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Bufale sul Coronavirus: è pandemia

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Bufale sul Coronavirus: è pandemia
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Per la prima volta nella storia, l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha messo in guardia la popolazione mondiale dalla pandemia delle bufale sul coronavirus. Non è la prima volta che un virus si diffonde in tutto il mondo, ma è stato un esordio per le bufale: il web, i social, i giornali e la tv si sono riempiti talmente tanto di false informazioni che addirittura è stata dichiarata infodemia.

Come è potuto succedere, visto che dalla scienza ci aspettiamo sempre informazioni esatte e precise?

Lo abbiamo chiesto a Silvia Bencivelli, medico e giornalista scientifica, esperta di bufale: "La colpa è un po' degli scienziati e un po' nostra. Gli scienziati che abbiamo visto in televisione o abbiamo letto sui giornali ci hanno comunicato le informazioni come se fossero certe e assolute; invece la scienza è un sapere evolutivo: una cosa che può essere vera oggi, può diventare falsa domani, alla luce di nuove conoscenze".

Le bufale su mascherine e sintomi

Per esempio, all'inizio ci hanno detto che le mascherine non servivano; oggi, invece, sono indispensabili. Oppure, ci hanno detto che gli asintomatici non trasmettevano il virus; poi, invece si è scoperto che sono proprio loro i più "pericolosi" in questo senso, perché escono senza sapere di essere infetti. "Probabilmente gli scienziati, nelle loro dichiarazioni, potevano essere più "onesti" e specificare che le loro dichiarazioni non potevano corrispondere a verità assolute.

Per loro questo concetto è sottinteso: dedicano tutta la loro vita alla scienza, sanno benissimo che non ci sono informazioni assolute, specie su un argomento che si conosce poco, come il Covid-19; noi, però, dalla scienza ci aspettiamo sempre informazioni sicure".

E qui inizia il nostro errore: "vogliamo sapere tutto e subito, perché quello che non conosciamo ci fa sempre paura. Ma così rischiamo di distorcere quel poco che sappiamo o di capire altro rispetto a quello che sentiamo" spiega Silvia Bencivelli.

Silvia Bencivelli, medico e giornalista scientifica

Infatti, sul sito del Ministero della salute, c'è un lungo elenco di bufale sul coronavirus. Ognuna di queste viene segnalata come una falsa notizia, ma... non al 100%. "Nessuno scienziato serio ti dice che una notizia è vera o falsa al 100%, proprio per il fatto che abbiamo detto prima, e cioè che la scienza è conoscenza sempre in evoluzione".

Infatti, per esempio, in questo elenco di bufale, in quella che riguarda le mascherine che provocherebbero malattie, o in un'altra sugli effetti benefici della vitamina c, c'è scritto: Falso. Non ci sono evidenze scientifiche che le mascherine provochino malattie o che la vitamina c contenuta nelle arance faccia bene.

Come mai? Silvia Bencivelli ci spiega che "è un modo carino per dire: questa notizia è falsa al 90%, ma non ti posso assicurare del tutto che lo sia".

Quali notizie sono vere al 100% allora?

"Ce ne sono tante, e sono tutte conquiste che abbiamo fatto nel giro di sei mesi. Se pensi che sei mesi fa il virus non lo conoscevamo, abbiamo fatto passi da gigante.

Tanti scienziati lo stanno studiando tutti insieme, con uno sforzo senza precedenti. Da diversi mesi conosciamo il materiale genetico, conosciamo il suo genoma, che è stato studiato prima dai cinesi e poi dagli europei.

Sappiamo le prime mutazioni che ha fatto nei suoi viaggi: un virus è un pezzettino di materiale genetico con un guscio, lo abbiamo studiato molto bene e ora conosciamo qual è la serratura e quale la porta, cioè come viene trasmesso.

Conosciamo un po’ meno bene come fa a tenerci ammalati, ma stiamo capendo come riconoscere questa infiammazione e quindi come curarla, come diagnosticarla e con quali esami. A livello medico quindi rispetto a un mese fa ora lo curiamo molto meglio.

Ci rimane ancora da capire come funzionano gli anticorpi ma ci arriveremo.

A proposito di anticorpi, come facciamo a proteggerci dalla pandemia delle bufale sul coronavirus?

Le bufale che girano riguardano per la maggior parte le cose che sentiamo vicine, che ci interessano e che ci fanno paura. "Pensa quindi alle bufale sul coronavirus come a delle favole: entrambe sono storie inventate, più o meno sempre simili, che "escono fuori" ogni volta che succede un imprevisto che ci fa paura". I protagonisti, buoni, e indifesi, siamo noi; Il virus è l'arma invisibile con cui veniamo attaccati.

Ora ti devi chiedere: chi è l'eroe? E chi il nemico? Questi due elementi nelle bufale vengono spesso scambiati o vengono indicati, come eroi o nemici, persone o eventi che non c'entrano niente con l'argomento.

Per esempio: i nemici sono i cinesi?" No, perché tutti i virus vengono trasmessi da animali di specie diverse che convivono (noi uomini siamo animali). Allora i nemici sono gli scienziati? No, perché la scienza non è una conoscenza definitiva" riassume Silvia.

Gli eroi e i nemici di questa "favola" possiamo essere noi, che decidiamo da che parte stare: se accettiamo il fatto che le informazioni a volte possano non essere vere per sempre, soprattutto per quanto riguarda quello che non conosciamo, siamo gli eroi anti-bufale. Se invece crediamo a tutto quello che ci può tranquillizzare, allora siamo i nemici.