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False notizie, anzi bufale!

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Siamo abituati, purtroppo, alla gente che compie delle truffe. Da chi si finge qualcuno che non è per rubare i soldi agli anziani, a chi paga con soldi falsi o con assegni non validi e molte altre brutte cose.

 

 

Ci sono però delle “fregature” che non sono truffe, quanto piuttosto degli scherzi che hanno fatto storia. La gente a volte crede a tutto, e succede che se qualcuno dice che gli extraterrestri stanno invadendo la Terra, sono molti a correre ai ripari. Oppure c'è chi è in grado di fare delle copie perfette di opere d'arte, tanto perfette da farle credere vere.

Ma si tratta di casi di scherzi, vere e proprie beffe, in cui nessuno truffa soldi agli altri. E che fanno anche un po' ridere e divertire, diciamo la verità!

 

 

 

Attenzione, arrivano i marziani!!!

 

Un giorno di quasi ottant'anni fa, esattamente il 30 ottobre del 1938, negli Stati Uniti, stava andando in onda un programma radiofonico molto seguito della Cbs. Il programma si intitolava Mercury theatre on the air e spesso vi si raccontavano storie tratte da romanzi, racconti e opere teatrali. In quella radio, quando era ancora molto giovane (aveva solo 23 anni), lavorava Orson Welles, che è stato uno dei più grandi attori  e registi di cinema di tutti i tempi. Quel giorno egli interpretava alla radio un adattamento del romanzo La guerra dei mondi, scritto dal suo quasi omonimo H.G.Wells, che a sua volta è stato uno dei più grandi narratori del '900. Ma il giovane Orson Welles ebbe un'intuizione geniale: trasformare l'adattamento del romanzo in una vera e propria “falsa” cronaca radiofonica. Moltissimi, negli Stati Uniti, erano gli ascoltatori del programma anche quel giorno. La falsa radiocronaca, interpretata benissimo, sembrava raccontare dal vivo l'invasione dei marziani sulla Terra. E sembrava proprio vera! Voi, ragazzi, non ci crederete, ma furono molte le persone che corsero ai ripari e che furono prese dal panico. Fu un caso di “scherzo” rimasto nella storia.

 

Le false teste di Modigliani

 

Era il 1984 e si festeggiava il centenario della nascita di Amedeo Modigliani, un grande artista di Livorno. Proprio nella città toscana, al Museo di Arte Moderna, fu allestita in quei giorni una mostra tutta dedicata a Modigliani. Qualcosa di strano, inaspettato e incredibile, tuttavia, accadde. Una leggenda narra che l'artista gettò nel Fosso Reale di Livorno tre sue sculture di teste. Le autorità decisero quindi di dragare il fosso. E, cosa incredibile, trovarono le tre teste. Gli storici e i critici d'arte gridarono alla scoperta sensazionale. La notizia fece il giro del mondo. Ma nonostante l'euforia del ritrovamento, alcuni critici d'arte ritennero false le tre teste, mentre altri le considerarono vere. Nacque una vera e propria disputa tra i critici e le trasmissioni televisive di ogni sorta ospitarono i protagonisti di questo dibattito che sembrava infinito. Erano di Modigliani o erano false le tre teste trovate nel Fosso Reale di Livorno? Per un mese non si parlò quasi di altro. Finché tre studenti universitari rilasciarono al settimanale Panorama un'intervista in cui affermarono di essere gli autori delle tre teste ritrovate nel fosso. I tre si chiamavano (e si chiamano) Pietro Luridiana, Pierfrancesco Ferrucci e Michele Guarducci. Il Tg1 li invitò per scolpire in diretta una testa simile a quelle ritrovate. E la scolpirono, mettendoci davvero poco tempo. Sembrava identica a quelle del fosso. Intervistati, ammisero di aver scolpito soltanto una delle tre teste ritrovate. Le altre due le aveva scolpite Angelo Froglia, un portuale e artista livornese che purtroppo morì a soli 42 anni. Quando lo scherzo fu scoperto, alcuni critici d'arte che ritenevano le tre teste di Modigliani persero un po' della loro reputazione, mentre ne acquisirono altri che da subito le ritennero dei falsi. Resta tuttavia lo scherzo, ormai passato alla storia, dei quattro livornesi.

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Il giovane che beffò tutti perché voleva la pace

 

Era il 1987. Un periodo che prendeva il nome di “guerra fredda” fra le due super-potenze del mondo: Stati Uniti e Unione Sovietica (oggi l'Unione Sovietica non esiste più, ma esistono tanti Paesi, fra cui la Russia, l'Ucraina ecc.). Perché “guerra fredda”? Perché le due super-potenze continuavano a minacciarsi e ricattarsi, come se stessero sempre per iniziare una guerra vera e si tenessero “il muso”.

In questo periodo storico, un giovane di appena 19 anni desiderava che questa tensione tra le due potenze, che si traduceva in una tensione per tutto il mondo, finisse. E decise di fare una cosa molto, ma molto audace che voi, cari ragazzi, non dovete affatto fare!

Era il 28 maggio 1987. Un pilota dilettante di 19 anni, di nome Mathias Rust, tedesco originario di Amburgo, con il suo piccolo Cessna bianco partì da Helsinki e volò in direzione Mosca. Nel suo viaggio riuscì ad evitare gli schermi radar sovietici e i Mig 23.

Incredibilmente, riuscì ad atterrare sulla Piazza Rossa di Mosca, che in quel momento era uno dei punti più sorvegliati e difesi del mondo. Arrivarono i soldati e catturarono il ragazzo tedesco. Lui disse che aveva fatto ciò che aveva fatto per dare un messaggio di pace e perché la “guerra fredda” finisse. Ma la buona intenzione pacifista di Mathias Rust non bastò: venne catturato e condannato a 14 mesi di prigione nel carcere di Lefortovo.

Il suo gesto resta nella storia. Anche se non si può considerare uno scherzo, si può comunque ritenere una beffa delle maglie di difesa più potenti del mondo e un grande messaggio di pace.

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