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Horro Gallery: ecco gli errori da matita rossa dei ragazzi “Il Collegio”

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Da D'Annunzio "estetista" all'Arno che diventa una lavatrice, i ragazzi del Collegio ogni tanto le sparano proprio grosse. Ecco le gaffe più madornali (con spiegazione) commesse nel corso della prima puntata

Martedì 22 ottobre è cominciata la quarta stagione de Il Collegio, il programma RAI che ogni anno porta dieci ragazzi e dieci ragazze all'interno di un collegio "vecchio stile" dove trascorreranno un anno scolastico sotto lo sguardo severo di docenti impettiti e gli occhi sempre vigili delle telecamere.

Nell'edizione appena cominciata i ragazzi dovranno vedersela con un tipico collegio del 1982 e fin da subito i nuovi arrivati hanno capito che con i professori dell'istituto non c'è molto da scherzare...

LA SELEZIONE

Prima di cominciare però, gli allievi hanno dovuto passare una selezione e, nonostante un livello culturale medio non proprio oxfordiano, solo cinque studenti non sono stati ammessi.

A questi rimandati è stata data però una seconda possibilità: passare una settimana di studio da "uditori" (senza giacca e stemma del collegio) e tentare di passare un'ulteriore prova al termine dei sette giorni. Chi avrà colmato le lacune sarà ammesso, gli altri verranno mandati a casa.

Un'impresa non impossibile anche perché, come già accennato, molti dei compagni già entrati nella classe hanno mostrato più di qualche problemino con il mondo dei libri e della cultura generale...

GAFFE ED ERRORI MADORNALI

Alcune uscite dei ragazzi - che comunque sono lì per imparare - hanno infatti strappato più di un sorriso e, probabilmente, fatto rizzare i capelli in testa di qualche professore davanti allo schermo.

Ma i partecipanti a questo particolare reality-show non sono nuovi a strafalcioni del genere.  Ecco allora alcuni degli errori più grossolani (ma divertenti) con annessa una piccola correzione per evitare che anche i focusini possano incappare in simili "sfondoni".

«D'Annunzio? Era un estetista» 
Immaginarsi il Vate Gabriele D'Annunzio alle prese con pinzette e sopracciglia fa molto ridere, ma non rende merito alla grandezza del personaggio. D'Annunzio infatti fu uno dei più importanti esponenti italiani del Decadentismo, il movimento letterario diffusosi in Europa tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, nonché una figura di spicco del suo tempo, così celebre e famoso da influenzare la vita politica - e non solo artistica - del Paese. In effetti però l'estetica, intesa come filosofia dell'immagine e non come cura del corpo,  c'entra molto con il pensiero D'Annunziano, dove il concetto di bellezza è sempre stato centrale. Dunque la ragazza che ha commesso l'errore probabilmente aveva in mente più o meno il personaggio, sbagliando totalmente però la terminologia!

«Sciacquare i panni in Arno? Che è l'Arno, 'na lavatrice?»
Ovviamente l'Arno è il fiume che attraversa Firenze (e non solo). L'espressione "sciacquare i panni in Arno" venne usata da Alessandro Manzoni come metafora: infatti, dopo aver redatto la sua seconda stesura dei Promessi Sposi, lo scrittore si recò in Toscana, culla nella nostra lingua, per "ripulire" l'italiano usato nel romanzo da forme dialettali o poco chiare. Da qui la famosa citazione che ha assunto più o meno il significato di"perfezionamento della lingua italiana"

Passato remoto del verbo cuocere? «Io cocetti...»
Il passato remoto talvolta è una "brutta besita", ma questa non è una buona scusa per non impararlo. Ecco la giusta coniugazione: io cossi; tu cuocesti (cocesti); egli cosse; noi cuocemmo (cocemmo); voi cuoceste (coceste); essi cossero.

Quali mari bagnano l'Italia? «Esiste il mare Atlantico?»
Naturalmente non esiste il mare Atlantico, ma l'oceano Atlantico e no, non c'entra nulla con l'Italia. Il nostro Paese infatti è affacciato sul Mediterraneo ed è bagnato dal Mar Tirreno, il Mar Ligure, il Mar Ionio e il Mar Adriatico.

Coatto? «È una persona che se la tira e spende tutto in vestiti»
Effettivamente nella parlata dialettale romana il "coatto" è un po' un personaggio sopra le righe, il prepotente, il cafone. In italiano però l'aggettivo indica qualcosa di obbligato, qualcosa d'imposto con la forza. Il professore d'Italiano del Collegio ha fatto l'esempio del "domicilio coatto", ossia l'obbligo imposto ad un cittadino di risiedere in un certo luogo per un certo periodo di tempo.

Sbarcare il lunario? «Atterrare sul suolo lunare»
Il riferimento al nostro satellite non c'entra con improbabili missioni lunari. L'espressione indica il tentativo di guadagnare abbastanza denaro per poter sopravvivere. Si può tradurre con un semplice "tirare avanti". Il lunario era infatti il calendario che riportava le fasi lunari, e dunque riuscire a "sbarcarlo" significava riuscire ad arrivare alla fine del mese (o dell'anno).

Cos'è la mafia? «Quando uno prende in giro un altro di colore»
Per quanto il razzismo sia negativo, la mafia forse è anche peggio. La mafia infatti è la criminalità organizzata, ossia un folto gruppo di delinquenti capaci di costruire una società parallela non più regolata dalla legge, ma dalla violenza e dal sopruso.

Leggete anche gli "orrori" delle puntate successive: