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Dormono sulle amache in grandi capanne, credono nella “grande anaconda”, usano frecce avvelenate per cacciare le scimmie... Benvenuti tra gli Huaorani

Vi piacerebbe vivere seminudi nella foresta amazzonica, con tutti i familiari (anche nonni, zii e cugini) in una grande capanna dove si riposa su amache dondolanti, senza dovere andare a scuola? E avere pappagalli addomesticati, fare la gara a salire sugli alberi, raccogliere frutti selvatici, pescare nei ruscelli e adoperare lunghe cerbottane con freccette avvelenate? Se sì, dovreste vivere fra gli Huaorani, 4 mila indiani presenti nelle vicinanze del Rio Napo, in Ecuador.

Abitazione
Credits: Ipa


Cacciatori di scimmie

Da loro ci si sposa anche a 13 anni e al maschio tocca lasciare i suoi per stabilirsi dai parenti di lei (leggi “dalla suocera”). Gli Huaorani cacciano scimmie, uccelli e pecari, sorta di cinghiali, colpendoli con freccette al curaro, un veleno che paralizza ricavato da tre specie di liane. Ma non toccano gli animali carnivori e i serpenti, ritenuti spiriti incarnati della foresta. Quando uno Huaorani muore, si trova di fronte, nella foresta dell’Aldilà, a una grande anaconda. Se in vita si era comportato bene, lei lo lascia passare. In caso contrario lo mangia.



Huaorani people
Credits: Ipa


Lo sciamano


Huaorani people
Credits: Ipa


 

Gli Huaorani si affidano allo sciamano, un “medico-sacerdote” in contatto con il “sacro giaguaro”e che credono addirittura capace di trasformarsi nel felino. Essere Huaorani porta a conoscere le specie animali e vegetali della foresta, oltre a miti suggestivi, ma ha anche alcuni svantaggi, come l’alta mortalità infantile e il rischio di morire giovani in imboscate.Sono frequenti infatti le faide con le tribù vicine. E spesso gli Huaorani si scontrano con le compagnie del legname e delle trivellazioni petrolifere che li chiamano con un termine locale Aucas (selvaggi). Queste hanno ormai invaso illegalmente due terzi del loro territorio tradizionale, in gran parte nel Parco nazionale Yasunì. Chi sono allora gli incivili?