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La formula scientifica dei tormentoni musicali

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I tormentoni estivi hanno una formula "magica". O meglio scientifica. Lo rivela una ricerca americana.

Ascolti la nuova canzone di Ariana Grande e ti piace subito, tantissimo, preciso come una formula scientifica. Ma perché ti piace COSi' tanto?  Un nuovo studio pubblicato sul giornale on-line Frontiers in Human Neuroscience, ha cercato di scoprire perché preferiamo una canzone ad un'altra, studiando la struttura armonica dei tormentoni estivi.

Il tormentone più tormentone di tutti
Despacito di Luis Fonsi è più visto di sempre su YOUTUBE: ha superato l’incredibile cifra di 5 miliardi di visualizzazioni, superando See You Again” di Wiz Khalifa e Charlie Puth (3.49 miliardi) e “Shape Of You” di Ed Sheeran, 3.41 miliardi.

La formula scientifica DOC.

Secondo Norberto Grzywacz, professore di neuroscienze e fisica, che ha condotto questa ricerca presso la Georgetown University, Washington (USA), "le canzoni più popolari tendono ad includere accordi relativamente rari, che creano una "sorpresa" armonica.
L'effetto di questa sorpresa nel cervello di chi ascolta è enfatizzato ancora di più da alcune parti del brano che invece contengono accordi molto comuni.

Quando arriva questa sorpresa, e cioè quando il brano improvvisamente si discosta dalle aspettative di chi l'ascolta, genera una piacevole risposta di ricompensa nel cervello, aumentando quindi le probabilità di successo di quella canzone.

Armonia più sound: la fornula scientifica perfetta
Tiziano Ferro lavora al nuovo disco insieme a Timbaland, autore e produttore, tra gli altri, di J-Ax, Justin Timberlake, Madonna, Rihanna.
Credits: Universal Music

Ma non è solo l'elemento sorpresa che fa di una canzone un tormentone, ma anche il ritorno alla normalità.

"Il cervello gode di sorpresa solo fino a un certo punto" spiega il prof. Norberto Grzywacz, perché dopo la sorpresa il cervello richiede un ritorno alle emozioni che sa controllare meglio. "Quindi, il rilascio della tensione e il ritorno ad accordi riconoscibili è segnalato dai centri di ricompensa in maniera altrettanto positiva dell'effetto sorpresa".

Come è stato condotto lo studio

Sarà tormentone?
Il nuovo disco di Alvaro Soler
Credits: Universal Music

Lo studio ha analizzato gli accordi  di 545 canzoni che sono entrate negli American Billboard Hot 100 tra il 1958 e il 1991, la classifica americana dei successi migliori . Il professor Grzywacz ei suoi colleghi misurano quanto lontano gli accordi della canzone hanno deviato da quello che ci si aspettava: "Abbiamo analizzato la canzone al primo posto nella classifica settimanale Billboard Hot 100 per confrontare i suoi accordi con le altre di minor successo", afferma il professor Grzywacz.

I super eroi combattono, si sfidano, si allenano a diventare forti contro il male per difendere i più deboli. Ci vogliono i super eroi, anche nel mondo reale. E un po' lo siamo tutti.
I super eroi combattono, si sfidano, si allenano a diventare forti contro il male per difendere i più deboli. Ci vogliono i super eroi, anche nel mondo reale. E un po' lo siamo tutti.

Fabio Rovazzi, 24 anni, ha scoperto la sua formula scientifica personale con Andiamo a comandare.

Il professor Grzywacz spiega dove la ricerca sta andando avanti: "Il nostro gruppo sta prendendo questa linea di indagine in molte direzioni. Stiamo valutando se la sorpresa armonica abbia una memoria storica". Per esempio se Mozart vivesse oggi, avrebbe lo stesso successo che ha avuto secoli fa? Probabilmente no, anche se le sue composizioni musicali erano perfette.

La ricerca continua: la formula scientifica dei tormentoni cambierà?

NO TEARS LEFT TO CRY
Il nuovo singolo di Ariana Grande, grande esperta di tormentoni.
Credits: Universal Music

Il gruppo di ricerca spera anche di misurare l'effetto della sorpresa armonica: quanto deve essere "grande" per fare una canzone popolare?

"Abbiamo composto musica artificiale che ha diversi livelli di sorpresa e contrasti tra le sezioni di sorprese alta e bassa. I volontari valuteranno la preferenza per questi pezzi di musica, per cercare di capire quanto questi fattori influenzino realmente le loro scelte", afferma il professor Grzywacz.

"Il nostro obiettivo è quello di utilizzare i risultati della ricerca per sviluppare una teoria generale di come il cervello sperimenta la bellezza nell'arte".