Donna Moderna
FocusJunior.it > News > Charlotte Geary: l’adolescente che ha inventato lo sport del futuro

Charlotte Geary: l’adolescente che ha inventato lo sport del futuro

Stampa

Charlotte Geary ha vinto un premio per aver progettato un nuovo tipo di skateboard telecomandato che potrebbe trasformare lo sport

Lei è Charlotte Geary, ha solo tredici anni ma è già diventata una “pioniera” dello skateboarding grazie a un’invenzione davvero speciale: l’Electrodeck, un nuovo tipo di skateboard telecomandato e ultramoderno che consentirà agli skaters di andare più veloci, fino a 10 miglia orarie (circa 16 km/h) e fare più acrobazie senza mai togliere i piedi dalla tavola. Con il suo progetto, la giovanissima Charlotte, originaria di Bournemouth (in Inghilterra), ha vinto la prima edizione del concorso “Sports of the Future”, organizzato dallo IET (Institute Engineering and Technology), un importante istituto di ingegneria e tecnologia che ha sede nel Regno Unito. L’obiettivo del concorso, lanciato nella primavera del 2020, era quello di incoraggiare i “giovani inventori” di tutto il mondo a progettare qualcosa che fosse in grado di rivoluzionare il mondo dello sport. Abbiamo intervistato Charlotte per sapere tutto di lei e della sua idea vincente.

Nel video Charlotte dice: "Ciao amici, mi chiamo Charlotte Geary e sono la creatrice di Electrodeck. Voglio solo fare un enorme saluto a tutti i lettori italiani di Focus Junior"

Ciao Charlotte, per prima cosa, come hai saputo del concorso “Sports of the Future”?
Ne ho sentito parlare per la prima volta da un mio cugino che lavora a Derby come ingegnere, e credo di aver subito pensato che fosse una grande opportunità per mettere finalmente in atto un progetto che avevo in mente da un po’ di tempo.

Descrivici allora la tua invenzione, l’Electrodeck. Come funziona?
L’idea alla base dell’Electrodeck è quella di uno skateboard multidirezionale a motore che può essere controllato premendo un pulsante, senza mai mettere piede a terra. Inizialmente avevo pensato a una tavola controllabile con il solo movimento del corpo, il che significa che se ti pieghi in avanti, la tavola si muove con te nella stessa direzione. Sfortunatamente ciò non è stato possibile, così siamo scesi a compromessi realizzando un dispositivo portatile – un telecomando Bluetooth – che controlla sia la velocità sia la direzione (avanti o indietro) della tavola. Il resto del movimento funziona proprio come un normale skateboard e si basa sull’inclinazione del corpo.

Ti ha aiutato qualcuno a progettarlo?
Beh... all’inizio sono stata io ad avere l’idea dell’Electrodeck e a immaginare il suo funzionamento, ma dopo qualche videochiamata con mio cugino ho acquisito molta più consapevolezza e ho capito meglio cosa fosse necessario per realizzare la tavola, il che mi ha aiutato davvero tanto quando ho dovuto esporre il mio progetto alle persone.

Cosa hai provato quando hai saputo di aver vinto il concorso? Te lo aspettavi?
Sinceramente, la vittoria è stata del tutto inaspettata. Senti sempre parlare di questo tipo di concorsi e partecipi solo perché pensi che sarà una cosa divertente, ma non ti aspetti mai di vincere davvero. Quando mi è stato detto che avevo vinto, battendo oltre cento partecipanti, è stato incredibile! Si tratta di un progetto a cui ho dedicato molto tempo, impegno e passione, e scoprire che tutto il mio lavoro è stato ripagato mi è sembrato un enorme traguardo e un momento di grande orgoglio.

Qual è il “segreto” del tuo successo?
Sono sempre stata una di quelle persone che non si limita a “provare” qualcosa, ma che l’affronta mettendoci tutto l’impegno possibile. Io credo che il modo migliore per ottenere successo sia quello di non sottovalutarsi mai, perché alla fine, se non poni dei limiti alla tua mente, tutto sembra realizzabile. Secondo me, per raggiungere un traguardo bisogna affrontare ogni situazione, progetto o sfida con mente fresca e positiva.

Sembri molto determinata!
Sì, sono una persona decisamente determinata. Soprattutto quando si tratta di qualcosa su cui ho ragionato molto. Penso che l’Electrodeck sia stata la mia chance per esprimere il mio punto di vista sullo sport e per dimostrare che chiunque può fare qualsiasi cosa, se solo ci prova. E il fatto di avere un messaggio così importante da diffondere al mondo mi ha resa ancora più determinata nel raggiungere buoni risultati.

Charlotte, sei giovanissima eppure dimostri già di essere una skater eccellente. Da quanto tempo pratichi skateboarding?
A dirla tutta, l’Electrodeck è il mio primo vero skateboard in assoluto. Prima di partecipare al concorso, di tanto in tanto, usavo un “penny board” (piccoli skateboard in plastica adatti ai bambini), ma non si trattava ancora di vero e proprio skateboarding. In realtà, faccio pattinaggio su rotelle da dieci anni e penso che sia stato proprio il pattinaggio a darmi l’idea per l’Electrodeck.

Sai Charlotte, molte persone credono che lo skateboarding sia uno sport “da maschi”. Conosci molte ragazze come te che lo fanno?
La verità è che, prima di iniziare a lavorare sul mio progetto, non conoscevo nessuna skater, ma da quando ho creato l’Electrodeck, è stato incredibile vedere così tante ragazze negli skate park sulle loro tavole nei fine settimana, e questo mi fa desiderare di coinvolgere sempre più persone. Per esempio, prendendo ispirazione dal mio progetto, io e una mia amica abbiamo di recente iniziato a creare personalmente le nostre tavole e sono davvero entusiasta di insegnarle come fare skating. Spero che anche lei come me si appassioni a questo sport.

Pensi che l’ingegneria possa far parte del tuo futuro? Cosa vuoi fare da grande?
Ho solo 13 anni e il lavoro mi sembra ancora una realtà molto lontana, ma credo che l’ingegneria sia qualcosa che sicuramente potrei prendere in considerazione in futuro. Sono sempre stata una persona piuttosto creativa, e quando non sono impegnata a registrare musica o a cantare, mi piace pensare a quali invenzioni potrebbero aiutare a far progredire il nostro futuro in maniera massiccia. In questo senso, il concorso dello IET mi ha sicuramente mostrato quante opportunità ci siano.

 

Chris standing up holding his daughter Elva