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Caparezza

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Caparezza

Parla proprio come canta, Caparezza: molto ma molto veloce. Tanto che facciamo fatica a seguirlo quando inizia a raccontarsi ai nostri inviati, Caio e Ferdinando. Poi però riusciamo ad adattarci ai suoi ritmi, e capiamo che dietro alla persona spigliata e disinvolta che ci accoglie si nasconde un timidone: “Da piccolo avevo tanti amici bellocci, a cui bastava atteggiarsi per avere tutti intorno a sé. Io invece, che ero introverso e un po’ imbranato, dovevo inventare altri metodi per farmi ascoltare dagli altri. Così sono ricorso alla musica”. In effetti Caparezza adesso ci riesce, ad attirare l’attenzione, con ritmi dinamici e parole pungenti: a noi però piace soprattutto perché affronta problemi sociali legati anche ai più giovani, e che lui ha vissuto in prima persona.

Qualche domanda per il cantante. Verso che età hai iniziato a interessarti di musica e scrivere e farti scrivere canzoni.? Prestissimo. È un mistero per me fare quello che faccio ora, a me piace la creatività in tutte le sue forme. Volevo fare il fumettista e mi sono ritrovato a fare il cantante senza apparente motivo, non sono una persona intonata. Probabilmente l’escamotage del rap cioè la possibilità di poter cantare senza intonare mi ha dato una grossa spinta. La spinta creativa è una voglia che ho dalla tenera età perché non essendo stato una persona bella, non essendo stato uno dei quei belli dovevo inventarmi qualcosa per attirare l’attenzione. Sai a scuola c’è il bello della classe, che non deve fare niente per avere tutti intorno a sé, deve semplicemente atteggiarsi. Gli altri, il brutto della classe, o quello bizzarro, devono usare altri artifici per farsi accettare. Quindi non hai mai preso lezioni di canto? No, ho cominciato a prendere lezioni di tastiera, di organo elettronico ma è stato fallimentare. Non riuscivo a concepire la lezione. Oggi io mi trovo in una situazione paradossale perché compongo e canto non sapendo cantare e non sapendo comporre e mi rendo conto che più passa il tempo e più vorrei avere la padronanza armonica delle cose quando suono. Ho rifiutato l’insegnamento, perché ci vedevo un dogma, un’imposizione. Io non sono una di quelle persone che riuscirebbe a “studiare” la musica. Quale sarà il tema del tuo prossimo cd? Per ora ho solo delle idee. Mi piacerebbe far qualcosa di diverso, dopo quattro album che in modi abbastanza diversi affrontano le tematiche della critica sociale vorrei fare qualcos’altro. Non vorrei rimanere ingabbiato nel personaggio, vorrei cercare di rappresentare il mio pensiero sotto altre forme. Come fai a non impaperarti mai quando canti così veloce? A volte mi capita di impappinarmi ma non perché non ricordo i testi. Se vedo qualcuno tra il pubblico che sta cantando con il mio stesso labiale e poi magari si imbroglia fa imbrogliare anche me. Allora in quel momento sono costretto all’artificio del free style, cioè cerco di chiudere la rima con altre parole. Se domani ti svegliassi a dodici anni cosa faresti che non hai fatto? Sicuramente continuerei a fare quello che ho fatto. A dodici anni ero poco più di un bambino, non son cresciuto presto, non ho avuto questa voglia di diventare adulto che hanno gli adolescenti che si riversano quasi subito nel mondo degli adulti. Sai quando ti dicono: ma come guardi ancora i cartoni animati, giochi ancora con le figurine? Io si, guardavo ancora i cartoni animati e giocavo ancora con le figurine perché non mi piaceva fare quel passo, non volevo diventare adulto. Per cui io credo che continuerei a rimanere un dodicenne. A livello artistico l’ errore che ho fatto è stato quello di cominciare a fare musica non seguendo un mio stile. Ho avuto una fase iniziale in cui facevo musica commerciale e questo è diventato il mio scheletro nell’armadio. Eliminerei questo scheletro, cercherei da fare da subito quello che faccio da quando sono Caparezza, cioè esprimere me stesso senza mezzi termini. Da piccolo avevi altri nomignoli a parte Caparezza? Tantissimi, ma me li davo io. I miei amici erano stracolmi di soprannomi, io non ne avevo a parte capa rezz, cioè testa pazza. Allora me li davo io a seconda del momento: tipo “passo pesante”, o “egiziano”. Di cosa hai più paura? Io ho davvero tanta paura della violenza. Perché è un modo vigliacco di imporre le cose, mi da’ fastidio. Sai che il bullismo è un problema molto attuale..nella tua classe c’erano i bulli?