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Giro d’Italia: storia e curiosità

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Maggio è il mese del Giro d'Italia, una delle competizioni sportive più antiche e gloriose del nostro Paese. Scopri origine, vincitori e curiosità su questo grande evento!

Il Giro d'Italia è una delle manifestazioni sportive di maggior prestigio del nostro Paese, la cui storia (nel 2019 si tiene la 110ª edizione) affonda le radici in un passato in cui il ciclismo era il vero sport nazionale, più importante persino del calcio!

DI CHE SI TRATTA?

Il Giro d'Italia è una corsa ciclistica maschile a tappe che di norma si tiene nelle prime tre settimane di maggio. Benché organizzata in Italia, all'evento partecipano sportivi di tutte le nazionalità. Per questo il Giro è considerato uno delle tre grandi corse europee a tappe insieme al Tour de France e la Vuelta spagnola

Il tragitto della gara varia di anno in anno e attraversa gran parte dello Stivale, tra salite di montagna (vero fiore all'occhiello della manifestazione) e tratti pianeggianti. A volte il percorso "sconfina" anche in altri Paesi per scopi promozionali o ricorrenze particolari.

Di solito l'ultima tappa si tiene a Milano, ma questa non è una regola assoluta: quest'anno, ad esempio, il Giro si concluderà nella bella Verona.

110 ANNI DI STORIA

L'evento venne istituito dalla Gazzetta dello Sport il 24 agosto 1908 e la prima edizione partì il 13 maggio del 1909. La corsa prevedeva 8 tappe e 2.448 chilometri. Il primo, storico vincitore fu Luigi Ganna, che si aggiudicò il premio in denaro di 5.250 lire, che allora erano bei soldi (più di 100.000 euro dei gironi nostri).

Da allora il Giro si è sempre corso, ad eccezione delle tragiche parentesi delle due guerre mondiali, quando l'Europa era terra di morte e anche gli sportivi dovevano imbracciare le armi per combattere nei rispettivi eserciti.

Nei decenni, nonostante la passione per la bicicletta fosse stata sostituita da quella per il pallone, il Giro d'Italia ha regalato imprese epiche e rivalità leggendarie come il dualismo tra Fausto Coppi e Gino Bartali, due tra i più importanti sportivi italiani che tra gli anni '30 e '50 si contendevano il primato nazionale e internazionale su bici.

LA MAGLIA ROSA (E GLI ALTRI COLORI)

Il simbolo più distintivo del Giro - e che ormai è entrato nel nostro linguaggio quotidiano - è la Maglia Rosa, indossata dal leader di classifica generale (che può cambiare nel corso della gara).

Tale indumento dal colore acceso venne introdotto nel 1931 dal giornalista sportivo Armando Cougnet. Il rosa ovviamente fu scelto per omaggiare le pagine della Gazzetta dello Sport, che dal 2 gennaio 1899 viene stampata appunto su carta rosea.

Ma la maglia rosa non è l'unica del giro. Ci sono altri tre colori:

  • Maglia Ciclamino: indossata dal leader della classifica a punti che vengono raccolti sul traguardo finale e ai traguardi volanti (ossia il corridore con più punti nei traguardi intermedi e sugli arrivi)
  • Maglia Azzurra: indossata dal leader della classifica di montagna (ossia il corridore che conquista più punti sulle cime)
  • Maglia Bianca: indossata dal miglior giovane (Under 25) piazzato in classifica generale.

ALTRE CURIOSITÀ

Vittoria e dolori
Il primo Giro d'Italia fu una corsa dai tratti veramente epici, ma quando il fresco vincitore Luigi Ganna venne avvicinato dai giornalisti per una dichiarazione sull'impresa appena compiuta, la risposta non ebbe proprio i toni altisonanti che ci si aspetterebbe.

Ganna infatti, lombaro D.O.C. alla domanda su cosa provasse in quel momento rispose con uno schietto: «me brüsa tanto el cü», traducibile con un "mi brucia molto il deretano".

D'altronde i sellini di allora non erano comodi come i nostri!

Incidenti
Nella storia secolare del Giro sono stati molti gli incidenti, alcuni anche piuttosto gravi. Il più strano però forse fu proprio quello occorso durante la primissima edizione: Giovanni Rossignoli, terzo classificato nella graduatoria finale, non riuscì a concludere una tappa perché venne investito... Da un cavallo!

Maglia Nera
Dal 1946 al 1951 venne introdotta anche la Maglia Nera, destinata all'ultimo in classifica. Nonostante l'apparente "disonore" però, la maglia era anche accompagnata da un premio di consolazione in denaro e qualche atleta si attardava apposta per rifarsi della sconfitta con qualche banconota in tasca.

I furbetti
Nei primi decenni di storia del Giro, quando ancora non c'erano tutte le telecamere e riprese di adesso, non era insolito che qualche corridore provasse a barare: nel 1909 quattro ciclisti vennero squalificati per per aver percorso il tratto Bologna-Chieti in treno, mentre ne 1914 altri tre corridori - tra cui il vincitore di quell'edizione, Alfonso Calzolari - si attaccarono ad un auto per percorrere una salita!

Orgoglio "rosa"
Nel 1924, seppur tra molte polemiche, prese parte al Giro d'Italia anche Alfonsina Strada.

La pioniera della parificazione tra uomini e donne nello sport è tutt'oggi l'unica sportiva di sesso femminile ad aver partecipato al Giro.

Plurivincitori

I corridori che hanno vinto più edizioni sono stati gli italiani Alfredo Binda (1925, 1927, 1928, 1929, 1933) e Fausto Coppi (1940, 1947, 1949, 1952, 1953) e il belga Eddy Merckx (1968, 1970, 1972, 1973, 1974)