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Proteggiamo l’ambiente: a Favara la prima scuola che rinuncia alla plastica

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Proteggiamo l’ambiente: a Favara la prima scuola che rinuncia alla plastica
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L'istituto scolastico “Bersagliere Urso” del paesino in provincia d'Agrigento ha detto addio alle bottiglie di plastica: gli alunni si disseteranno usando borracce d'alluminio. La decisione apre la campagna ecologica dell'associazione "Marevivo"

La rivoluzione che vuole liberare le scuole italiane da materiali nemici dell'ambiente è partita da Favara, piccolo paese in provincia di Agrigento dove l'istituto comprensivo “Bersagliere Urso” ha scelto di rinunciare per sempre a bottiglie e bicchierini da caffè in plastica.

NOVITÀ ECOSOSTENIBILI

Il nuovo corso green è cominciato a metà febbraio con l'adozione di 300 borracce d'alluminio, riutilizzabile all'infinito, e nuovi bicchierini in carta per le pause caffé di docenti e personale scolastico.

Gli studenti del "Bersagliere Urso" quindi potranno dissetarsi senza ingolfare ulteriormente l'ambiente con altra plastica da riciclare!

Il gesto infatti è tutt'altro che puramente simbolico. Una classe consuma in media quattromila bottiglie di plastica all'anno; moltiplicate per tutte le classi che formano un istituto scolastico medio italiano, la quantità di materiale plastico da smaltire diventa davvero enorme.

Insomma, l'ambiente ne risente eccome!

L'ADESIONE A "MAREVIVO"

Ecco perché la scuola siciliana, seguita a ruota dal "Quasimodo" di Agrigento, ha deciso di aderire all'appello #StopSingleUsePlastic, la campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Marevivo Onlus, che dal 1985 si batte per un mare più pulito.

«Questa iniziativa è stata accolta con entusiasmo da docenti, dirigente, sindaco, alunni e genitori. Ci auguriamo che l’istituto di Favara farà da apripista non solo per le altre scuole siciliane – ha dichiarato Fabio Galluzzo, responsabile della Delegazione regionale Sicilia di Marevivo – ma anche per tutti gli istituti italiani. Le nuove generazioni ci stanno chiedendo di invertire rotta e lo dimostra anche il movimento internazionale #FridaysForFuture nato spontaneamente dai ragazzi. Il cambiamento è possibile ed è proprio nelle scuole, dove si formano i futuri custodi del nostro Pianeta, che bisogna partire».

Come spiega la stessa associazione, l'esempio dei due istituti agrigentini può essere facilmente seguito dalle scuole di tutta Italia adottando qualche piccolo - ma decisivo - accorgimento come limitare la distribuzione di snack con imballaggi in plastica (inquinanti e anche poco sani) o abolire posate e bicchieri monouso nelle mense.

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