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Bugie: la nostra voce ci smaschera quando mentiamo

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Bugie: la nostra voce ci smaschera quando mentiamo
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Le bugie hanno le gambe corte, ma si può smascherare un bugiardo anche dal suono della sua voce. Lo dice uno studio.

  • Bugie con le gambe corte
  • Il cervello analizza il tono della voce
  • Occhio ai bugiardi

BUGIE CON LE GAMBE CORTE

Giù la maschera, alzi la mano chi tra noi non ha mai detto una bugia. Però è vero che, a volte, per smascherare un bugiardo serve molta furbizia e… anche la scienza. E così negli anni si sono svolti molti studi e messe a punto diverse tecniche comprovate da studi scientifici per scoprire i professionisti delle frottole.

Secondo uno studio condotto dal CNRS (Centro nazionale di ricerca scientifica), le bugie possono essere scoperte attraverso la nostra prosodia, cioè la “melodia” della nostra voce. Perciò il tono che usiamo quando raccontiamo qualcosa ha un ruolo molto importante. E, soprattutto, bisogna stare attenti a quello che si dice, ma in particolare a come viene detto! In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, gli scienziati del laboratorio di Scienze e Tecnologie della Musica e del Suono dell’Università della Sorbonne e del Laboratorio dei Sistemi Percettivi di Parigi, hanno analizzato come la melodia della nostra voce abbia un ruolo su quanto possiamo essere credibili. Gli studiosi affermano infatti che è proprio la prosodia che trasmetterebbe al cervello le informazioni sul valore di quanto sia vera una frase.

IL CERVELLO ANALIZZA IL TONO DELLA VOCE

Il cervello analizza la prosodia. Secondo questi studi INFATTI sarebbero l'intensità, l'altezza e la velocità della nostra voce gli elementi che influenzerebbero il modo in cui il nostro interlocutore percepisce se diciamo la verità. Non importa in quale lingua venga detto, qualsiasi essa sia (inglese, italiano, spagnolo, francese) il cervello analizza automaticamente queste tre caratteristiche per capire e decidere quanto sia onesta la persona che ci sta parlando.

OCCHIO AI BUGIARDI!

Ma allora che cosa rende una parola più credibile di un'altra? Per i ricercatori, questa percezione dipende dal come il nostro interlocutore parla, se mostra una dizione rapida, un tono che scende alla fine della parola e una forte intensità al centro della parola, capiamo che la verità è fuori dubbio. Al contrario, se il nostro interlocutore parla in maniera più lenta o usa un tono che rimane uniforme fino alla fine della frase può farci insinuare qualche dubbio sull'autenticità delle sue parole.

Sei curioso? Se vuoi esercitarti a individuare i bugiardi, il CNRS ha pubblicato diversi esempi sonori della stessa parola pronunciata con una melodia diversa arrivando a farci  percepire intonazioni diverse che vanno dall'onestà alle bugie.