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Come si forma un incendio?

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Come si forma un incendio?

Gli incendi di questi giorni potrebbero farvi chiedere come si forma un incendio. Lunedì 24 settembre infatti, alle 10 di sera, è scattata l'emergenza per l'incendio che sta bruciando i boschi del monte Serra, in Toscana: ettari di bosco (pini e ulivi) sono stati già distrutti e fiamme alte 30 metri, alimentate anche da forti folate di vento che "corrono" a una media di 30 km/h. 700 persone sono state sfollate dalle loro case e messe al riparo.

Ma basta davvero appiccare un piccolo fuoco con un fiammifero, o gettare per terra un mozzicone di sigaretta per fare scaturire le fiamme di un incendio?

L'elicottero S64 in dotazione alla Forestale, il mezzo aereo con la massima capienza d'acqua.
Credits: ipa

 

Come iniziano gli incendi?
Gli incendi nei boschi si scaturiscono principalmente per due motivi: cause naturali e per mano umana.
Cause naturali: possono essere fulmini, in temporali senza pioggia, che colpiscono gli alberi (in Italia è un evento molto raro).
Cause umane. Possono essere di due tipi: involontarie (per es. un mozzicone di sigaretta ancora acceso in un bosco, o un fiammifero fumante). Queste sono chiamate azioni dolose; o volontarie (colpose).

Come si forma un incendio: i fattori che favoriscono il propagarsi delle fiamme.
Non basta un fiammifero o un piccolo falò per far scaturire un incendio: ci sono dei fattori che favoriscono l'aumento e l'alimentazione delle fiamme, per esempio il clima, la tipologia di vegetazione, alcune piante, l'altitudine (il maggior numero di incendi si verifica tra i 400 ed i 1000 metri di altezza) e la quantità di "materiale" incendiabile.

Come nasce una fiamma.
Una fiamma è il risultato di tre fattori: ossigeno, carburante e calore. Se manca anche una sola di queste tre cose, il fuoco non nasce.
Ossigeno. Lo contiene l'aria che respiriamo. Sui pianeti come Venere e Marte, infatti, gli incendi sarebbero molto rari, perché le loro atmosfere contengono una quantità minimo di ossigeno, al contrario della Terra.
Calore. Esistono diverse fonti o azioni che possono generare calore. Per esempio la testa di un fiammifero sfregata contro un muro genera calore, che si trasforma in fiamma grazie all'ossigeno.
Carburante. Il carburante è ciò che brucia. Quasi tutto può bruciare, ma alcuni materiali si infiammano a una temperatura minore rispetto ad altri (i materiali cioè hanno punti di infiammabilità differenti), quindi sono più infiammabili.Il legno degli alberi è uno di questi.

I CONSIGLI DI PREVENZIONE E SICUREZZA DEI VIGILI DEL FUOCO

Da calore a fiamma: come funziona tecnicamente
Gli atomi dell'ossigeno contenuto nell'aria quando si riscaldano cominciano a vibrare. Mano a mano che diventano più caldi, cominciano a "ballare" sempre più velocemente. Quando il calore aumenta fino al punto di infiammabilità del materiale, gli atomi rompono i legami che li uniscono alle altre molecole di cui fanno parte, facendo scaturire la fiamma.

Villapiana, un enorme incendio ha distrutto una vasta area di boschi, pinete e macchia mediterranea ai piedi del Pollino in Calabria, intervenuti Vigili del Fuoco, Protezione Civile e canadair. 06/07/2018, Villapiana, Italia
Credits: ipa agency

Esempio pratico di come si forma un incendio
1. Il legno, ad esempio, contiene per la maggior parte molecole costituite da atomi legati di carbonio, idrogeno e ossigeno. Quando il legno (carburante) diventa abbastanza caldo (per esempio quando in un bosco viene appiccato il fuoco su un tronco generando calore, o quando un fulmine colpisce un albero), i legami tra queste molecole si spezzano, rilasciando atomi ed energia. Questo processo viene chiamato pirolisi.

2. A questo punto gli atomi non legati formano un gas caldo, che si mescola con gli atomi di ossigeno nell'aria. In realtà è questo gas incandescente - e non il carburante stesso - a produrre la "prima" fiamma, cioè la parte blu un po' evanescente alla sua base.

3. Gli atomi slegati poi si legano rapidamente con l'ossigeno nell'aria in un processo chiamato ossidazione: il carbonio legandosi all'ossigeno, produce anidride carbonica. Quando l'idrogeno si lega all'ossigeno, invece, produce vapore acqueo. Tuttavia gli incendi si formano solo quando tutto questo spostamento di atomi che si slegano e si rilegano, rilascia energia sufficiente a prolungare l'ossidazione nel tempo, con reazioni a catena: altri atomi rilasciati dal combustibile si combinano con l'ossigeno nelle vicinanze. Questo genera altra energia, che rilascia più atomi, riscaldando l'ossigeno... e il processo ricomincia.

Incendio nel bosco Parco regionale del Campo dei Fiori (Varesepress, Varese - 2017-10-25) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
Credits: ipa agency

I colori della fiamma. il carbonio
I colori arancioni e gialli in una fiamma appaiono quando gli atomi di carbonio si scaldano e cominciano a vibrare, e quindi brillare. Potete gli atomi di carbonio arancioni quando i vostri parenti cuociono la carne sulla griglia o sulla padella a fiamma alta.

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