Donna Moderna
FocusJunior.it > News > Giocare con gli amici: quanto è importante?

Giocare con gli amici: quanto è importante?

Stampa
Giocare con gli amici: quanto è importante?
pixabay

Giocare con gli amici è importante perché rende felici: gli scienziati creano una lista di dieci buoni motivi per stare insieme agli altri.

Perché giocare con gli amici è importante? Ve lo siete mai chiesto, quando i vostri genitori vi "costringono" a partecipare a un campus estivo anche se voi, finita la scuola, preferireste stare a casa a riposarvi?

Perché stare per forza insieme a ragazzi e ragazze della tua età, all'aperto, rinunciando per qualche ora ai videogiochi?

Gli scienziati hanno dato una risposta a queste domande: anzi, ne hanno date ben dieci. Alcuni esperti del settore si sono riuniti per scrivere un elenco di dieci buoni motivi per giocare e lo hanno chiamato Manifesto del gioco attivo, perché il gioco ATTIVA tutto, non solo il corpo, ma anche il cervello e le emozioni rendendoti una persona soddisfatta e felice.

I dieci principi del gioco

1. GIOCARE AIUTA A GESTIRE LE EMOZIONI
Giocando dai forma a quello che hai dentro. Scopri che sei fatto di emozioni, spesso un più confuse, ma col gioco attivo impari a gestirle e a riconquistare un equilibrio naturale tra corpo e mente.

2. METTERE IN GIOCO I NOSTRI SENSI
Quando giochi tocchi, senti, guardi, annusi e gusti: esplori il mondo con i miei cinque sensi. Riscopri
la ricchezza e l’importanza di interagire con la natura e ciò che ti circonda e scopri anche come sei fatto tu, cosa ti piace e cosa non ti piace.

3. GIOCARE È PARTECIPAZIONE
Quando giochi con gli amici, ma anche con i famigliari, riscopri il piacere non solo di stare con gli altri ma anche con te stesso. Impari a rispettare gli altri, a vivere arrivando a compromessi tra opinioni diverse, accordi e a capire quanto è importante avere amici con cui parlare e che ti proteggano nei momenti giù.

4. SBAGLIARE FA PARTE DEL GIOCO
Il gioco è uno spazio libero da ogni giudizio, dove anche gli errori racchiudono nuove possibilità e
opportunità. Quindi puoi sbagliare senza provare ansie, sperimentare, provare, trovare soluzioni. Così impari a non arrenderti, a gestire i momenti no, sviluppando la tua autostima, cioè il fatto di... riconoscere quanto sei fantastico così come sei.

5. STARE INSIEME È UN GIOCO CHE SI IMPARA
Giocare ti insegna a relazionarti e a convivere con gli altri. Impari a rispettare le regole e a
comprendere quello che le persone al tuo fianco provano e pensano.

6. CHI PIÙ GIOCA MEGLIO STA
Giocare fa stare bene, lo dicono anche gli scienziati dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute). Giocare all’aperto contribuisce alla tua salute.

7. LA SCOPERTA DI SÉ È UN GIOCO
Giocando sei libero di esprimere te stesso senza limiti: scopri chi sei, i tuoi limiti e le cose che sai fare bene. Costruisci la tua personalità e sviluppi il tuo cervello.

8. IO GIOCO: TEMPO INDICATIVO PRESENTE
Il gioco vive nel presente. Non si rifugia nel passato, non si preoccupa del futuro. Giocare
insegna a stare qui e ora, a fermarti, aspettare, concentrarti e smettere di rincorrere il tempo.<

9. GIOCARE TRASFORMA
Giocare sviluppa la fantasia e la creatività: osservi la realtà, inventi e immagini mondi fantastici, fai finta di vivere  vite e ruoli differenti, essere qualcun altro. Ogni cosa può essere trasformata.

10. IL GIOCO È L’INIZIO DI UN MONDO MIGLIORE
Nel gioco la diversità è accolta e valorizzata. Ciascuno può essere sé stesso: le differenze - di età,
sesso o cultura – non sono un ostacolo ma una ricchezza. Giocare aiuta tutti, piccoli e grandi, a trovare punti in
comune con gli altri. Fa scoprire il valore di un mondo più giusto in cui ogni forma di vita è importante.

Il Manifesto del gioco attivo è realizzato da un comitato scientifico composto da esperti del settore infanzia e giovinezza: Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano; Laura Pomari, psicomotricista e antropologa culturale; Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta, Barbara Tamborini, psicopedagogista e scrittrice.