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Jilbab, Burka e altri vestiti nel mondo

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Cos'è il Jilbab? Qual è la differenza con il burka? Facciamo un breve giro del mondo nei panni tradizionali di alcuni Paesi.

Spesso guardando le immagini provenienti da Paesi mediorientali si fa una grande confusione tra gli abiti che coprono il corpo e il volto delle donne musulmane. Eppure tra Jilbab, Burka o Chador ci sono molte differenze. Scopriamo dunque i segreti degli abiti tradizionali dei Paesi più lontani.

COS'È IL JILBAB

Il Jilbab (o Hijab) è indossato da donne musulmane in molti paesi diversi, per devozione religiosa e attivismo politico. È una tunica lunga fino alla caviglia. Può essere fatto di un solo pezzo, ma anche di un insieme di indumenti, per esempio tunica e velo. Era il velo indossato da Silvia Romano al momento della sua liberazione nel 2020.

Tale indumento appare nel Corano, il testo sacro dell'Islam. Il verso (33:59) descrive come le mogli del profeta Maometto e le donne musulmane dovrebbero essere vestite: "O profeta! Dì alle tue mogli e alle tue figlie e alle donne dei credenti di disegnare i loro mantelli [ jilbab ] intorno a loro [quando vanno fuori]".

Il jilbab infatti si è diffuso dal Medio Oriente con il regime politico islamista, dopo la Rivoluzione iraniana nel 1979. In Palestina, Giordania e Siria, il jilbab è un lungo soprabito che si abbottona sul davanti ed è indossato con un foulard chiamato khimar .

I colori dell'abito sono diversi, ma di solito prevale il nero, che simboleggia sia il lutto per i martiri che la lotta politica. Silvia Romano indossava un jilbab verde, simbolo del Paradiso nella cultura islamica.

IL BURKA

Il burka è un ampio e lungo velo islamico di un solo pezzo, che copre il viso e il corpo, con un'unica apertura all'altezza degli occhi. Spesso anche questo è coperto da una griglia di stoffa che consente di vedere all'esterno. È indossato, in alcuni paesi (come l'Afghanistan dopo la vittoria dei talebani nell'estate del 2021), dalle donne islamiche quando escono di casa.

CHADOR  E NIQAB

Lo Chador un velo tradizionale iraniano simile a un mantello indossato dalle donne quando devono comparire in pubblico. Tale manto copre gran parte del corpi, capelli inclusi, ma lascia scoperto il volto. Il niqab invece, tipico della tradizione araba, copre anche tutto il volto, ad eccezione degli occhi.

abiti tradizionali-niqab
Una danna araba indossa il niqab.
Credits: Shutterstock

SARI

Un capo composto da diversi metri di tessuto leggero drappeggiato in modo che un'estremità formi una gonna e l'altra un coprispalle o un velo. È uno degli abiti più usati dalle donne di India, Bangladesh, Nepal e Sri Lanka. Si tratta di un lunga striscia di stoffa lunga dai quattro ai nove metri. Esistono diversi stili in cui si può avvolgere un sari e variano da regione a ragione.

Nel modo più diffuso, bisogna avvolgerlo intorno alla vita e drappeggiare l'altra estremità sopra la spalla, scoprendo la parte centrale. Sotto il sari quindi, si indossa un abito o una camicetta leggera (chori).

CAFTANO

Kaftan è una parola che descrive un abito lungo, ampio e fluido con maniche ampie.

Nelle antiche culture mediorientali e africane, il caftano veniva tradizionalmente indossato dagli uomini sopra i loro altri abiti, come un cappotto. I primi caftani erano fatti di seta, cotone, lana o cashemere. A volte venivano indossati con una cintura o una fascia. Oggi, sono diffusi in tutto il medio oriente, per esempio Turchia o Egitto, ma anche in Occidente.

La storia fa risalire l’utilizzo del caftano o kaftano addirittura al 600 a.c. I primi caftani si diffusero in Persia per poi divenire la veste dei sultani.

IL KIMONO

Deriva dalle parole ki ("usura") e mono ("cosa"), il kimono è un capo tradizionale giapponese.

Sono in genere cuciti a mano a forma di "T" da 4 pezzi singoli di tessuto chiamati abbronzature  e legati con un obi o cintura. È legato in vita con la cintura Obi, che può essere lunga più di 3,5 m. Il kimono era decorato con lo stemma della famiglia di chi lo indossava.

I kimono sono realizzati con vari tessuti fatti come lino, seta e canapa. Sono cuciti e decorati a mano. Tradizionalmente, questi includono lino, seta e canapa.

PONCHO

Un capo di abbigliamento fatto di un unico pezzo, con un foro nel mezzo dove infilare la testa. Oggi è spesso indossato come un impermeabile e viene utilizzato specialmente in Perù, Messico e Bolivia.

Le sue origini però si collocano in Perù: a Paracas, sono state ritrovate una serie di mummie risalenti al 300 a.C. coperte di poncho ricamati. Anticamente erano ricamati con figure di animali, uccelli, sciamani e guerrieri.  Mille anni dopo gli Incas hanno continuato a indossare poncho in lana di alpaca dai colori brillanti e ricamati con disegni geometrici.