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Creare acqua potabile, pulirla e diffonderla con la tecnologia

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Prima l'acqua! Da bere, per coltivare, per vivere. L'emergenza acqua è un problema globale: 30 progetti innovativi per risolverlo con la tecnologia.

WaterFirst! In inglese: prima l'acqua. SI chiama così un progetto internazionale che ha raccolto 65 ricerche e metodi innovativi per aumentare, depurare e diffondere l'acqua. Trenta di questi verranno presentati dal 7 al 10 maggio al MiCo di Milano, durante il Summit di Seeds&Chips.

Ce ne parla il presidente, Marco Gualtieri, preoccupato per gli anni a venire: "Se fino a 10 anni fa il problema della siccità e dell'inquinamento idrico era "solo" un problema, oggi è diventata un'emergenza. Tra pochi anni saremo 2 miliardi di persone in più sulla terra: dobbiamo fare qualcosa".

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Piccole regole per un grande problema
Le regole sull'acqua che si studiano a scuola servono a qualcosa? Secondo Gualtieri si, se sono seguite da tutti: "I ragazzi, tutti insieme, non solo devono adottare le normali regole di risparmio e pulizia che si studiano a scuola e di cui Focus Junior stesso parla nella rivista, ma, anzi soprattutto, devono diffondere il messaggio: bisogna pensare all'emergenza acqua, in maniera innovativa e utilizzando le nuove tecnologie".

Creare acqua dal... "nulla", depurare con nuovi materiali e "estrarre" acqua potabile dal mare
I progetti che verranno presentati per WaterFirst!, e che provengono da tutto il mondo, sono realizzati da giovani innovatori e sono molto interessanti e curiosi. "Uno di questi per esempio" racconta Gualtieri "studia come trasformare l'aria in acqua, catturandola dal cambio termico e dall'umidità attraverso dei pannelli fatti di materiali nuovi, ancora in fase di studio". Ci saranno anche nuovi materiali  "come il graphene, in grado di depurare l'acqua dalle scorie" e si potranno conoscere "metodi alternativi per creare acqua potabile dal mare dissalando l'acqua con sistemi meno gravosi rispetto a quelli di adesso".

Inquinamento idrico e siccità: un problema globale

Perché dovrebbero interessarci queste emergenze se viviamo in una zona dove non le viviamo? "Perché è un problema globale" ci risponde Gualtieri "Vuol dire che ci interesserà tutti, prima o poi, anche sotto altre forme.
Per esempio, la siccità in Africa e la conseguente mancanza di cibo farà aumentare i flussi migratori verso l'Occidente, creando altre emergenze da affrontare". L'inquinamento idrico invece, interessa tutti già da adesso: "Si inquina talmente tanto che tra qualche anno nei mari avremo la plastica al posto dell'acqua". Ed è un problema nostro anche se non viviamo sul mare o al lago: "La plastica buttata nei fiumi, nei laghi e nei mari diventa un problema anche per il cibo. I pesci ingoiano microparticelle di plastica. Quelli di loro che non muoiono soffocati ritornano... sulla nostra tavola e la plastica ce la mangiamo anche noi".

Ma è un problema anche per i prodotti della terra: ortaggi, frutta, ma anche bestiame ed erbe senza l'acqua non vivono e non crescono: "L'utilizzo eccessivo di acqua da parte di un'agricoltura gestita in maniera sbagliata, fa dell'agricoltura la prima causa di mancanza d'acqua e ne è contemporamente la prima vittima". 

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Qual è la cosa più importante per risolvere un'emergenza?
"La consapevolezza. Dalla consapevolezza di un'emergenza nascono sempre soluzioni innvative, come per esempio dalla crisi idrica che ha colpito qualche anno fa la zona di Israele si sono sviluppate, grazie alla ricerca, progetti innovativi per dissalare l'acqua e purificarla", conclude Gualtieri.

Voi ragazzi siete il futuro dell'acqua e dall'acqua dipende il vostro futuro e quello di tutti gli esseri viventi. Più emergenza di così...

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