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Coronavirus in Italia: tutto quello che devi sapere

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Coronavirus in Italia: tutto quello che devi sapere
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Aumenta il numero dei contagiati soprattutto al Nord. Ecco le cose più importanti da sapere e le precauzioni da prendere per contenere la diffusione del virus

>> CORONAVIRUS IN BREVE: l'epidemia di coronavirus (Covid-19) è scoppiata in Cina alla fine del 2019 e si è diffusa in 28 stati. L'Italia è il terzo Paese al mondo per numero di contagi dopo la Cina (oltre 77 mila) e la Corea del Sud (763). Guarda la mappa della diffusione. In base all'ultimo bollettino ufficiale del ministero della salute, i casi accertati da noi sono 6387, di cui 366 persone sono decedute. Sono 622 i guariti. Nelle singole regioni il numero di contagiati è il seguente: Lombardia (3372), Veneto (623), Emilia Romagna (1097), Piemonte (355), Lazio (81), Liguria (67), Marche (265), Sicilia (51), Toscana (165), Sardegna (11), Campania (100), Puglia (36), Abruzzo (17), Basilicata (4), Friuli V.G. (53), Calabria (9), Umbria (26), Molise (14) Trentino (32), Valle d'Aosta (9). Il numero però è in continua evoluzione. <<<

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È allarme coronavirus (Covid-19) anche in Italia: il numero delle persone infette sta infatti aumentando di giorno in giorno. In Lombardia sono state prese misure estreme, con scuole chiuse, locali e ristoranti chiusi dopo le 18 e il divieto di uscire dalle proprie regioni, se non per motivi urgenti. Cancellati o quasi eventi di aggregazione, come le partite di calcio e le sfilate di Carnevale. Anche in Piemonte, Veneto e Emilia Romagna sono tate predisposte severe restrizioni. Obiettivo: contenere la diffusione del virus secondo quanto previsto dal consiglio dei ministri.

È inevitabile che queste notizie portino a preoccuparci per la nostra salute e quella dei nostri cari, ma è altrettanto vero che in situazioni del genere la cosa migliore da fare è non farsi prendere dal panico e agire con razionalità, usando il cervello. Certo, non sempre è facile, anche perché gli stessi virologi hanno espresso in parte visioni discordanti su quanto sta accadendo.

Roberta Villa, che è una super giornalista scientifica* (vedi il suo cv in fondo all'articolo), ci ha aiutato a fare chiarezza.

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3 cose da non sottovalutare: 1) Il coronavirus si diffonde rapidamente. 2) Si trasmette anche quando il paziente infetto è asintomatico. 3) Non c'è ancora un vaccino. 

Il coronavirus è un virus da non sottovalutare perché l'agente patogeno sa diffondersi rapidamente. Inoltre, come ha detto il virologo Roberto Burioni, la sua pericolosità risiede anche nella «contagiosità degli asintomatici» ossia nella capacità del virus di trasmettersi da persona a persona anche quando il paziente infetto non ha ancora sviluppato i sintomi della malattia.

Un'altro elemento che non può farci felici è il fatto che per debellare completamente il coronavirus serva un vaccino apposito e al momento, sebbene si stia lavorando alacremente nei laboratori di tutto il mondo, non ne abbiamo ancora sviluppato uno. Servirà ancora del tempo perché un vaccino, per essere efficace, deve passare una lunga serie di test. Ma alla fine arriverà.

>>>> ATTENZIONE>>>>> Il virologo Burioni su Medical Facts ha parlato del 20% di casi gravi rispetto ai contagiati, ma Roberta Villa puntualizza: «È vero che il 20% dei casi ha una polmonite, ma spesso sono polmoniti leggere. I casi gravi, quelli che vanno in rianimazione, sono solo il 4-5%»

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Il coronavirus è peggio di un'influenza, anche se la stessa influenza non deve mai essere vista come una malattia banale.

Il Covid-19 è un virus molto aggressivo e che può causare polmonite acute che, in certi casi, conducono anche al decesso, ma ciò non fa di lui un virus "killer" senza precedenti. Naturalmente l'alta contagiosità ne fa un nemico temibile e a preoccupare di più sono i casi in cui vengono attaccati le funzioni polmonari.

