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DALLA NOSTRA INVIATA 5 | Ricordi dalla Silicon Valley

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La nostra amica Selene è rientrata in Italia dopo l'entusiasmante esperienza americana alla Singularity University. Ed è stata pure premiata! Ecco che cosa ha realizzato

Cari focusini , come vi ho raccontato nel corso delle settimane è stata un'esperienza davvero unica : ricca di incontri, scoperte, conquiste e sfide. E, a proposito, quello che mi porto a casa è proprio una nuova grande sfida .

 

Dovete sapere che durante le ultime 5 settimane, le giornate non sono state dedicate ai corsi e agli incontri, ma allo sviluppo dei nostri progetti personali in grado di migliorare il mondo.

 

 Per me è stata l'occasione per concentrarmi su un'idea che da molti anni mi ronzava in testa

Come vi ho raccontato nelle scorse settimane,  ho vissuto in Afghanistan , una terra dilaniata dalla guerra e che, come tutti i paesi protagonisti di importanti conflitti, vive molto da vicino il dramma delle mine antiuomo . Le mine antiuomo sono armi, ordigni messi sottoterra (ma non solo), che esplodono quando vengono calpestati (da un veicolo o da una persona), anche a distanza di molti anni da quando sono stati posizionate. E uccidono o feriscono in modo molto grave le vittime.

 

Si calcola che nel mondo esistano 100 milioni di mine antiuomo inesplose , distribuite in oltre 70 Paesi , coinvolti da conflitti nel passato recente. La presenza di queste mine mette quindi in pericolo la vita di circa 1 miliardo di persone , che rischiano di calpestarle durante le normali attività quotidiane .  Il progetto a cui ho dedicato i giorni e le notti delle ultime settimane a Singularity University, è 

 

la creazione di sensori speciali in grado di scovare le mine inesplose

In questi mesi penso vi siate fatti un po' un'idea di come sono e avrete capito che, se credo in qualcosa, faccio di tutto per riuscire a realizzarla! Ecco perché ho lanciato un nuovo progetto che si chiama Bibak , il cui obiettivo è fornire alle comunità dei paesi coinvolti nel problema delle mine antiuomo inesplose , gli strumenti, le tecnologie e le conoscenze per realizzare in poche ore, “in casa” e a basso costo (meno di 100 euro), i sensori che ho studiato con l'aiuto di un ingegnere e diversi artificieri sminatori. Questi sensori consentono di individuare, senza pericolo, 3 diversi tipi di mine (di metallo, di legno e di plastica).

 

Inutile dirvi poi che, con nostra grande sorpresa e gioia, Bibak è stato scelto tra i 5 migliori progetti su 23 presentati a fine corso!

Non vedo l’ora di tornare in Afghanistan e rimettermi al lavoro su questi nuovi sensori , per riuscire a testarli sul campo. La strada da fare, come potete immaginarvi, è tanta, ma anche il viaggio più lungo inizia da un semplice passo come questo.

 

Per ora è tutto, se vi fa piacere vi terrò aggiornati sui prossimi sviluppi! A presto, cari focusini!