… Si i bulli sono sempre esistiti e adesso sono anche sotto i riflettori, il bullo è diventato un modo di essere acclamato e la cosa mi da’ molto fastidio perché ho sempre pensato che il bullo sia carente intellettualmente. Quello che lui fa serve per essere accettato in qualche modo, e non avendo la possibilità di essere accettato dal punto di vista intellettuale perché non è in grado di manifestarsi pacificamente quello che gli rimane è mostrarsi forte, attraverso la violenza. Come si fa a difendersi dai bulli? Sarebbe bello poter affrontare un bullo dal punto di vista dell’intelletto ma è deficitario da quel punto di vista quindi non si può. Il bullo si spaventa dell’imprevedibile, spesso incanala tutta la sua repressione su persone che sa che non potranno mai rispondergli, quindi sorprenderlo rispondendogli ogni tanto potrebbe farlo smettere. Ma tu litighi mai? Ti arrabbi? No io in realtà non litigo, si mi arrabbio ma non sono un violento. Io sono convinto che dove è possibile il confronto, non debba necessariamente esserci l’ira. La rabbia poi è giusto manifestarla però sono uno di quello che cerca di andare avanti nella vita spiegando il proprio pensiero e non imponendolo. Quindi non ti vedremo mai all’isola dei famosi? Se doveste vedere Caparezza all’isola dei famosi è solo perché avrei un bisogno immenso di soldi. Ma penso proprio che non lo farò. Non bevi non fumi non guardi la tv… No la tv la guardo. Non bevo non fumo non mi drogo. …ma oltre a dire le parolacce avrai qualche altro difetto? Sono abbastanza chiuso, molto fissato con quello che ho da fare perché sono totalmente innamorato del mio mestiere. Per me la musica è tutto e questo fa in modo che tralasci tutto il resto.. E credo che questo sia un errore, ma con il passare del tempo sia anche diventata la mia scelta di vita. Mi accusano sempre di non aprirmi abbastanza. Questo dipende dal fatto che sono stato timido nella vita. E continuo a esserlo, in misura minore. Ero talmente timido che quando andavo alle feste mi nascondevo dietro ai divani perché non volevo che mi si vedesse. E il paradosso mi ha portato a stare sui palchi. Per quale squadra tifi? Non gioco a calcio, non lo seguo, neanche le partite della nazionale, non ho una squadra preferita, per me il calcio è una lastra di polistirolo. Però alla play mi sento parte attiva. Perché non riesco a tifare, devo giocare. Esistono gli extraterrestri secondo te? Si, perché non ne ho una prova contraria certa. E poi non ho la pretesa di essere l’unico essere vivente, come Terrestre, nell’universo. Dove ti piacerebbe atterrare se fossi un extraterrestre? Bè certamente non perderei tempo a fare cerchi nel grano, cercherei invece di capire il genere umano, che tipo di posto è il pianeta terra. Credo però che starei vicino all’acqua, non so per quale motivo, forse perché non mi seguirebbero se dovessi fuggire. Se Caparezza no, lo vedi possibile un presidente come Obama, in Italia?. Spero di si. Potremo cominciare con un parlamento colmo di donne, che è già una grande conquista. Cos’è il potere per Caparezza? Etimologicamente è il poter concretamente fare. Adesso la parola potere viene intesa in maniera distorta cioè come la possibilità di farsi, non di fare, il potere da usare su se stessi semplicemente per accrescere la propria potenza, senza un obiettivo concreto. L’ironia che usi nelle tue canzoni è un modo di dire le cose liberamente o è solo una tecnica di comunicazione? È soprattutto una tecnica di comunicazione. Quando ci si ritrova a esprimere opinioni in ambito politico o sociale rischi di diventare noioso e quindi di rendere inefficace quello che stai per dire. Attraverso l’arma dell’ironia invece si riesce a far arrivare certi concetti in maniera più contagiosa, coinvolgendo magari anche il pubblico che la pensa in maniera diversa da te. “Caparezza for President”, capiterà mai? No non credo, nel senso che non mi sento così vicino alla politica come è intesa oggi, però è stuzzicante l’idea di poter cambiare le cose sul serio, e non soltanto parlando e facendo musica. Esiste una possibilità concreta di cambiare le cose? Chi lo sa magari un giorno ci potrebbe essere terreno fertile per una nuova politica. Come si fa a dire le cose senza aver paura di dirle? È fondamentale trovare una formula personale per “dire”, ironica o meno, il che vuol dire prendere una posizione. La presa di una posizione nell’ambito di questo grande teatro che si chiama vita fa si che tu possa esserne un attore protagonista, e non solo una comparsa. Un libro che capaerzza consiglia di leggere… Un fumetto che si chiama Mouse. Film preferito Fantasia di Walt Disney. Gioco della play? Devolution soccer. Hai animali in casa? Ho un cane, svariati gatti, dei pesci, e vari ragni. Sorelle? Ho due sorelle più piccole. Piatto preferito Patatine fritte e pizza. Materia preferita Italiano Cantante straniero con cui vorresti cantare Il cantante dei block party e i pink floyd. IL GIOCO DELLE ASSOCIAZIONI MENTALI Casa chiesa Amore pianto
Guerra odio
Personaggio Berlusconi
Domenica bigottismo
Futuro impossibile
Amico Fiducia
Berlusconi berlusconiani.
MESSAGGIO PER IL FJCLUB! Ciao ragazzi, ciao web serfer del sito di focus junior, vi auguro di cliccare sempre all’interno di questo sito perché è sempre meglio che cliccare su altri siti dove magari perdete tempo a chattellare di cose inutili. Qui potete trovare delle cose utili su cui pensare e crescere.

 

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