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Gioco racconto | Consigli e cioccolatini

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Per tutti voi focusini ecco la storia di Nina che va alla festa di compleanno di Giovannino. È il primo racconto che finisce come volete voi. Leggetelo e dite la vostra!

Questo racconto si intitola "Consigli e cioccolatini".  È   la storia di Nina che va alla festa di compleanno del suo amico Giovannino. Ed è una storia dai mille finali, quelli che decidete voi. L eggete il racconto, riflettete e scrivete nei commenti come,  secondo voi,  potrebbe finire. Non vi basta? Dite quale finale vi piace più di tutti!
E tornate a leggere questa pagina. La prossima settimana pubblicheremo il finale scritto da Silvia!

 

Consigli e cioccolatini

Dodici anni. Prima media. Secondo invito a una festa.
Esco di casa armata di buoni propositi e con la speranza di stabilire un contatto  con i miei nuovi  compagni di classe. 
«Regola numero uno: mai presentarsi a mani vuote , regola numero due: contegno decoroso», così dice mia madre.
Giovanni, detto Giovannino , biondissimo, denti grossi, occhi turchesi, è il festeggiato.
Mi presento alla festa in compagnia delle due regole di mia madre e di una scatola di cioccolatini.

 

La madre di Giovannino mi invita a entrare:  profuma di pere cotte , ma di quelle costose, e ho l'impressione che in realtà, anche se mi guarda, non mi veda. 
«Raggiungi pure gli altri,» mi dice,  « sono tutti nel salone che giocano ormai da un pezzo, mia cara Nina... »  mi dice sospirando.

 

Sono arrivata in ritardo? Ho capito male l’ora?   Non c’è cosa peggiore che arrivare in un posto dove c’è qualcosa da fare che gli altri hanno già iniziato a fare. 
Mi faccio coraggio ed entro nel salone trattenendo inconsciamente il respiro , cammino su un terreno minato che può esplodere da un momento all'altro. Saluto i miei compagni di classe ma nessuno risponde. 
Mi siedo sul bordo del divano vicino al'ingresso del salone , in caso d’incendio sarei riuscita a scappare.  La plastica sottile del sacchetto che aderisce alla mia mano mi ricorda la scatola di cioccolatini:  appoggio il sacchetto a terra, mi guardo attorno  ma non vedo altri sacchetti o pacchetti in omaggio al festeggiato e sento che è arrivata l'ora, devo iniziare a fare qualcosa, qualsiasi cosa, ad esempio divertirmi.

 

Divertirsi non vuol dire ridere

Ho scoperto che una delle radici della parola, forse quella che deriva dal latino,  divertere, significa anche  “fare qualcosa di diverso” , senza alcun riferimento a risate, frizzi e lazzi. Possibile?  E allora dai che inizio a “divertirmi” e  chiedo a Giovannino cosa sta succedendo .  « Il gioco è già cominciato, dovevi arrivare prima! » .

 

Ma improvvisamente tutti si bloccano,  si tolgono le scarpe e iniziano a saltare sui divani bianchi . Giovannino mi fa un cenno, andiamo, dai!  Eccomi, sono pronta, cosa sarà mai togliersi un paio di scarpe? Ma  mentre tento di sciogliere i nodi delle stringhe  ho come l’impressione che tutti si stiano fermando, apposta, per guardare le mie scarpe, che  sono di seconda mano e non sono neanche del mio numero .
Rallento, sperando che succeda qualcosa che possa distogliere la loro attenzione da me, e   mi sembra che tutto il mondo si sia fermato a osservarmi . Ma mi guardo attorno e mi accorgo di  quello che sta REALMENTE accadendo: nessuno mi sta guardando , nessuno, tantomeno, è interessato alle mie benedette scarpe.  Nessuno
Loro continuano a saltare, come e più di prima. Meglio così.  Ho caldo. Voglio togliere il giaccone ma non so dove metterlo.  Il tempo passa e arrivano miracolosamente le cinque , l’ora in cui mia madre mi ha imposto di tornare a casa:  devo trovare il coraggio di tirare fuori la voce per dire che vado...

 

Come finisce la storia di Nina? Che cosa accade adesso? Scrivete il vostro finale nei commenti e poi diteci quale finale vi piace di più!