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Gilet gialli: chi sono? Scopriamolo in 5 punti

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Gilet gialli: chi sono? Scopriamolo in 5 punti
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Sabato 17 novembre le strade di tutta la Francia sono state bloccate da manifestanti che indossavano gilet gialli, per protestare contro l’aumento dei prezzi del carburante. I contestatori, riconoscibili proprio dai gilet gialli, hanno manifestato contro il governo francese. Purtroppo, non sono mancati scontri e anche incidenti mortali.

Perché il nome gilet gialli?

Avete presente quei gilet che ogni automobilista è obbligato a indossare nel caso la macchina abbia un guasto per strada? Ecco, i manifestanti hanno indossato proprio quei gilet ad alta visibilità, di colore giallo per dar voce alla loro protesta. E così, sabato 17 novembre, circa 2.000 manifestanti hanno bloccato le strade francesi.

Per che cosa protestano?

La protesta è nata contro il governo per l’elevato costo del carburante, che negli ultimo tempi è aumentato molto. Dovete sapere che quando si acquista la benzina o il diesel per la macchina, succede anche in Italia, una parte dei soldi che si spendono vanno allo Stato sotto forma di tasse. La protesta dei gilet gialli nasce proprio per questo, perché l’uso dell’auto per molti è una necessità e non un lusso, soprattutto per chi abita in zone non servite dai mezzi e non sa come raggiungere i luoghi di lavoro o altre città.

 

I gilet gialli hanno un leader?

In realtà non esiste un capo, i manifestanti che sabato scorso hanno bloccato le strade francesi si sono organizzati attraverso i social network come Facebook. Anzi, i gilet gialli ci tengono a precisare che non hanno un’appartenenza politica.

 

I gilet gialli che cosa hanno ottenuto finora?

Per ora hanno fatto molto parlare di sé e molti Paesi, tra cui l’Italia, hanno portato a conoscenza le rivendicazioni. Sicuramente hanno creato qualche disagio alla loro nazione; infatti sono stati cancellati incontri sportivi, molti francesi non sono riusciti a partire per il fine settimana, molti negozi sono rimasti chiusi… E, soprattutto, i social network hanno fatto la loro parte: pensate ci sono stati oltre 1 milione di tweet su quest’argomento. Purtroppo, però, non sono mancati gli incidenti: sono 229 le persone ferite. Non solo, in una cittadina della Savoia, un’auto ha forzato un blocco stradale dei gilet gialli e una manifestante è rimasta uccisa da una donna che stava accompagnando la figlia più piccola dal medico. Spaventata dai manifestanti che hanno circondato la sua auto, impaurita e presa dal panico, ha accelerato uccidendo così una manifestante.

 

Che cosa succederà?

Ieri mattina, lunedì 19 novembre, c’erano circa circa 350 posti di blocco dei manifestanti, che oltre a bloccare le strade hanno isolato i depositi di carburante. Nonostante le proteste, il primo ministro Éduard Philippe, intervistato alla tv, ha detto che il governo capisce la rabbia dei gilet gialli, ma non intende abbassare le tasse sul carburante. L’unica cosa certa, ora, è che tutti i francesi condividono la lotta dei gilet gialli.