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Fischiare e non parlare? Molti popoli comunicano così

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Fischiare e non parlare? Molti popoli comunicano così
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Fischiare? Non lo fanno solo agli uccelli. Ci sono popoli che parlano attraverso i fischi. Qual è il vantaggio? Essere uditi anche a diversi chilometri di distanza

CHE COSA SONO LE “LINGUE FISCHIATE”?

Perché fischiare? Mentre la gran parte del mondo comunica attraverso le parole, esistono ancora delle persone che invece utilizzano soprattutto fischiare. Si tratta appunto delle "lingue fischiate", oggi mezzo di comunicazione circa settanta piccole comunità nel mondo. Con le lingue fischiate si riesce a dialogare a grandissima distanza, e lo si faceva fin dall’antichità.

Già Erodoto, circa 2500 anni fa, le cita nelle sue “Storie”. Nonostante ciò, i linguisti le hanno scoperte da non molto tempo, quando ormai esse viaggiavano già verso l’estinzione. Oggi che gli specialisti le conoscono, c’è una speranza che restino in vita. Adesso come ieri, fischiare per parlare è utilizzato soprattutto dai popoli che abitano in territori montuosi o all’interno delle foreste poco popolate.

Ma chi le usa, non conosce la lingua parlata? No, non è così. Diciamo che il fischio è un completamento della lingua parlata.

ISOLE CANARIE: IL SILBO GOMERO

Alle Isole Canarie esiste tutt’oggi, e da tanti secoli, “El Silbo Gomero” è una comunicazione basata sul fischio utilizzata dalla popolazione dei Guanci. Situati tra i monti, essi riescono a comunicare con questa lingua fischiata anche ad una distanza di dieci chilometri! È una lingua che sino a poco più di trent’anni fa era a rischio di estinzione. Per questa ragione, oltre ad una grande intensificazione degli studi relativi ad essa, le scuole di La Gomera l’hanno inserita tra le materie di insegnamento, cosicché anche i bambini delle elementari e delle medie, adesso, la conoscono e la parlano alla perfezione. Nel 2009 il Silbo Gomero è stato inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio Culturale immateriale dell’umanità. È l’unica lingua fischiata al mondo parlata da una folta comunità (22.000 abitanti). Già nell’antichità vari storici la citarono, e l’equipaggio di Jean de Béthancourt, alla conquista delle Canarie, la menziona nel 1402 nei diari di bordo, dicendo che i Guanci la parlavano “con due labbra come se non avessero la lingua”.

DALLA TURCHIA AL MESSICO, PASSANDO DALLA GRECIA E DALL’AFRICA

Oltre alle Isole Canarie, vi sono altri luoghi nel mondo in cui vengono utilizzate le lingue fischiate. In Turchia, nel territorio di Kuskoy, la lingua fischiata viene chiamata “lingua degli uccelli”. Ma ne esistono nei Pirenei francesi, in Messico presso i Mazatechi, in Cina nella regione dello Yunnan. In Africa, in alcune popolazioni, per comunicare si usano dei fischietti fatti a mano. In Grecia, nell’Isola di Evia, nel villaggio di Antià, sopravvive tutt’oggi la “sfyrià”, un’antichissima lingua fischiata. Esistono poi quelle di Gaviao in Amazzonia, quelle dei Hmong e degli Akha nel sud-est asiatico, quella degli Yupik nello Stretto di Bering. In tutte queste lingue il fischio ricalca gli elementi fonetici della lingua parlata. Nella Cina antica l’arte del fischio per comunicare era una tecnica taoista.

PERCHÉ IL FISCHIO E NON LA PAROLA?

Vi chiederete perché in queste comunità si usi il fischio. Semplice: con la lingua fischiata si può comunicare fin quasi a un chilometro di distanza; un grido non va oltre i 200 metri, mentre il linguaggio parlato ad alta voce non supera i 40. Ma non è solo per questo motivo che la si usa: essa è protagonista anche di certi rituali, e non è comprensibile da eventuali estranei presenti. Per salvare il Silbo Gomero delle Isole Canarie, patrimonio dell’umanità Unesco, non solo lo si insegna nelle scuole, ma sono stati attivati corsi specializzati per farlo imparare a chiunque lo desideri. Inoltre, attraverso le lingue fischiate, i neurobiologi stanno studiando le capacità cognitive del cervello umano e l’elaborazione delle informazioni attraverso l’udito.

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