«La letalità di questa malattia è bassissima. È confrontabile, anzi inferiore, a quella dell'influenza - aveva detto ai microfoni di Sky TG24 Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore all'Università Statale di Milano - È una malattia che rientra nelle cosiddette infezioni respiratorie acute che fanno da corollario all'influenza in ogni inverno». Dopo settimane di contagi però, il numero di infetti e di decessi è schizzato alle stelle, innalzando di molto il livello di guardia.

Il discorso della mortalità però non cambia molto. Certo, il coronavirus ha mietuto molte più vittime del previsto, ma, ha ricordato ancora Pregliasco sul Fatto Quotidiano, il tasso di mortalità rimane un po' falsato perché calibrato sul numero di contagiati accertati, mentre ci sono stati e ci sono tutt'ora tantissimi pazienti che hanno contratto Covid-19 senza saperlo e che quindi non sono conteggiati.

A gettare acqua sul fuoco ci si era messa anche Maria Rita Gismondo, il direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze del laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano, la prima struttura italiana trovatasi a gestire l'emergenza coronavirus e che da giorni analizza centinaia di campioni di possibili casi positivi al contagio.

«Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!» ha scritto il medico su Facebook, invitando anche i media ad abbassare i toni per evitare che «un’infezione appena più seria di un’influenza» venga scambiata per una pandemia.

>>> ATTENZIONE>>>>> La giornalista Roberta Villa fa una precisazione sui dati relativi alla mortalità per influenza citati da Gismondo perché dice che sono un parametro un po' ingannevole. «L'anno scorso, per esempio, i morti per influenza sono stati 200 circa, ma riguardano solo le persone su cui sono stati fatti i test influenzali. Ma questo è solo la punta dell'iceberg, perché i decessi causati dall'influenza riguardano persone anziane, con dei problemi, che si ammalano a casa e peggiorano via via fino a morire, senza effettuare alcun test». I numeri citati dalla professoressa del Sacco quindi, potrebbero riferirsi a un'intera stagione.

La stessa Gismondo, nelle settimane successive, ha cancellato tutti i post di Facebook riguardanti l'emergenza Covid-19.

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È vero che i bambini non si ammalano?

Dai dati in nostro possesso, dice Roberta Villa, una cosa si può dire con certezza: benché nessuno sia immune dal virus, i bambini sono più resistenti all'aggressione di questo microbo. In Cina infatti, dove la situazione è più grave, i bambini al di sotto dei 9 anni rappresentano una bassissima percentuale dei contagiati e nessuno di loro è morto.

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Quali sono i sintomi?

I sintomi sono facilmente confondibili con quelli di un'influenza: febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

(Per altre info consigliamo le FAQ del Ministero della SaLute)

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Quali sono le precauzioni per evitare il contagio?

Per evitare di contrarre il coronavirus la prima cosa da fare è evitare il contatto con chi si è già ammalato ma come abbiamo visto non sempre i sintomi sono evidenti e dunque occorre prendere ben più di qualche precauzione. Ora come ora l'ordine tassativo è di rimanere tutti a casa.

A questo riguardo il Ministero della Salute ha anche diffuso 10 regole d'oro:

1 - Lavati spesso le mani

2 - Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute

3 - Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani

4 - Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci

5 - Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che non siano stati prescritti dal medico

6 - Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol

7 - Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate

8 - I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi

9 - Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

10 - Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

Qui l'allegato completo: C_17_opuscoliPoster_433_0_alleg.pdf

NUMERI UTILI

Chiunque presentasse sintomi riconducibili al coronavirus (i più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie, per altre info) non deve presentarsi al Pronto Soccorso ma segnalare la propria condizione contattando uno dei numeri attivati proprio per gestire l'emergenza: 112 o 1500.

Per la Lombardia: chiamare l'800.89.45.45 o il numero generale del 112 o il 1500.

Per il Veneto: chiamare l'800.46.23.40 o il 1500 o il 112.

Alla luce dei nuovi casi sono stati istituiti anche numeri verdi regionali (per casi lievi) in:

Friuli Veneza Giulia: 800500300

Alto Adige: 800751751

Piemonte: 800333444

Toscana: 800556060

Marche: 800936677

Umbria: 800636363

Lazio: 800118800

Campania: 800909699

Numero Nazionale: 1500

Numero da chiamare in caso di sintomi gravi: 112

FONTE: Ministero della Salute

*Roberta Villa è una giornalista laureata in medicina e chirurgia, assegnista di ricerca per l’Università Ca’ Foscari di Venezia e collaboratrice del progetto europeo QUEST per la comunicazione della scienza in Europa.