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Errori e Scienza: “ecco perché sbagliare fa bene al progresso”!

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Errori e Scienza: “ecco perché sbagliare fa bene al progresso”!
Luca Perri

Lo sapevi che l'errore è una parte fondamentale del processo scientifico e che un buon scienziato non solo può sbagliare, ma DEVE farlo? Ce ne parla l'astrofisico Luca Perri, autore del libro per ragazzi "Errori Galattici"!

Siamo abituati a pensare all'errore come a qualcosa di assolutamente negativo, una macchia indelebile che dobbiamo evitare a tutti i costi per non incorrere in umilianti correzioni o tremende prese in giro.

Eppure "sbagliando s'impara": parola di scienziato!

Già perché l'errore, se compiuto con la volontà di migliorare, è un utilissimo strumento per avvicinarci un po' di più verso il successo: "dato che ho capito di aver sbagliato, ora so come raggiungere l'obiettivo!"

Nell'ambito scientifico, anche se sembra strano, questo concetto assume ancora più valore. Lo scienziato più bravo del mondo infatti, prima di comparire su libri e riviste per le sue strabilianti scoperte, sbaglia centinaia e centinaia di volte prima di riuscire nel suo esperimento!

È così che funziona il metodo scientifico!

A ricordarcelo ci ha pensato Luca Perri, un giovane (e brillante) astrofisico che all'importanza degli errori nel campo della ricerca scientifica ha perfino dedicato un intero libro per ragazzi: "Errori Galattici. Errare è umano, perseverare è scientifico" (De Agostini)

L'intervista a Luca Perri

Ciao Luca, come mai hai scritto un libro proprio sugli errori?
«Per aiutare a risolvere un equivoco che dura da troppo tempo. Da un lato abbiamo la tendenza dell'opinione pubblica ad additare ogni errore compiuto dalla comunità scientifica come prova per poter dire “ecco la scienza non è degna di fiducia”, mentre dall'altro abbiamo una comunità scientifica che proprio per opporsi a questo atteggiamento, cerca di nascondere ogni errore come se fosse qualcosa di sporco da occultare sotto al tappeto».

E non è così?
«Assolutamente no! L'errore non è debolezza, ma parte integrante del progresso scientifico. La scienza prosegue per errori: nella vita comune si dice “sbagliando s'impara”. Ecco vale anche per la scienza.
La scienza si affina sbaglio dopo sbaglio e se noi nascondiamo l'errore, non solo snaturiamo il metodo scientifico, ma rischiamo di perdere definitivamente la fiducia nella scienza stessa: se presento qualcosa come infallibile, la prima volta che vengo colto in fallo perdo ogni credibilità!»

«La scienza sbaglia, ma alla fine trova il modo di auto-correggersi e rimane la nostra arma vincente»

Allora perché dobbiamo fidarci della scienza?
«Il metodo scientifico fa sì che ad ogni scoperta corrispondano una serie di esperimenti per verificare o falsificare quella scoperta. Un esempio? I vaccini sono il medicinale più utilizzato e studiato di sempre, con centinaia di milioni di somministrazioni in tutto il mondo. Eppure c'è chi li mette in dubbio con dicerie che però non vengono mai supportate da dati validi. La scienza però non è fatta di opinioni, ma di prove».

Qualcuno però dice che bisognerebbe sentire le due diverse "campane"...
«Nella scienza non esistono due campane: contano solo i fatti. Se dico “i vaccini fanno male”, devo dimostrarlo. Finora non è mai avvenuto. Eppure in molti credono a questa bufala, nata tra l'altra da uno studio fraudolento per stessa ammissione dell'autore, reo confesso».

Da oltre dieci anni Luca Perri si occupa di divulgazione su radio, tv, riviste, festival e social network.
Credits: Luca Perri

Qual è l'approccio che deve avere uno scienziato nei confronti dell'errore? Perché non dovrebbe scoraggiarsi dopo un fallimento?
«Il grande scienziato non è colui che non sbaglia mai, ma colui che è disposto a mettere in discussione le proprie convinzioni di fronte all'evidenza scientifica. Quel genio di Stephen Hawking ha passato la vita a fare scommesse con i propri colleghi riguardo a fenomeni e teorie fisiche; eppure le perdeva tutte»!

Com'è possibile?
«Quando gli chiedevano come facesse un "cervellone" del genere a perdere così tante scommesse, lui rispondeva che ne era ben contento, perché ogni errore voleva dire il superamento di un pregiudizio e l'apprendimento di qualcosa di nuovo. Certo, l'errore è frustrante, ma ti aiuta a sapere che la tua convinzione è sbagliata e che la risposta è ancora lì da cercare. Ogni sbaglio è un passo verso la verità».

L'errore è seccante, frustrante, talvolta anche umiliante, ma se affrontato nel modo giusto può rivelarsi una grande opportunità, nella scienza così come nella vita di tutti i giorni!
Credits: Ipa-agency

Secondo te qual è stato l'errore scientifico che comunque ha apportato più benefici?
«Guglielmo Marconi s'incaponì sull'esistenza di onde radio assorbite e ri-emesse dalla superficie terrestre, ma nonostante l'assurdità scientifica di tale teoria, il suo lavoro portò alla scoperta della Ionosfera, lo strato dell'atmosfera che fa rimbalzare le onde radio e che oggi viene utilizzato per le moderne telecomunicazioni. Senza questa cantonata non avremmo il moderno sistema di radio e tv. Sarebbe un mondo completamente diverso!»

Quale sarebbe il modo migliore per avvicinare i bambini alla scienza?
«Penso che non si dovrebbe avvicinare i bambini alla scienza, ma tenerli vicini. Noi nasciamo curiosi e i bambini, almeno fino alla quinta elementare, sono affascinati dalla scienza e i suoi segreti. È dopo, alle medie e alle superiori, che avviene il distacco. In quegli anni la scienza diventa qualcosa di astratto, di inconsistente, fatto solo di barbose formule scritte su di una lavagna e da mandare a mente. Occorrerebbe dunque che nel corso di questi cicli di studi la scuola aiutasse i ragazzi a capire che la scienza è materia viva ed è onnipresente nel nostro mondo.Tutti i giovani hanno il cellulare, ma quanti sanno che è grazie alla tecnologia a transistor sviluppato dalla Motorola per le comunicazioni delle missioni spaziali Apollo che oggi possiamo tenere un simile strumento nelle nostre tasche?»

«Bisogna rendere la scienza divertente»!
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