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Chi era Alexei Navalny

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Chi era Alexei Navalny
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Alexei Navalny, oppositore di Vladimir Putin, è morto dopo una passeggiata nella colonia artica IK-3 nella regione russa di Yamalo-Nenets dove stava scontando una pena di oltre trent'anni

Alexei Navalny (il nome completo è Alexei Anatolievich Navalny) è morto qualche giorno fa, il 16 febbraio, in una prigione di massima sicurezza in Siberia, regione artica della Russia dove stava scontando la condanna che il governo russo di Vladimir Putin gli aveva ingiustamente comminato. È morto, a quanto sembra, per una trombosi. Ma chi era Navalny?

Oppositore di Putin, lottava contro la corruzione

Alexei Navalny era nato il 4 giugno 1976 a Obninsk, a circa 100 km da Mosca. Le sue origini erano sia russe che ucraine. I suoi genitori avevano una fabbrica di cesti nel villaggio di Kobyakobvo. Laureato in Legge a 22 anni presso l’Università dell’amicizia dei popoli della Russia, si specializza anche in mercati finanziari presso l’Università Finanziaria sotto il Governo della Federazione Russa. Avvocato e attivo contro la dilagante corruzione all’interno del sistema di potere russo, Navalny ha ricevuto nel 2010 una borsa di studio per il programma “Yale World Fellows” presso l’Università di Yale. Ma in quegli anni è stato privato del suo status di avvocato. È stato un leader politico dell'opposizione russa. Nel 2000 è entrato a far parte del Partito democratico unito Yabloko, fondando poi nel 2005 un altro movimento sociale giovanile chiamato “DA! Alternativa democratica”. I programmi televisivi in cui era invitato e che stavano raccogliendo ottimi ascolti furono cancellati dal Governo russo. Nel 2007 fondò il Movimento di Liberazione Nazionale Russo (Narod, ossia Il popolo) che aveva la politica dell’immigrazione come priorità. Quando nel 2012 Putin fu eletto presidente della Russia, Navalny guidò a Mosca una manifestazione anti-Putin a cui parteciparono circa 20mila persone. Dopo tale manifestazione fu trattenuto per diverse ore dalle autorità e poi rilasciato. Ma fu arrestato il giorno dopo l’insediamento di Putin e condannato a 15 giorni di carcere.

Le condanne ingiuste e le sue candidature

Il 3 giugno 2013 Alexei Navalny annunciò che si sarebbe candidato a sindaco di Mosca. Ma poco dopo fu condannato a 5 anni di carcere per appropriazione indebita e frode. Partecipò comunque alle elezioni, ma non vinse e denunciò brogli elettorali, denuncia che cadde nel nulla. Nel 2016 annunciò che si sarebbe candidato a presidente della Russia. Fu aggredito in varie occasioni, perdendo quasi totalmente l’uso dell’occhio destro.

La Commissione elettorale russa lo dichiarò fuori dalle elezioni per essere stato condannato per corruzione. Durante il referendum istituzionale del 2020, Navalny condusse una campagna contro il voto sugli emendamenti costituzionali che ha avuto luogo il 1° luglio, definendolo un colpo di stato e una violazione della costituzione. Disse anche che tali emendamenti avrebbero permesso a Putin di essere presidente a vita. In effetti, le riforme consentiranno a Putin di poter essere presidente fino al 2036.

L’avvelenamento, le ulteriori condanne e il processo a porte chiuse

Il 20 agosto del 2020 Navalny si sentì male durante il volo da Tomsk a Mosca. L’aereo fece un atterraggio d’emergenza e lui fu ricoverato in ospedale ad Omsk. Qualcuno lo aveva avvelenato con un inibitore della colinesterasi ed era finito in coma. Il 7 settembre uscì dal coma. Nello stesso modo erano stati uccisi altri attivisti anti-Putin. Dopo l’avvelenamento di Navalny, l’Unione europea, il Regno Unito e gli Usa imposero sanzioni agli alti funzionari russi.

Il ritorno in patria e l'arresto

Navalny accusò Putin del suo avvelenamento. Nel gennaio 2021 tornò in Russia e fu arrestato subito per aver violato la sua libertà vigliata. Un tribunale di Mosca lo condannò alla prigionia in una colonia detentiva “correzionale” di Pokrov. Imprigionato, le sue condizioni di salute peggiorarono ma nessuno provvide a somministrargli cure.

Un appello per le cure

Molti personaggi famosi intervennero affinché fosse curato, ma nell’aprile del 2021 fu trasferito in un ospedale per detenuti e a metà giugno del 2022 fu condotto nel carcere di massima sicurezza IK-6 di Melekhovo, in Siberia. Il 4 agosto 2023 fu condannato ad altri 19 anni di carcere con l’accusa di incitamento pubblico ad attività estremiste e riabilitazione dell’ideologia nazista: fu dichiarato colpevole di tutte le accuse in un processo svoltosi a porte chiuse.

Per cosa lottava Navalny?

Oltre che contro la corruzione dilagante in Russia e contro il Governo dittatoriale di Vladimir Putin, Alexei Navalny lottava per legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso, lottava contro ogni forma di razzismo e, tra le altre cose, anche contro l’intervento russo nella guerra siriana. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti e nel 2021 è stato candidato al Premio Nobel per la Pace.

Alcune interessanti curiosità

Era sposato con Yulia Navalnaya e aveva due figli, Daria e Zakhar ed era membro del partito “Russia del futuro” e aveva fondato la FBK (Fondazione anti-corruzione). Amnesty International lo ha riconosciuto come prigioniero di coscienza.

È stato insignito del Premio Sacharov per l’impegno in materia di diritti umani. Il suo canale YouTube contava circa 6 milioni di abbonati e mediante i suoi canali social è riuscito a pubblicare materiale molto importante sulla corruzione in Russia. I processi a cui è stato sottoposto sono stati definiti delle “autentiche farse” da Amnesty International.

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